Mondo cattolico chiama irlanda e ue contro il caldo killer: abbandonare subito le fonti fossili

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Mondo cattolico chiama irlanda e ue contro il caldo killer: abbandonare subito le fonti fossili

Negli ultimi anni l’Irlanda ha assunto un ruolo crescente nel cambiare direzione agli investimenti e nel sostenere un percorso di abbandono dei combustibili fossili. A distanza di otto anni da un passaggio decisivo, nel mese di luglio 2018, il Paese continua a consolidare la propria posizione anche sul piano internazionale, preparando il terreno per iniziative e pressioni politiche che puntano a tempi certi e misure concrete per ridurre emissioni e impatti climatici.

irlanda, stop agli investimenti nelle fossili: la legge del 2018

Nel luglio 2018 l’Irlanda è diventata il primo Paese al mondo a interrompere per legge gli investimenti nelle fonti fossili. Il provvedimento, denominato fossil fuel divestment bill, imponeva all’irish strategic investment fund, il fondo sovrano irlandese, di disinvestire da carbone, petrolio e gas. La misura non si limitava quindi alle categorie più note, ma includeva anche il gas.

gas “ponte” e transizione: la critica al mito della transitorietà

Il gas è spesso presentato come “ponte” verso una transizione energetica più pulita, soprattutto grazie a denominazioni impiegate nella comunicazione pubblica e nel linguaggio commerciale. In questa cornice, viene contestata l’idea che il gas possa essere considerato un’opzione intermedia priva di urgenza climatica.

A supporto della posizione critica viene richiamato un report di climate analytics intitolato “fossil gas: a bridge to nowhere”. L’argomento centrale è che il combustibile, pur presentato come passaggio temporaneo, rientra comunque tra le fonti fossili da eliminare per affrontare la crisi climatica.

divestment oltre lo Stato: la chiesa d’irlanda e il movimento globale

Nel 2018 anche la chiesa d’irlanda ha deciso di porre uno stop ai propri investimenti nelle società legate ai combustibili fossili. Questo elemento si collega a un fenomeno più ampio: oggi le adesioni al fossil fuel divestment superano 1.700 investitori istituzionali, con asset gestiti per oltre 40 trilioni di dollari. Il quadro complessivo è descritto come il più grande fenomeno dal basso nella finanza etica.

conferenza internazionale sull’abbandono delle fossili: irlanda e tuvalu

Il percorso dell’Irlanda non resta confinato all’ambito finanziario nazionale. Il Paese è indicato come organizzatore insieme a tuvalu della seconda conferenza internazionale sull’abbandono dei combustibili fossili, prevista nel 2027 a tuvalu. L’iniziativa prende slancio dal successo della prima conferenza, tenuta ad aprile a santa marta in Colombia, con la partecipazione di quasi sessanta Stati.

mary robinson e la pressione contro l’industria fossile

Un ruolo rilevante viene attribuito a mary robinson, ex presidente dell’Irlanda e prima donna a ricoprire tale incarico nel Paese, già Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. La sua azione, all’interno di the elders (fondata nel 2007 da nelson mandela), è presentata come una delle voci internazionali più incisive contro l’industria fossile.

Nel testo è richiamato un intervento in cui viene denunciato l’impatto di specifici meccanismi legali, citati come isds (investor state dispute settlement). L’accusa riguarda il ricorso delle società dell’oil & gas contro i governi, qualora questi adottino misure ritenute necessarie per affrontare la crisi climatica. L’attenzione è posta sulla contrapposizione tra azioni pubbliche per ridurre il rischio ambientale e strategie legali mirate a contestarle.

prossimo semestre ue: richieste di misure immediate e strutturate

La spinta per ottenere risultati viene collegata anche al calendario istituzionale europeo. Viene indicato che durante il prossimo semestre del consiglio ue, di cui l’Irlanda ha appena assunto la presidenza, si prevede una fase decisiva di pressione politica.

Una coalizione formata da 170 organizzazioni europee di ispirazione cristiana, in particolare cattolica, si rivolge a Irlanda e Unione europea per chiedere l’adozione di misure esplicite. Tra le richieste elencate:

  • stop al carbone entro il 2030
  • stop al gas entro il 2035
  • stop al petrolio entro il 2040
  • tassa permanente sugli extraprofitti delle società oil & gas
  • investimenti massicci in efficienza energetica, energie rinnovabili ed elettrificazione

lorna gold e la richiesta di responsabilità verso i grandi inquinatori

Le richieste vengono rafforzate anche attraverso le parole di lorna gold, executive director del movimento laudato si’. La sua posizione collega l’escalation degli eventi climatici all’azione delle emissioni da combustibili fossili, affermando che onde di calore letali potrebbero peggiorare in assenza di interventi.

La richiesta rivolta all’Irlanda è di dare l’esempio nell’eliminazione graduale dei combustibili fossili, sostenendo che i grandi inquinatori debbano essere ritenuti responsabili dei danni climatici generati.

personalità citate nel testo

Nel contenuto compaiono i seguenti nominativi:

  • mary robinson
  • nelson mandela
  • lorna gold
Mondo cattolico chiama Irlanda e Ue: contro il caldo killer, vanno subito abbandonate le fossili!

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