Diga di Genova, Bucci ammette avanti senza test preliminari e litiga con il consigliere Pd
Durante una seduta del consiglio regionale si è sviluppato un botta e risposta acceso tra Marco Bucci, presidente della Liguria e commissario straordinario dell’opera, e Simone D’Angelo, consigliere del Partito Democratico. Al centro del confronto la nuova diga di Genova, con particolare attenzione alle verifiche preliminari legate alla tenuta dei fondali e agli esiti dei cosiddetti campi prova.
nuova diga di genova: botta e risposta su campi prova e tenuta dei fondali
Simone D’Angelo ha impostato la questione in modo diretto, chiedendo “nulla di più” che fosse chiarito se i due campi prova siano stati eseguiti e quali risultati abbiano prodotto. Tra i punti rimasti aperti sotto il cantiere dell’opera, il nodo riguardava in particolare le verifiche preliminari sulla tenuta dei fondali: se i test fossero stati effettuati e con quali esiti.
marco bucci: spiegazione tecnica sui test e monitoraggio durante la lavorazione
Bucci ha risposto con una ricostruzione tecnica che ha finito per trasformarsi in un confronto politico. Secondo la ricostruzione fornita, a 50 metri di profondità gli strumenti si sarebbero “rotti tutti”, impedendo di fatto che il monitoraggio decisivo avvenisse prima della lavorazione. Il controllo, ha spiegato, avviene ora durante la lavorazione.
La nuova diga foranea in costruzione viene descritta come un’opera marittima di grande complessità, tra extracosti e ritardi. In questo scenario, i campi prova vengono indicati come le verifiche destinate a validare la tenuta dei terreni su cui poggerà l’opera.
obbligo dei campi prova e riferimento al rischio-tsunami
È stato ricordato che l’obbligo di svolgere i campi prova, anche in relazione alla valutazione del rischio-tsunami, era arrivato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici. Bucci ha poi illustrato quali aspetti dovessero essere monitorati sui cassoni e ha collegato la questione dei test al comportamento dei dispositivi sui fondali.
piezometri a 50 metri e esiti: “si sono rotti tutti”
Il punto decisivo, secondo la spiegazione del presidente, riguarda i piezometri posizionati sul terreno a 50 metri. È stato affermato che “si sono rotti tutti” perché non reggono alla pressione. Di conseguenza, non sarebbe stato possibile eseguire i test in anticipo. In parallelo, viene sostenuto che il monitoraggio continui durante la lavorazione.
Bucci ha argomentato che il dato raccolto con il cantiere aperto avrebbe più valore rispetto al dato di previsione. Nel farlo, ha però riconosciuto un elemento di rischio, affermando: “Qual è il rischio? Il rischio è che poi, se si fa il dato reale, poi il dato reale non funzioni”. Al tempo stesso, ha ribadito che, per ora, i dati reali confermano esattamente le previsioni.
simone d’angelo contesta: rischio assunto e tentativi senza esiti
La risposta di Bucci non ha incontrato apprezzamento da parte di D’Angelo. Il consigliere ha interpretato le parole del presidente come un’ammissione secondo cui si sarebbe proceduto in assenza degli esiti dei campi prova, con l’ulteriore indicazione che i tentativi di verifica preliminare sarebbero andati a vuoto.
tensione in aula: accuse e attacchi personali
La ricostruzione dell’opposizione ha fatto perdere la calma a Bucci, che ha attaccato l’interlocutore fuori dall’impostazione iniziale. Sono state rivolte accuse dirette, con frasi del tipo: “Non si può essere così falsi” e “sei falso”. In seguito, in modo ancora più esplicito, è stata evocata l’idea di una proroga tecnica, accompagnata da una dichiarazione ad alta intensità verbale, nella quale Bucci ha sostenuto di difendere la Liguria e ha chiesto a D’Angelo di “impara prima di parlare”, sostenendo che le parole avrebbero offeso la Liguria.
effetti occupazionali e replica su documenti e vincoli ai concessionari
Nel passaggio finale del confronto, Bucci ha collegato il ritorno pubblico dell’opera a una ricaduta economica e sociale, sostenendo che ci sarà un “effetto enorme sui posti di lavoro e sulla ricchezza” e che negare tali fatti significherebbe essere ciechi.
La replica di D’Angelo ha spostato il focus su un aspetto formale e sostanziale: l’esigenza di documenti. Il consigliere ha ribattuto che Bucci non agisce come un semplice commentatore, ma come commissario alla prima grande opera infrastrutturale del Paese, e ha chiesto che vengano prodotti atti utili a vincolare i concessionari portuali, indicati come beneficiari dell’opera, a obblighi su occupazione e qualità del lavoro.
vincoli su lavoro e occupazione in condizioni di monopolio di banchina
D’Angelo ha formulato una richiesta specifica: chi vive una condizione di sostanziale monopolio rispetto alla banchina gestita dovrebbe garantire un livello occupazionale adeguato. Secondo l’impostazione dell’opposizione, la situazione attuale farebbe apparire un ruolo assimilabile a quello di “camerieri dei grandi gruppi di interesse”.
protagonisti del confronto
- Marco Bucci
- Simone D’Angelo