Antimafia colosimo non ho chiuso ad altre piste

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Antimafia colosimo non ho chiuso ad altre piste

La Commissione parlamentare Antimafia torna a soffermarsi sul contesto che precedette la strage di via D’Amelio, a 34 anni dal 19 luglio 1992, con una ricostruzione costruita a partire da audizioni e atti acquisiti. Nel corso della trasmissione Filosorosso su Rai 3, la presidente della Commissione Chiara Colosimo collega il lavoro parlamentare a segnali emersi durante specifiche audizioni e ribadisce che l’indagine storica e istituzionale si fonda sulle evidenze raccolte.

chiara colosimo e il percorso aperto dalle audizioni

Colosimo descrive come le indicazioni emerse nel corso delle audizioni dell’avvocato Trizzino e di Lucia Borsellino abbiano indirizzato il lavoro della Commissione verso un percorso preciso. Il punto centrale, secondo la presidente, è la possibilità di ricostruire l’evoluzione del contesto investigativo: un passaggio che porta a parlare del “nido di vipere” della procura di Palermo, ambito in cui sarebbe stato coinvolto anche qualcuno che, in un periodo precedente, risultava appartenere alla stessa procura.

mafia e appalti: il filone investigativo richiamato

La presidente della Commissione Antimafia sottolinea che il lavoro svolto si basa sulle evidenze raccolte e sugli atti acquisiti. In particolare, mette al centro il filone investigativo relativo a mafia e appalti, affermando la convinzione che le indagini stessero muovendo in quella direzione e che anche Falcone fosse interessato a tale tema, con l’idea che “mafia appalti” fosse centrale.

Colosimo lega inoltre il riconoscimento di questo quadro al lavoro del Ros, sostenendo che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino avrebbero colto prima di altri la rilevanza del nodo investigativo grazie al contributo del reparto.

chiarire il contesto prima della strage

Un altro passaggio rilevante riguarda la necessità di ricostruire cosa stesse accadendo in procura a Palermo e il clima presente nel periodo che precedette la strage. Secondo Colosimo, il lavoro della Commissione ha permesso di comprenderlo in parte, anche attraverso l’ascolto dei protagonisti e parallelamente al fatto che la procura di Caltanissetta lavorasse sulla stessa direzione.

responsabilità interne e ipotesi di connivenza

Rispondendo a una domanda sulle possibili responsabilità interne allo Stato, la presidente richiama quanto emerso dal lavoro della procura di Caltanissetta. Colosimo afferma che quanto letto e ricondotto a quel lavoro le porta a pensare a una “connivenza”, spiegando che tale connivenza sarebbe stata accompagnata anche da paura: quando, secondo la sua ricostruzione, si rappresenta “un pezzo di Stato” e si hanno rapporti opachi con Cosa Nostra, l’atteggiamento delineato sarebbe quello di connivenza ma anche di timore.

difesa del metodo della commissione antimafia

Nel corso dell’intervista, Colosimo respinge le accuse di parzialità e difende il metodo seguito dalla Commissione. La presidente sostiene che non sarebbe vero che non siano state considerate altre ricostruzioni, precisando che l’impostazione seguita mira a realizzare una inchiesta libera e che l’attività in corso sarebbe coerente con tale obiettivo.

scorta a sigfrido ranucci: il punto sollevato

Colosimo affronta anche la vicenda del giornalista Sigfrido Ranucci. Alla domanda di Paolo Mieli, spiega di essere stata tra coloro che, subito dopo l’attentato, hanno chiesto l’aumento della scorta a Ranucci. In merito alle informazioni emerse successivamente, afferma che oggi quanto risulta le fa pensare che quell’aumento non fosse così necessario.

verità storica, carte secretate e dichiarazioni

Rispondendo a Antonio Padellaro, Colosimo sostiene che, dopo tanti anni, la verità storica può diventare possibile. Secondo la presidente, le carte secretate parlerebbero in modo significativo e avrebbero un peso maggiore rispetto a dichiarazioni che, a suo dire, talvolta potrebbero essersi “aggiustate” da parte di collaboratori.

commissione antimafia e differenze interne nel lavoro

Alla domanda sulla presenza, all’interno della Commissione, di componenti in contrasto tra loro, Colosimo precisa di non aver svolto per 40 anni il ruolo di Procuratore e di non aver avuto, fino a quel momento, la possibilità di svolgere indagini fino ad allora. La presidente aggiunge che la prospettiva investigativa sarebbe stata avviata successivamente.

personaggi citati

  • Chiara Colosimo
  • Antonino Monteleone
  • Adele Grossi
  • Paolo Borsellino
  • Lucia Borsellino
  • Paolo Mieli
  • Antonio Padellaro
  • Sigfrido Ranucci
  • Giovanni Falcone
  • Falcone
  • Ros
  • Trizzino
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