Trump attacca Meloni, Usa-Iran verso nuovi colloqui: il piano dellEuropa per Hormuz
Un nuovo round di colloqui Usa-Iran potrebbe prendere forma già domani, mentre Stati Uniti e Iran si avvicinano a un confronto finalizzato alla fine della guerra. Sullo sfondo, l’Europa lavora per favorire la riapertura dello Stretto di Hormuz, rimasto bloccato dalle iniziative di Teheran e paralizzato anche dal blocco navale di Washington attivo da oltre 24 ore. L’attenzione dei mercati resta elevata, con riflessi immediati sul prezzo del petrolio e dei carburanti.
nuovi colloqui usa-iran e possibile vertice a isislamabad
Il presidente americano ha indicato la possibilità che entro 24-48 ore emergano sviluppi nei negoziati. La sede dell’incontro, secondo le indiscrezioni, potrebbe essere ancora Islamabad, considerata un’area neutrale scelta già nella giornata precedente. La preferenza della Casa Bianca sembrerebbe orientata verso il Pakistan, anche grazie al ruolo attribuito al feldmaresciallo e al generale Asim Munir, citato come figura impegnata nei preparativi.
La scelta del luogo dovrebbe arrivare rapidamente, perché i negoziati potrebbero svolgersi già domani. A rendere urgente la definizione della cornice diplomatica contribuisce anche la scadenza della tregua fissata al 21 aprile. Parallelamente, fonti diplomatiche pakistani confermano l’interesse di Islamabad a ospitare quanto prima nuovi contatti e segnalano che Cina, Egitto, Arabia Saudita e Turchia intrattengono comunicazioni con Teheran e Washington.
impatto su petrolio e mercati: calo dei prezzi in europa e usa
La concretezza di un possibile vertice si riflette nelle quotazioni del petrolio nelle ultime ore. A New York il West Texas Intermediate (Wti) con consegne a maggio registra un ribasso di 7,80 dollari (pari a -7,87%), attestandosi a 91,28 dollari al barile. A Londra il Brent con consegne a giugno scende di 4,57 dollari (pari a -4,6%), fino a 94,79 dollari al barile.
piano europeo per riaprire lo stretto di hormuz senza coinvolgere gli stati uniti
Mentre l’orizzonte negoziale resta centrale, l’Europa prepara un intervento per ripristinare la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz al termine del conflitto iraniano. Secondo quanto riportato, il Vecchio Continente sta elaborando un progetto per una coalizione internazionale finalizzata alla riapertura dello stretto senza un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti.
missione difensiva e operazioni di sminamento
L’iniziativa sarebbe promossa da Regno Unito e Francia e prevedrebbe una missione di natura difensiva. Le attività indicate includono operazioni di sminamento e il dispiegamento di navi militari per garantire il transito delle imbarcazioni. Il presidente francese Emmanuel Macron ha specificato che la missione dovrebbe escludere le parti belligeranti, cioè Stati Uniti, Israele e Iran, e non sarebbe sotto comando americano.
tre fasi operative e nodo delle divergenze tra europei
Il piano è delineato in tre fasi: evacuazione delle navi bloccate, bonifica delle mine e successivo pattugliamento con scorte militari. Il possibile coinvolgimento della Germania viene menzionato con riferimento alle sue capacità, in particolare nel campo dello sminamento.
Restano differenze tra alleati europei: Parigi ritiene che l’assenza degli Stati Uniti renda l’operazione più accettabile per Teheran, mentre Londra teme ripercussioni nei rapporti con Washington. Un primo confronto internazionale sarebbe previsto con una riunione convocata da Macron e dal premier britannico Keir Starmer, a cui Washington non parteciperebbe.
segnali di distensione e condizioni per un accordo
In parallelo ai contatti diplomatici, dall’Iran potrebbero arrivare segnali distensivi. La fonte indica la possibilità di una sospensione a breve termine dei traffici attraverso lo Stretto di Hormuz, presentata come misura per non mettere alla prova il blocco navale attuato dagli Stati Uniti. L’idea risponde anche all’esigenza di evitare un’immediata escalation in una fase considerata delicata sul piano diplomatico.
Dietro le quinte i contatti continuano con l’obiettivo di raggiungere un’intesa. Un alto funzionario americano riferisce che tra le due parti sarebbero presenti tutti gli ingredienti necessari per un accordo, pur restando la condizione che non tutto sarebbe ancora pronto.
programma nucleare iraniano: il nodo centrale dei negoziati
Secondo quanto indicato, il punto decisivo riguarda il programma nucleare iraniano. La Repubblica islamica non intende rinunciare al protocollo che prevede circa 440 chili di uranio arricchito al 60%. Il percorso è descritto come composto da passaggi relativamente semplici che porterebbero fino alla soglia del 90%, considerata rilevante per impieghi militari e per la produzione di armi atomiche.
Nelle proposte discusse negli ultimi negoziati, l’Iran avrebbe proposto agli Stati Uniti di sospendere per cinque anni l’arricchimento dell’uranio come condizione per un accordo di pace. La posizione indicata attribuisce a Trump la richiesta di una sospensione di 20 anni di tutte le attività, con una distanza ancora significativa tra le due opzioni. Nonostante il divario, la discussione viene descritta come attiva, con la possibilità che un compromesso possa emergere.
protagonisti citati nei negoziati e nelle iniziative europee
- Donald Trump
- Giorgia Meloni
- Asim Munir
- Emmanuel Macron
- Keir Starmer