Amadeus ha scelto di andarsene: parla l’ad rai rossi e cita de martino come futuro

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Amadeus ha scelto di andarsene: parla l’ad rai rossi e cita de martino come futuro

I toni restano netti e la posizione espressa risulta ben delineata. Alla festa del Foglio, Giampaolo Rossi, ad Rai, ha tracciato un quadro professionale preciso su due fronti: il rapporto con Amadeus e la lettura del dibattito televisivo legato al ruolo del servizio pubblico.

amadeus e rai: una scelta descritta come chiara e definitiva

Nel commentare la situazione, Rossi ha sottolineato un legame personale e professionale con Amadeus, dichiarando di provare stima e affermando che la scelta compiuta due anni prima sarebbe stata molto chiara e netta. Il dirigente ha poi richiamato il livello di competenza presente in Rai, citando il lavoro svolto nel racconto del festival di sanremo, affidato a uno dei principali professionisti della televisione italiana, carlo conti, oltre alla partecipazione della rete alla gara canora con risultati definiti record storici.

La decisione di Amadeus viene collegata all’uscita dalla Rai per affrontare una nuova sfida presso warner bros discovery. Rossi ha evidenziato che, almeno per quanto riguarda gli ascolti, il percorso intrapreso finora non avrebbe prodotto i risultati sperati. Da qui emerge una lettura che, nel complesso, allontana un ritorno a breve.

stefano de martino e il prossimo sanremo: investimenti e prospettive

Secondo Rossi, Rai avrebbe già investito su progetti e futuro: “Abbiamo investito su affari tuoi e sul prossimo sanremo, puntando su stefano de martino”, indicato come grande risorsa artistica per il futuro dell’azienda.

telemeloni e dibattito tv: una polemica definita marketing

Il dirigente ha poi spostato il focus su TeleMeloni, definendo il tema come un grande dibattito della tv italiana. La valutazione espressa è che la discussione non avrebbe ragione d’essere: sarebbe soltanto marketing. Rossi ha inoltre affermato che la Rai non può essere ridotta alla polemica giornalistica, perché si configura come un’industria complessa impegnata in attività di informazione e cultura, mantenendo in piedi anche cinema e fiction.

In assenza del servizio pubblico, secondo la ricostruzione riportata, lo scenario risulterebbe dominato da produzioni dei grandi player globali.

servizio pubblico e bilancio in attivo: riorganizzazione produttiva e modelli di lavoro

Rossi ha poi descritto il ruolo del servizio pubblico come più complesso di una semplice battuta. Con un’esperienza dichiarata di vent’anni in Rai, ha richiamato la conoscenza della complessità aziendale e la definizione della Rai come patrimonio nazionale.

Nel dettaglio, è stato indicato un investimento di un miliardo di euro nei diritti sportivi negli ultimi anni, con l’obiettivo di consentire la trasmissione free. La difficoltà operativa viene collegata a un mercato descritto come crudele, che richiederebbe un’attenzione maggiore alla tutela della struttura.

Rossi ha inoltre escluso l’idea di un semplice ritiro: la Rai starebbe trasformandosi. Il bilancio in attivo, secondo la ricostruzione, sarebbe arrivato non tramite tagli, ma tramite un processo di riorganizzazione della produzione e dei modelli lavorativi. Tra gli strumenti menzionati figurano incentivazione degli esodi e acquisizione di forza lavoro più giovane, indicata come più sostenibile dal punto di vista del costo.

figure citate nel contesto: collegamenti e riferimenti diretti

Nel quadro delineato compaiono diversi riferimenti nominali legati a scelte, programmi e ruoli:

  • Giampaolo Rossi
  • Amadeus
  • Carlo Conti
  • Stefano De Martino
“Amadeus? Ha scelto di andarsene”. L’ad Rai Rossi: “Abbiamo altri talenti straordinari, De Martino è il futuro”
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