Pulizia etnica e annessione della cisgiordania: obiettivi politici del governo israeliano

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Pulizia etnica e annessione della cisgiordania: obiettivi politici del governo israeliano

Amnesty International denuncia una strategia che combina sfollamento forzato e espansione del controllo della terra nella Cisgiordania occupata. Nel mirino finiscono soprattutto comunità di beduini e pastori dell’area C, secondo un quadro che viene collegato a un tacito o esplicito sostegno internazionale ai crimini attribuiti al governo israeliano.

amnesty international e la denuncia di pulizia etnica nella cisgiordania occupata

Il rapporto intitolato “Cancellare ogni traccia palestinese: la pulizia etnica israeliana delle comunità di beduini e pastori della Cisgiordania” afferma che il comportamento della comunità internazionale, descritto come supporto ai crimini israeliani, starebbe incoraggiando il governo di Benjamin Netanyahu ad intensificare una campagna brutale di espulsione di persone palestinesi e ad accelerare il controllo del territorio nella Cisgiordania.

La campagna di pulizia etnica, secondo quanto riportato, prende di mira le comunità dell’area C, che rappresenta oltre il 60 per cento del territorio occupato. L’attenzione verso quest’area sarebbe legata sia a fattori demografici, con una relativamente scarsa popolazione palestinese, sia alla presenza di risorse naturali e terreni considerati ideali per il pascolo.

annessione come obiettivo politico e accelerazione di insediamenti ed espropri

Nel quadro descritto, l’annessione formale della Cisgiordania viene presentata come un obiettivo politico. Il percorso sarebbe collegato all’agenda nazionalista e religiosa del movimento dei coloni, con autorità israeliane che avrebbero accelerato l’espansione degli insediamenti e l’esproprio della terra.

La direzione sarebbe sostenuta da un aumento del supporto finanziario e logistico agli insediamenti e dall’armamento dei coloni.

governo israeliano e priorità dei coloni incluse nelle politiche statali

Gli accordi per formare il 37esimo governo israeliano, costituito alla fine del 2022 sotto la guida del Likud di Benjamin Netanyahu in coalizione con Potere ebraico di Itamar Ben-Gvir e Sionismo religioso di Bezalel Smotrich, includerebbero le priorità dei coloni tra le politiche statali. In questa cornice sarebbe stata inoltre legittimata la visione del movimento dei coloni della “Grande Israele”, un’ideologia che considera l’intero Territorio palestinese occupato parte integrante di Israele.

Il testo sostiene che tali scelte avvengano sfidando risoluzioni delle Nazioni Unite e il parere consultivo emesso nel 2024 dalla Corte internazionale di giustizia, che ha dichiarato illegale l’occupazione del Territorio palestinese.

sfollamenti e numeri delle nazioni unite: aumento della pressione sulle comunità

Il rapporto richiama i dati dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha). Dal gennaio 2023 all’aprile 2026, almeno 117 comunità — in gran parte di beduini e pastori palestinesi — avrebbero subito uno sfollamento totale o parziale. Sempre secondo le Nazioni Unite, alla fine di aprile 2026 sarebbero state sfollate con la forza almeno 5.910 persone palestinesi.

La dinamica viene descritta come collegata a un’ondata senza precedenti di attacchi dei coloni sostenuti dallo Stato israeliano.

avamposti, illegalità e uso dei territori per il pascolo

Secondo dati attribuiti a Peace Now, alla fine di aprile 2026 i coloni israeliani avrebbero creato 363 avamposti, di cui 212 a partire dal 2023. Il rapporto afferma che le autorità israeliane li avrebbero incoraggiati e che quasi nessun provvedimento sarebbe stato preso per smantellarli, nonostante la loro illegittimità sia indicata sia per normativa interna sia per il diritto internazionale.

Gli avamposti sarebbero utilizzati dai coloni per appropriarsi di grandi aree di terra palestinese destinate al pascolo.

espropri nell’area c: percentuali e procedure che riducono il territorio palestinese

Nel testo viene indicato che gli espropri delle terre palestinesi hanno raggiunto un picco: quasi il 58 per cento della terra dell’area C risulterebbe non registrata. Inoltre, secondo dati del febbraio 2026, le autorità israeliane ne avrebbero già espropriata la metà tramite dichiarazioni di appartenenza della terra allo Stato.

