Albania si ribella al resort di ivanka trump e jared kushner
Proteste prolungate, pressioni politiche, lavori avviati sul territorio e un’inchiesta giudiziaria in parallelo: lo sviluppo del resort collegato a Jared Kushner e Ivanka Trump in Albania sta diventando un caso nazionale, con richieste di stop alla costruzione e accuse legate a regole urbanistiche, impatto ambientale e interessi stranieri. Dopo cinque giorni consecutivi di manifestazioni, la vicenda intreccia contestazioni di piazza, dichiarazioni dell’esecutivo e ulteriori verifiche da parte delle autorità.
proteste contro il resort di kushner e ivanka trump in albania
Il 4 giugno ha segnato il quinto giorno consecutivo di manifestazioni, organizzate per fermare la costruzione del resort destinato alla figlia del presidente Usa e al marito. La proposta prevede la realizzazione di un complesso di lusso sull’isola di Sazan e in un’area protetta chiamata Zvernec, su una delle spiagge considerate vergini nel Sud dell’Albania, a circa 150 chilometri da Tirana.
Una grande folla di cittadini e attivisti della società civile albanese si è riunita davanti alla sede del governo, richiamata dagli appelli sui social, per contestare pubblicamente l’iniziativa e chiedere che venga abbandonata.
costo dell’operazione e terreni sotto inchiesta
I coniugi Kushner e Trump sviluppano il progetto insieme ai fratelli Moutaz e Ramez Al-Khayyat, del Qatar, indicati come gestori del conglomerato Power International Holding. Secondo la ricostruzione riportata, l’investimento sarebbe già arrivato a circa 200 milioni di dollari impiegati per acquistare i terreni i cui proprietari risultano sott’inchiesta. L’intero progetto, complessivamente, avrebbe un valore stimato di circa 4 miliardi di dollari.
richieste ai governi e contestazioni su urbanistica e ambiente
I manifestanti contestano la costruzione del complesso in una zona che ritengono protetta. La richiesta rivolta all’esecutivo è di rinunciare all’opera, accusando il governo di aver piegato norme urbanistiche e ambientali in favore di un investitore straniero influente.
Il premier Edi Rama ha risposto alle proteste sottolineando che l’intera area rientrerebbe in una categoria che prevede anche interventi turistici. “Il progetto non è giunto alla fase finale e c’è ancora da concludere lo studio sull’impatto ambientale, quindi non capisco a cosa dovremmo rinunciare”, ha spiegato Rama. A sostegno delle sue posizioni, ha aggiunto che dietro la protesta si troverebbero forze straniere contrarie agli interessi economici del Paese, parlando anche di una “guerra ibrida” volta a impedire all’Albania di “fare un vero e proprio salto di qualità” nel turismo.
Alle richieste di dimissioni, Rama ha risposto in modo netto affermando che il proprio contratto sarebbe con i 800 mila cittadini che lo hanno votato per cambiare il Paese.
Nel corso delle manifestazioni, l’indignazione è cresciuta dopo la diffusione di un video in cui un attivista risulta trascinato a forza da una guardia di sicurezza privata mentre protestava sul luogo del cantiere.
origine dell’idea e struttura del progetto tra laguna e isola
Il racconto sull’origine dell’idea collegata alla coppia Trump-Kushner è stato fornito da Ivanka Trump in un’intervista rilasciata al podcaster statunitense David Senra. Secondo quanto riferito, Ivanka ha dichiarato di aver scoperto il sito per caso, insieme al marito, mentre si trovavano sulla barca di un amico e si erano fermati per fare una nuotata. “Abbiamo nuotato fino all’isola”, ha spiegato, raccontando anche un’escursione “a piedi nudi” fino in cima, rimasti “incantati”.
componenti del piano di sviluppo
Il progetto descritto comprende la realizzazione di hotel, ville, appartamenti e un porto turistico, articolandosi in due parti. Una riguarda l’area della Laguna di Narta, indicata come riserva naturale nella costa meridionale albanese. L’altra riguarda l’isola disabitata di Sazan, ex base militare dell’epoca comunista.
tutele ambientali e preoccupazioni per la biodiversità
La proposta di sviluppo viene collocata all’interno di una riserva naturale e in una delle aree considerate ad alta biodiversità dell’Albania, oltre a essere descritta come una tappa fondamentale per gli uccelli migratori lungo la costa adriatica. Questa impostazione è al centro delle preoccupazioni degli ambientalisti.
