Ergastolo confermato per Andrea Favero, assassino di Giada Zanola
La vicenda giudiziaria legata all’omicidio della compagna Giada Zanola, madre del loro bambino, si arricchisce di un passaggio decisivo nelle valutazioni della Corte d’Assise di Padova. I giudici hanno confermato la condanna all’ergastolo nei confronti di Andrea Favero, accogliendo la richiesta della pubblica accusa sulla responsabilità per omicidio volontario e violenza sessuale, mentre è stata esclusa una delle aggravanti contestate. Al centro della decisione anche l’ipotesi che la vittima fosse stata stordita con psicofarmaci e benzodiazepine prima di essere uccisa.
andrea favero condannato all’ergastolo per omicidio di giada zanola
La Corte d’Assise di Padova ha disposto la condanna di Andrea Favero all’ergastolo per l’omicidio della compagna Giada Zanola. La decisione si collega ai fatti avvenuti la notte del 29 maggio 2024, quando la donna, di 34 anni, sarebbe stata gettata dal compagno giù da un cavalcavia a Vigonza, con caduta sulla autostrada A4.
Nella ricostruzione dell’accusa, dopo la caduta, Giada Zanola sarebbe stata investita da auto e camion in transito, con conseguenze letali. La Corte ha fatto propria la richiesta della parte accusatoria sulla linea principale del procedimento.
accusa accolta: omicidio volontario aggravato e violenza sessuale
Nel merito, i giudici hanno accolto la domanda dell’accusa, che aveva chiesto la massima pena per omicidio volontario aggravato e violenza sessuale. L’impianto accusatorio ha puntato a inquadrare la condotta nei reati contestati, con un giudizio che ha portato alla sanzione più severa prevista.
premeditazione esclusa dalla corte d’assise di padova
All’interno della decisione, un elemento ha però cambiato l’inquadramento delle aggravanti. La Corte d’Assise di Padova ha escluso l’aggravante della premeditazione, pur mantenendo il riconoscimento della responsabilità nei termini richiesti dall’accusa su omicidio e violenza sessuale.
Questo passaggio incide sulla qualificazione giuridica della condotta, distinguendo la valutazione della Corte rispetto alla contestazione relativa alla progettualità della condotta.
corte esclusa: stordimento con psicofarmaci e benzodiazepine
Ulteriore nodo della sentenza è l’ipotesi secondo cui la vittima sarebbe stata stordita prima dell’omicidio. La Corte ha infatti escluso che Andrea Favero avesse prima intontito a lungo Giada Zanola con psicofarmaci e con benzodiazepine, farmaci che secondo quanto riportato sarebbero stati prescritti per l’insonnia.
La pronuncia quindi, oltre a definire la cornice sanzionatoria e a negare la premeditazione, chiude anche la ricostruzione su un possibile intervento farmacologico finalizzato a indebolire la vittima prima dell’aggressione.
difesa: ricorso in appello annunciato
La difesa di Andrea Favero ha già annunciato la presentazione di un ricorso in appello dopo la sentenza della Corte d’Assise di Padova, indicando la volontà di contestare la decisione nelle sedi previste.
Personaggi coinvolti nel procedimento citati nella ricostruzione:
- Andrea Favero
- Giada Zanola
