Figc malagò ineleggibile: abodi chiede parere a coni e anac dopo due settimane di ritardo
La corsa alla presidenza della FederCalcio si gioca su un nodo delicato e ancora tutto da sciogliere: l’eleggibilità di Giovanni Malagò. Il ministro Andrea Abodi ha formalizzato una richiesta di parere agli organismi competenti, puntando a chiarire i dubbi legati al cosiddetto pantouflage. La partita, però, si è inceppata anche sul terreno dei tempi, con il rischio concreto che la decisione arrivi troppo vicino al voto che potrebbe ridisegnare gli equilibri del pallone italiano.
eleggibilità federCalcio e pantouflage: i dubbi su Giovanni Malagò
La questione attorno a Giovanni Malagò è ormai nota e riguarda la compatibilità della candidatura con quanto previsto dalla normativa sul pantouflage. Il punto centrale è la possibilità che l’ex presidente del Coni non risulti eleggibile, poiché, in passato, ha esercitato poteri di vigilanza sulle federazioni sportive, citando esplicitamente anche la Figc.
Un ulteriore passaggio riguarda il periodo di raffreddamento di tre anni previsto dalla legge. Poiché tale lasso temporale non sarebbe ancora trascorso, restano aperti interrogativi che, secondo l’impostazione della vicenda, possono essere sciolti soltanto dagli organi competenti chiamati a esprimersi.
il ruolo del Coni e l’assenza di un chiarimento definitivo
Il diretto interessato ha sempre minimizzato la questione, con una reazione sintetica, ma il tema resta oggettivo sul piano istituzionale. La natura della verifica impone una valutazione formale, lasciando al pronunciamento degli organismi il compito di stabilire se ricorrano o meno le condizioni richieste.
richiesta di parere ad anac e collegio di garanzia coni: la mossa di Abodi
Il ministro Andrea Abodi ha chiesto ufficialmente un parere all’Anac e al Collegio di Garanzia del Coni sull’eleggibilità di Giovanni Malagò. La procedura è collegata, per la parte amministrativa, a quanto previsto dal Dlgs 165/2001, mentre sul versante sportivo l’attenzione si concentra sull’organo previsto dal sistema del Coni.
Questa iniziativa segue un passaggio parlamentare che aveva già indicato la necessità di un chiarimento preventivo. In particolare, l’interrogazione era stata presentata dal senatore Roberto Marti, che aveva sollecitato il ministro a attivare le autorità competenti, con un obiettivo di chiarimento prima del momento decisivo.
tempistica della Pec e risposta interlocutoria
Il contenuto della risposta all’interrogazione, per il momento, risulta interlocutorio e coincide con l’avvio formale della richiesta. Il nodo critico, però, riguarda la tempistica: a quanto risulta, la Pec del Ministero, con cui viene richiesto il parere, sarebbe arrivata soltanto nella serata di giovedì 4 giugno.
Considerando che l’interrogazione parlamentare era stata depositata il 20 maggio, tra le due date risultano trascorse oltre due settimane. La consegna del parere, secondo quanto fissato dal ministro, dovrebbe avvenire fino al 15 giugno, quindi con un margine ristretto in vista del voto imminente, indicato come prossimo.
ritardo e impatto sul voto: 7 giorni che pesano sull’esito
Il ritardo viene definito inspiegabile e potenzialmente in grado di generare problemi. Dal Ministero emerge che la causa sarebbe tecnica, ma la Pec sarebbe stata ricevuta con stupore e fastidio sia all’Anac sia al Coni.
Poiché tra le scadenze ci sarebbero due weekend, gli esperti disporrebbero, di fatto, di appena 6 giorni per analizzare una questione descritta come complessa anche sul piano tecnico. Il punto più delicato riguarda la responsabilità: un’eventuale decisione che respingesse la candidatura di Malagò a ridosso del voto rischierebbe di innescare un impatto deciso sugli assetti del settore.
protagonisti della vicenda e istituzioni coinvolte
La vicenda ruota attorno a una richiesta formale di parere e a valutazioni su compatibilità e regole, con ruoli istituzionali e politici ben delineati.
- Andrea Abodi
- Giovanni Malagò
- Roberto Marti
- Anac
- Collegio di Garanzia del Coni
- Coni
- Figc