Durante le manifestazioni a Tirana, i contestatori hanno portato cartelloni con raffigurazioni di fenicotteri rosa, specie di uccelli migratori citata come protetta.
lavori preliminari avviati e reazioni di gruppi ambientalisti
Dalla fine di maggio sarebbero iniziate operazioni preliminari per il progetto: utilizzo di escavatori e altri macchinari pesanti, l’apertura di vie di accesso, scavi nella sabbia, disboscamento della zona tra i pini e installazione di recinzioni.
Gruppi ambientalisti albanesi e di altre aree dell’Europa hanno condannato i lavori. Un importante gruppo locale ha affermato che habitat protetti da tempo verrebbero distrutti in modo irreversibile.
investimento, status di investitore speciale e controversie sui terreni
Dal punto di vista politico-economico, il governo del premier Edi Rama descrive l’iniziativa come un’occasione strategica per lo sviluppo del turismo di lusso e per il posizionamento internazionale dell’Albania, Paese che spinge per l’adesione all’Ue. Nella ricostruzione fornita, un’azienda di investimento collegata a Kushner avrebbe ottenuto dalle autorità albanesi uno status di investitore speciale.
L’Albania avrebbe 450 chilometri di costa rimasti in gran parte sottosviluppati durante decenni di regime comunista. In parallelo, la vicenda produce attriti legati alla proprietà dei terreni: il governo sostiene che il terreno destinato all’opera sia di proprietà privata, mentre emergono rivendicazioni contrastanti che mettono in discussione la privatizzazione, fattispecie comune in dispute legali.
Rama ha indicato che l’iniziativa sarebbe coerente con l’ambizione del Paese di diventare una delle principali destinazioni turistiche mondiali, aggiungendo che, finché resterà in carica, non ci sarebbero possibilità che gli investimenti si fermino.
inchiesta della procura albanese e precedente serbo sul caso kushner
Alle proteste si aggiunge un fronte giudiziario: l’agenzia statale anticorruzione albanese ha confermato di aver avviato una indagine sul progetto, senza però rendere noti i dettagli. Il contesto resta quindi segnato dall’intreccio tra contestazione pubblica e verifiche istituzionali.
La vicenda viene collegata anche a un precedente in Serbia. A novembre, il Parlamento di Belgrado avrebbe approvato una legge speciale per consentire la costruzione di un complesso di lusso nella capitale, finanziato da una società di investimento collegata a Kushner. Il mese successivo, il procuratore serbo per la criminalità organizzata avrebbe incriminato quattro persone, includendo un ministro, per abuso d’ufficio e falsificazione di documenti, con l’obiettivo di agevolare lo sviluppo del progetto.
In seguito, Kushner si sarebbe ritirato dall’investimento multimilionario previsto, descritto come destinato a sostituire un complesso militare bombardato, un’area indicata come patrimonio storico e la cui tutela legale sarebbe stata revocata da ex funzionari ora sotto processo.
figure citate nel contesto del progetto e delle dichiarazioni
La vicenda include nominativi centrali sia nelle ricostruzioni sul progetto sia nelle dichiarazioni e nelle verifiche riportate, tra cui:
- Jared Kushner
- Ivanka Trump
- Edi Rama
- Moutaz Al-Khayyat
- Ramez Al-Khayyat
- David Senra
- Jared Kushner
