A bahia professore all università: come ho realizzato il mio sogno e visto rapporti umani più sani, e perché l italia è ferma

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A bahia professore all università: come ho realizzato il mio sogno e visto rapporti umani più sani, e perché l italia è ferma

Giuseppe Benedini voleva arrivare a ricoprire il ruolo di professore universitario in un tempo più breve rispetto a quello necessario in Italia. Per realizzare l’obiettivo, ha scelto un percorso fatto di spostamenti continui: partendo da Cremona si è trasferito prima a Torino, poi a Roma, successivamente Parigi, fino ad arrivare in Brasile a Salvador de Bahia e, in seguito, sull’isola di Itaparica, dove vive ancora oggi.

Nella prima esperienza all’estero, Giuseppe racconta di non aver pianificato un trasferimento stabile in Francia. La situazione gli appariva molto simile a quella italiana e l’idea iniziale era di andare in Argentina, dove aveva alcuni familiari. Nel frattempo, l’Argentina aveva appena attraversato la crisi del 2001; grazie alla cittadinanza di un paese del Mercosur, Giuseppe si è quindi recato a Brasilia.

viaggio di studio e lavoro: dall’idea argentina alla rotta verso brasilia

A Brasilia, Giuseppe ha tenuto due corsi di italiano, ricavandone i fondi per due mesi di vacanza e per un viaggio in auto da Salvador a Natal. Il tragitto, lungo oltre mille chilometri lungo la costa nord-orientale del Paese, ha rappresentato un’esperienza decisiva: “Il posto giusto è questo”, è l’idea che si è fatto una volta completato il giro.

salvador de bahia: insegnamento e passaggi verso l’università

Terminato il periodo trascorso fuori, Giuseppe è rientrato in Italia, ha preparato le valigie e nel 2006 si è trasferito a Salvador de Bahia. Qui ha proseguito l’attività di insegnante di italiano. In un arco di anni ha poi iniziato a costruire un percorso accademico più strutturato: a trent’anni, nel 2008, è entrato in un ateneo privato come professore di storia. Due anni più tardi ha vinto il concorso all’Università Statale di Bahia.

teixeira de freitas e santo antônio de jesus: campus, crescita e distanza dall’isola

Non restando a Salvador, Giuseppe si è poi spostato di circa 800 chilometri verso Teixeira de Freitas. La città, secondo il racconto, contava 150mila abitanti e fino al 1986 non faceva neanche Comune. Negli anni successivi ha conosciuto una crescita rapida. In seguito, è passata un’opportunità di trasferimento a un altro campus, a Santo Antônio de Jesus, a soli cento chilometri dalla sua isola di Itaparica.

Itaparica viene descritta come un luogo celebre per le acque calde protette dalla barriera corallina. Dal 2007 Giuseppe si è stabilito sull’isola e ha raccontato le sue giornate: quando non prepara le lezioni, si dedica alla spiaggia o all’esplorazione delle mangrovie in kayak. Il clima viene indicato con una nota precisa: a Bahia, quando fa molto freddo (poche volte l’anno, soprattutto di notte), si arriva a circa 18 gradi.

salvador come sede di lavoro: logistica del campus e trasferimenti giornalieri

Dal 2018, Giuseppe insegna nel campus della capitale della Bahia, Salvador. La routine prevede due o tre giorni a settimana in cui il tragitto inizia con circa venti minuti in macchina fino al porto, attraversando la baia in battello o traghetto quando le condizioni meteo peggiorano. A seguire, prende un autobus fino all’università.

vita a bahia: difficoltà, rapporti umani e scelta di restare

Nonostante l’esperienza positiva, la permanenza a Bahia non è descritta come priva di criticità. Giuseppe afferma che lo Stato è molto violento e riferisce di aver subito furti e rapine. A fronte di questi aspetti, dichiara di non pensare a un ritorno in Italia se non davanti a una proposta considerata irrinunciabile.

La motivazione riguarda anche il contesto sociale: Giuseppe sostiene che i rapporti umani risultano più sani rispetto a quelli italiani e che l’ambiente in Brasile è più stimolante. Secondo il racconto, questo ha permesso il raggiungimento di livelli di carriera universitari che non avrebbe potuto ottenere restando in Italia. La percezione finale è riassunta nel confronto tra i due Paesi: il Brasile, pur tra difficoltà ed inefficienze, procede verso crescita e maturazione, mentre l’Italia viene associata a paura e mancanza di fiducia.

rientri in italia e legame con cremona: tempi brevi, contatti fondamentali

Nonostante la scelta di vita in Brasile, Giuseppe torna in Italia una o due volte all’anno. I rientri sono dedicati a mio figlio per visite alla famiglia, agli amici e allo stadio Zini. Anche quest’elemento sportivo viene menzionato: quest’anno il riferimento è alla situazione della Cremonese, per cui “non è andata bene”.

persone citate

  • Giuseppe Benedini
  • mio figlio
“A Bahia sono prof all’università. Qui ho raggiunto il mio sogno e vedo rapporti umani più sani. L’Italia è ferma”

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