Iran usa proposta trump per hormuz e no di teheran: perché i soldi non bastano
Gli Stati Uniti stanno valutando un percorso negoziale con l’Iran per sbloccare miliardi di dollari di fondi congelati, subordinandolo a una modifica delle condizioni relative allo Stretto di Hormuz. Teheran, però, mantiene una linea di forte controllo sulla rotta e respinge l’idea di rinunciare alle proprie pretese sul transito marittimo, rilanciando invece la richiesta di pedaggi collegati a servizi di sicurezza.
accordo usa-iran su fondi congelati e pedaggi nello stretto di hormuz
Washington ha proposto all’Iran di ottenere l’accesso a fondi congelati a condizione di accettare il divieto di pedaggi applicati alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Nel corso dei colloqui indiretti, insieme all’Oman, gli Stati Uniti hanno inoltre indicato la disponibilità a sbloccare una parte dei 100 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati all’estero.
Durante i negoziati tenuti a Doha, secondo quanto riportato, gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner avrebbero presentato uno scambio: l’Iran avrebbe dovuto rinunciare al controllo dello stretto e al pagamento dei pedaggi in cambio dello sblocco di miliardi di dollari.
posizione iraniana: hormuz sotto il comando di teheran
Teheran non ha accettato la proposta e ha segnalato che la contropartita sarebbe insufficiente per un cambio di strategia. Al rientro dai colloqui, il negoziatore iraniano, il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, ha indicato che Hormuz “è sotto il comando dell’Iran” e non degli Stati Uniti.
La richiesta iraniana mira a imporre un pedaggio per ogni nave che attraversa lo stretto, in cambio di servizi come sicurezza. L’obiettivo dichiarato è ottenere la maggior parte dei 40 miliardi di dollari annui che la misura potrebbe generare. Tale impostazione non avrebbe trovato accoglienza negli Stati Uniti e nei vicini del Golfo.
punto di contatto tra controllo e sostenibilità della gestione
La trattativa, in questa fase, risulta orientata a valutare alternative che possano ridurre l’impatto politico e operativo della richiesta iraniana. Secondo quanto riferito, i dubbi sulla fattibilità riguardano anche la capacità materiale dell’Iran di gestire lo stretto.
proposta alternativa dell’oman: fondo con donazioni volontarie
I negoziatori stanno esaminando un piano proveniente dall’Oman, proprietario della parte meridionale dello Stretto di Hormuz. In base a questa soluzione, i servizi marittimi verrebbero finanziati tramite un fondo