La rimozione delle persone palestinesi dall’area C e l’annessione della terra sarebbero rese evidenti, secondo il rapporto, da menzioni ufficiali sull’espansione degli insediamenti, sull’estensione della sovranità sul territorio occupato e su misure volte a minimizzare la presenza palestinese nell’area. Sarebbe inoltre presente un sostegno pubblico ai coloni da parte di ministri, alcuni dei quali descritti come coloni.

politiche e legislazione per trasferire poteri e violare il diritto internazionale umanitario

Il documento collega l’intento dello Stato alla legislazione dedicata all’annessione e ai provvedimenti adottati per trasferire il potere in Cisgiordania dalle autorità militari a quelle civili, indicati come in violazione del diritto internazionale umanitario.

Viene inoltre riportata una serie di misure correlate: dichiarazioni sul possesso della terra, procedure semplificate per l’approvazione degli insediamenti, aumento dell’espansione degli insediamenti, legalizzazione retroattiva degli avamposti, incremento del sostegno finanziario e politico alle infrastrutture delle colonie.

Secondo la ricostruzione, si aggiungono demolizioni di proprietà palestinesi e limitazioni sistematiche al movimento delle persone palestinesi e al loro accesso a terra e acqua.

bilancio, unità abitative e autorizzazioni: numeri sull’espansione degli insediamenti

Il rapporto indica che, nei primi tre anni di governo, il bilancio annuale del ministero degli Insediamenti e delle Missioni nazionali sarebbe cresciuto del 122 per cento, arrivando nel 2026 a 764 milioni di shekel (circa 225 milioni di euro).

costruzione di unità abitative: 50.785 progetti tra 2023 e 2025

Secondo Peace Now, tra 2023 e 2025 sarebbero stati portati avanti progetti per la costruzione di 50.785 unità abitative per gli insediamenti. Solo nel 2025 il Consiglio superiore della pianificazione avrebbe approvato 27.941 unità, definito come il più alto numero su base annua registrato.

nuovi insediamenti riconosciuti: 102 al 30 aprile 2026

Il totale dei nuovi insediamenti riconosciuti dal governo alla data del 30 aprile 2026 sarebbe salito a 102, descritto come molto superiore al precedente record relativo a nuovi insediamenti autorizzati da un singolo governo nella storia israeliana.

demolizioni autorizzate e sfollamenti: numeri Ocha tra gennaio 2023 e aprile 2026

Parallelamente, l’Ocha indica che tra gennaio 2023 e aprile 2026 le autorità israeliane avrebbero autorizzato la demolizione di 3.407 abitazioni e strutture palestinesi nell’area C, e avrebbero causato lo sfollamento di 2.996 persone palestinesi.

tattiche dei coloni e escalation dopo il 7 ottobre 2023

Nel testo viene descritta un’evoluzione verso tattiche sempre più massicce per obbligare le comunità palestinesi ad andarsene. Le azioni indicate includono attacchi alle case e alle proprietà, intimidazioni costanti, minacce e aggressioni fisiche.

La pressione includerebbe anche restrizioni all’accesso ai pascoli e alle fonti d’acqua, oltre a furti o uccisioni di bestiame e distruzioni di terre agricole e raccolti.

Secondo Ocha, tra 2020 e 2024 gli attacchi dei coloni contro le comunità di beduini e pastori palestinesi che avrebbero causato vittime sarebbero aumentati in modo significativo, con un incremento indicato come sette volte.

deroghe sui requisiti di armi e aumento delle licenze dopo il 7 ottobre 2023

Dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023 diretti da Hamas, le autorità israeliane avrebbero allentato i requisiti per il possesso privato di armi da fuoco e avrebbero dotato migliaia di coloni di armi da fuoco e uniformi. In questo modo, sarebbe reso difficile distinguere tra soldati e coloni.

Al gennaio 2026, oltre 240.000 cittadine e cittadini israeliani avrebbero ottenuto una licenza per possedere armi da fuoco, con un incremento indicato come 15 volte rispetto alle 8.000 licenze annue prima del 7 ottobre 2023. Nel rapporto, questa condizione viene collegata a un aumento profondo degli attacchi armati dei coloni.

figure politiche citate nel quadro della denuncia

Il rapporto collega l’espansione degli insediamenti e le misure descritte anche a responsabilità politiche e alle coalizioni di governo menzionate, includendo nomi che compaiono nel contesto delle priorità dei coloni e del sostegno pubblico alle politiche richiamate.

  • Benjamin Netanyahu
  • Itamar Ben-Gvir
  • Bezalel Smotrich
  • Hamas
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