Cuba aumenta la pressione degli usa: tre scenari possibili per il futuro
Le ultime mosse statunitensi nei confronti di Cuba stanno ridisegnando il quadro delle pressioni sul regime e alimentando scenari sempre più netti. L’incriminazione dell’ex presidente Raul Castro da parte del dipartimento di Giustizia, insieme all’annuncio dell’arrivo della portaerei Nimitz nelle vicinanze dell’isola, ha riacceso l’attenzione su una possibile accelerazione della strategia di Washington, avviata nei mesi scorsi con il blocco delle forniture di carburante.
scenari di regime change per cuba tra intervento, cambio di leadership e collasso
Secondo una ricostruzione basata su indicazioni emerse in ambito informativo, per Cuba si profilano tre scenari principali: intervento militare, imposizione di un cambio di leadership oppure collasso economico. Il timore centrale è che la combinazione tra azioni giudiziarie e presenza navale possa tradursi in una pressione ancora più intensa sul governo dell’Avana.
incriminazione di raul castro e ipotesi di blitz usa
La decisione che coinvolge il 94enne fratello di Fidel, accusato di omicidio e concorso in complotto per uccidere cittadini americani, legata all’abbattimento del 1996 di due aerei civili appartenenti a un’associazione anti-castrista, è stata letta da più parti come possibile pretesto. L’idea attribuita a questa lettura è che l’amministrazione possa utilizzare le accuse per lanciare un’azione volta alla cattura di Raul Castro e al suo trasferimento in una prigione negli Stati Uniti per essere processato.
Questa ipotesi richiama una dinamica già adottata in un altro caso, quando l’operazione statunitense del 3 gennaio mirò a catturare Nicolas Maduro e trasferirlo a New York, aprendo poi la transizione verso Delcy Rodriguez. In entrambi i contesti, l’accento viene posto sulla possibilità che la rimozione del leader possa cambiare rapidamente l’assetto politico.
richiami a caracas e parole del congresso
Per il senatore della Florida Rick Scott, infatti, non andrebbe escluso nulla: “Non dovremmo escludere nulla, la stessa cosa che è successa a Maduro, dovrebbe succedere a Raul Castro”. Alla domanda diretta sulla possibilità di una replica ad Avana, il presidente Donald Trump non avrebbe fornito una risposta.
fattibilità militare e limiti legati alla leadership cubana
Nel merito della fattibilità, analisti ed esperti militari indicano che un’operazione sarebbe possibile, ma accompagnata da rischi e da complicazioni. Tra i fattori considerati emergono sia l’età avanzata di Castro sia la possibile resistenza da parte della popolazione cubana. Inoltre, viene sollevata la questione dell’impatto reale: Raul Castro ha lasciato la presidenza nel 2018, mantenendo una certa influenza, ma non necessariamente un ruolo determinante nell’attuale struttura di potere.
Adam Isacson, del Washington Office on Latin America, osserva che il valore simbolico della cattura potrebbe renderla “ben protetta”, pur ritenendo che non avrebbe un impatto decisivo sulla struttura di governo. La dinastia Castro viene descritta come influente, ma non essenziale a ciò che il sistema politico ha costruito.
un accordo con l’avana come alternativa all’azione militare
All’interno delle ipotesi, resta centrale l’idea che l’obiettivo statunitense riguardi soprattutto l’attuale assetto di potere all’Avana. Questo approccio viene presentato come aspirazione a replicare il modello attribuito al caso venezuelano, puntando alla sostituzione di Maduro con Delcy Rodriguez, ma evitando rotture politiche considerate instabili.
visita cia a cuba e canali di negoziato
Un passaggio rilevante è la visita storica nell’isola del direttore della CIA, John Ratcliffe. Durante la missione, Ratcliffe avrebbe incontrato il ministro dell’Interno Lazaro Alvares Casas e Raul Guillermo Rodriguez Castro, indicato da mesi come principale interlocutore nei tentativi di negoziato tra Washington e l’Avana.
