Trump sente Putin e Zelensky nel giorno degli 80 anni: chiesta la fine della guerra in Ucraina

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Trump sente Putin e Zelensky nel giorno degli 80 anni: chiesta la fine della guerra in Ucraina

Nel giorno del suo 80esimo compleanno, Donald Trump ha avviato una sequenza di contatti telefonici orientati alla diplomazia e al tema del conflitto in Ucraina. Al centro delle comunicazioni risultano l’augurio al premier israeliano, poi due conversazioni separate con le autorità di Kiev e Mosca, con dettagli sulle durate e sui temi discussi. Il quadro si completa anche con un post su Truth, in cui Trump affronta i riferimenti alla guerra in Iran e alla situazione in Medio Oriente.

donald trump auguri a benjamin netanyahu e avvio delle chiamate

Le comunicazioni prendono avvio con gli auguri di compleanno rivolti da Donald Trump a Benjamin Netanyahu. A seguire, il presidente degli Stati Uniti ha effettuato due telefonate: una al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e una al presidente russo Vladimir Putin. L’ordine delle chiamate risulta definito, con un contatto prima con Kiev e poi con Mosca.

telefonata con zelensky: diplomazia e guerra/pace

Per quanto riguarda la conversazione con Volodymyr Zelensky, Dmytro Lytvyn, consigliere del presidente ucraino per le comunicazioni, ha indicato che si è trattato di una “conversazione piuttosto significativa”. I temi riportati riguardano una gamma ampia, includendo auguri di compleanno, diplomazia e questioni legate a guerra/pace. La stessa impostazione è stata ripresa anche dai media ucraini.

telefonata con putin: durata di 55 minuti

La chiamata con Vladimir Putin è stata descritta come più lunga, con una durata complessiva di 55 minuti. La ricostruzione della durata è attribuita alla Tass. In base alle informazioni disponibili, la conversazione è inserita nel contesto delle comunicazioni avviate da Trump nel giorno del suo anniversario.

post su truth e guerra in iran: libano e israel

Successivamente, Donald Trump ha pubblicato un messaggio su Truth in cui ha toccato anche la guerra in Iran. Nel testo viene affermato che l’attacco avvenuto quella mattina a Beirut non avrebbe dovuto verificarsi, soprattutto in un giorno definito speciale, collegato alla vicinanza a un accordo di pace con l’Iran.

Nel post, Trump ha inoltre ribadito che Israele avrebbe diritto di difendersi dalle minacce. Nello stesso passaggio viene indicato che l’attacco a cui Israele avrebbe risposto sarebbe stato di portata limitata e insignificante, specificando che nessuno sarebbe rimasto ferito o ucciso. Il messaggio prosegue sostenendo che l’azione non dovrebbe interrompere il processo in corso e che tutte le parti sarebbero vicine a un accordo capace di portare pace nella regione, Libano compreso.

Trump ha poi formulato un appello alla cessazione delle ostilità: secondo quanto riportato, non dovrebbero esserci più attacchi da parte di Israele in Libano e nemmeno attacchi contro Israele da parte di altre fazioni, citando esplicitamente Hezbollah. Il testo conclude con l’idea che possa trattarsi dell’avvio di una pace lunga, invitando a non comprometterla.

personaggi coinvolti nelle comunicazioni

Le telefonate e i riferimenti pubblici riportati coinvolgono i seguenti nominativi:

  • Donald Trump
  • Benjamin Netanyahu
  • Volodymyr Zelensky
  • Dmytro Lytvyn
  • Vladimir Putin
  • Ushakov
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