Formigli esplode con Borgonovo: no, non facciamo propaganda
Un confronto acceso e senza freni ha animato Piazzapulita su La7, con una collisione frontale tra il conduttore Corrado Formigli e il vicedirettore di La Verità Francesco Borgonovo. Al centro dello scontro è finita un’inchiesta realizzata dall’inviata Emanuela Pala riguardante ambienti riconducibili alla rete che fa capo a Martin Sellner e al movimento collegato alla remigrazione.
inchiesta di Piazzapulita e remigrazione: il lavoro sotto copertura
Il reportage è il risultato di un percorso protrattosi per oltre un anno con attività sotto copertura. Le telecamere entrano in ambienti riconducibili a Sellner, indicato come attivista austriaco e fondatore del Movimento Identitario. All’interno del materiale, emerge il legame con la remigrazione, descritta come rimpatrio degli immigrati verso i Paesi d’origine.
Nel servizio vengono riportate anche alcune affermazioni di matrice filo-nazista attribuite a persone presenti nell’orbita del movimento. L’impostazione del reportage viene contestata da Borgonovo, che, collegato da remoto, sostiene che tali posizioni non possano essere estese all’intero universo dei sostenitori della remigrazione.
fronte giornalistico e scontro politico: Formigli contro Borgonovo
In studio, oltre a Emanuela Pala, sono presenti Stefano Cappellini (Repubblica) e l’ex magistrato Gianrico Carofiglio. L’avvio dello scontro arriva con una domanda diretta: Formigli chiede a Borgonovo se sostenga le teorie attribuite a Sellner.
remigrazione come proposta politica: la risposta immediata di Borgonovo
Borgonovo respinge l’impostazione iniziale, sostenendo che non si tratti di “teorie” ma di una proposta politica fatta in chiaro, discutibile sul piano delle argomentazioni. Il vicedirettore definisce la remigrazione un atto umanitario, prendendo le distanze dal tono percepito come “pantomima” legata a un presunto bau bau.
immigrazione di massa, sfruttamento e tragedia di Amendolara
La discussione si sposta su immigrazione di massa e conseguenze sociali: Borgonovo collega il fenomeno a sfruttamento e condizioni descritte come di schiavitù. A quel punto Formigli richiama un episodio recente legato a quattro lavoratori morti carbonizzati in un minivan ad Amendolara.
Borgonovo respinge l’accostamento e rilancia. Nel passaggio, contesta il modo in cui l’argomento venga posto e aggiunge un riferimento al fatto che la comunicazione tra gli interlocutori sarebbe avvenuta senza chiarire fino in fondo determinate questioni: “ve la siete cantata e suonata tra di voi finora”.
Soros, libero mercato della manodopera e accuse sulle politiche di apertura
Nel corso dello scambio, Borgonovo cita Soros e collega lo sfruttamento dei braccianti a un sistema basato sulla libera circolazione della manodopera. Accusa inoltre anni di politiche favorevoli all’apertura delle frontiere e alla globalizzazione, indicandole come alimentatrici di tensioni sociali e impoverimento.
Un ulteriore riferimento riguarda i seguaci filo-nazisti di Sellner, ripresi nel reportage. Borgonovo afferma che, di fronte a questo tipo di propaganda, emergerebbero affermazioni gravemente distorte, con il risultato di produrre più propaganda e di spiegare solo in parte il fatto che una parte dell’elettorato voti a destra.
propaganda e lavoro giornalistico: il punto di rottura
La tensione cresce quando la parola “propaganda” diventa il nodo centrale. Formigli interrompe Borgonovo e lo incalza chiedendo chi stia facendo propaganda, sollevando un dubbio diretto sul ruolo attribuito al lavoro di Piazzapulita.
“questa inchiesta è propaganda?”: l’accusa respinta e l’affondo finale
Secondo Borgonovo, anche il confronto in studio rientrerebbe in dinamiche di comunicazione. Formigli però difende con decisione l’inchiesta di Emanuela Pala, contestando l’etichetta di propaganda. Il conduttore sostiene che l’impostazione del servizio andrebbe riconosciuta sul piano professionale, sottolineando il fatto che la giornalista sia andata a rischio e pericolo per raccontare elementi non smentibili. In quel momento la discussione passa sul tema della legittimità dell’accusa e sull’invito a “levare il cappello” davanti al lavoro svolto.
interruzioni continue e affermazioni reciproche
Borgonovo tenta di replicare, ma Formigli lo interrompe nuovamente, affermando che Borgonovo stia insultando un lavoro giornalistico svolto nell’ambito della trasmissione. Borgonovo nega ancora: sostiene che si tratti di un dibattito e che non vi siano insulti. Formigli ribatte insistendo sul limite: se l’insinuazione riguarda la propaganda attribuita a soggetti o partiti, può essere discussa, ma se l’accusa investe il lavoro giornalistico del programma, la contestazione viene respinta con fermezza.
Lo scambio resta ad alta intensità fino agli ultimi secondi. Borgonovo chiude proponendo un cambiamento di prospettiva, indicando di “parlare” e di “raccontarla” tra gli interlocutori.
ospiti e figure presenti in studio
Nel corso del dibattito in studio compaiono più voci chiamate a contribuire allo scambio tra le rispettive posizioni:
- Emanuela Pala
- Stefano Cappellini
- Gianrico Carofiglio