In un messaggio pubblicato su Truth Trump il 12 maggio, Ratcliffe avrebbe avuto parole orientate a un coinvolgimento diretto con l’isola, seguite poi dall’impostazione sostenuta anche nei commenti successivi.
rubio: dialogo con i cubani e preferenza per un’intesa negoziata
Secondo quanto dichiarato da Marco Rubio, segretario di Stato di origine cubana, gli Stati Uniti manterrebbero l’approccio del dialogo con Cuba, ma a chiudere i passaggi decisivi resterebbe “la decisione dei cubani”. Rubio ribadisce inoltre la preferenza per un accordo negoziato rispetto a un’azione militare.
linee di un accordo: investimenti, esilio e servizi di cina e russia
Le condizioni associate a un’intesa vengono descritte come un impegno a aprire l’economia agli investimenti stranieri, con il coinvolgimento di gruppi e interessi dei cubani dell’esilio. A queste misure si aggiungerebbe l’obiettivo di mettere fine alla presenza dei servizi di Cina e Russia.
Le modifiche prospettate mirerebbero a mantenere la struttura del governo cubano praticamente intatta, con un’ulteriore somiglianza rispetto al ragionamento che collega il modello venezuelano a una strategia considerata capace di contenere l’instabilità. Michael Shifter, della Georgetown University ed ex capo dell’Inter-American Dialogue, descrive l’impostazione come volta a evitare che il cambio forzato conduca a rischi eccessivi.
assenza di una figura equivalente a delcy rodriguez
Resta però il nodo della corrispondenza politica interna: secondo quanto riportato, al momento non emergerebbe una figura paragonabile a Delcy Rodriguez nello scenario cubano. Viene indicato come complesso individuare un riferimento diretto perché a Cuba il potere opererebbe in modo diverso rispetto al caso venezuelano. L’osservazione è che, pur essendo difficile definire con precisione la ricerca in corso, l’impostazione non avrebbe necessariamente come fulcro l’individuazione di una specifica struttura di governo sostitutiva.
collasso dell’isola di cuba: blackout, carenze e pressione energetica
Il terzo scenario viene presentato come quello più preoccupante: un collasso dell’isola sotto la pressione di un lungo periodo di blocco delle forniture energetiche. Le conseguenze descritte includono enormi blackout, carenza di beni alimentari e un rallentamento/paralisi del sistema sanitario e dei trasporti.
In questo quadro, nei giorni scorsi Donald Trump avrebbe descritto Cuba come “sta cadendo a pezzi”, parlando di un disastro e del fatto che “hanno praticamente perso il controllo”. La lettura viene considerata da alcuni osservatori troppo semplificata.
stato e governo continuano a reggere mentre l’economia crolla
Shifter sostiene una distinzione: i meccanismi tramite cui il governo cubano gestisce da decenni le difficoltà legate all’embargo economico consentono di mantenere il controllo sulla popolazione anche in periodi critici. In questa prospettiva, l’economia cubana può crollare, mentre lo stato continua a funzionare, soprattutto attraverso gli apparati di sicurezza.
rischio esodo verso la florida e conseguenze politiche
Un ulteriore effetto indicato riguarda la possibile conseguenza di un collasso economico: la probabilità di un esodo di cubani verso l’estero, con un primo riferimento alle coste della Florida. Questo fenomeno creerebbe un contrasto rispetto alle politiche anti-immigrazione descritte nell’ambito dell’amministrazione Trump, incluse le misure legate alla fine dell’asilo politico che non avrebbero risparmiato i cubani.
Secondo Isacson, in caso di collasso una “larga fetta” della popolazione cubana sarebbe pronta “a fare di tutto per andarsene”, richiamando come esempio quanto osservato nel caso di Haiti. Viene citata la Florida come destinazione più vicina, con l’aspettativa che alcuni possano dirigersi anche verso il Messico. L’osservazione si concentra sul fatto che, nonostante condizioni descritte come estreme—sopravvivenza con mille fino a 1500 calorie al giorno e assenza di cure di base—non sarebbe ancora iniziato un flusso migratorio già consolidato.
figure citate e ruoli nel quadro cuba-usa
- Raul Castro
- Donald Trump
- John Ratcliffe
- Lazaro Alvares Casas
- Raul Guillermo Rodriguez Castro
- Marco Rubio
- Rick Scott
- Adam Isacson
- Michael Shifter