Sciopero trasportatori in sicilia 5 giorni di fermo per il caro gasolio
Secondo giorno di sciopero degli autotrasportatori in Sicilia contro il caro gasolio. La mobilitazione, secondo quanto indicato dagli organizzatori del Comitato trasportatori siciliani, è destinata a proseguire fino al 18 aprile e mette sotto pressione le forniture alla grande distribuzione, con il rischio che i supermercati possano affrontare scorte insufficienti.
caro gasolio e sciopero autotrasportatori sicilia fino al 18 aprile
La protesta nasce dall’aumento dei prezzi del carburante e, pur con una durata limitata nel tempo, preoccupa per le possibili ricadute sulla logistica dei rifornimenti. Gli organizzatori indicano che l’autonomia degli scaffali sarebbe nell’ordine di quattro giorni, scenario che alimenta l’allarme sul rischio di interruzioni delle consegne.
Rispetto a manifestazioni del passato, la mobilitazione odierna non prevede blocchi stradali. Il Comitato precisa inoltre la propria disponibilità a cercare un’interlocuzione con l’amministrazione regionale.
regione siciliana e confronto con il comitato trasportatori siciliani
Il Comitato trasportatori siciliani conferma la volontà di confronto con la Regione Siciliana e riferisce che il presidente Renato Schifani ha ricevuto una delegazione della sigla. Sul fronte istituzionale, Schifani ha predisposto un emendamento da 25 milioni di euro per sostenere la crisi economica che colpisce diversi comparti produttivi dell’isola.
Il pacchetto di misure sarebbe esteso anche ai settori di agricoltura e pesca. Nonostante l’impegno regionale, il Comitato sostiene che la soluzione richieda interventi del governo nazionale. La posizione viene ribadita ricordando il confronto già avviato con il ministro Matteo Salvini e con il viceministro Edoardo Rixi, in attesa delle relative risposte.
incontro al ministero delle infrastrutture e dei trasporti
Per venerdì è stato fissato un incontro al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il Comitato segnala però che, secondo la propria denuncia, i punti su cui è stato proclamato il fermo non risulterebbero in agenda.
partecipazione e differenze tra autotrasportatori in sicilia
Gli autotrasportatori siciliani indicati come numero complessivo sono 14mila, ma la mobilitazione coinvolge in modo prevalente i porti di Palermo, Catania e Messina. Secondo il Comitato, la partecipazione raggiungerebbe il 90 per cento.
Le piccole e medie imprese di autotrasporto continuano a lavorare, in particolare quelle che svolgono il trasporto del fresco alimentare. Lo sciopero, invece, riguarda soprattutto le grandi aziende che scaricano merci arrivate sull’isola per la grande distribuzione.
Tra i prodotti coinvolti risultano soprattutto beni non deperibili, come prodotti per la casa e acqua in bottiglia.
rifornimenti grandi supermercati a rischio: autonomia 3-4 giorni
Il segretario del Comitato trasportatori siciliani, Salvatore Bella, collega in modo diretto la protesta alla disponibilità delle merci. L’autonomia indicata per i supermercati sarebbe di tre o quattro giorni: superato quel limite, secondo la dichiarazione, gli scaffali resteranno vuoti se non verrà trovata una soluzione.
La motivazione viene accompagnata da una richiesta di condizione economica: Bella afferma che nessuno può obbligare a ritirare i rimorchi dalle navi, sottolineando che si tratta di operatori privati e che, in assenza di convenienza alle condizioni attuali, la scelta è restare a casa.
federdistribuzione sicilia e continuità dell’ultimo miglio
Anche Giovanni Arena, delegato di Federdistribuzione Sicilia, commenta la possibilità di scaffali vuoti. Secondo quanto riportato, l’ipotesi non verrebbe esclusa a lungo termine, ma al momento la mobilità delle merci interne all’isola sarebbe garantita dagli autotrasportatori dell’ultimo miglio, cioè dai centri distributivi verso i punti vendita.
Arena riferisce inoltre che, nel dato di giornata, le merci in entrata sarebbero diminuite del 50 per cento.
obiettivo del fermo: stop rifornimenti grande distribuzione fino a impegni formali
L’intento indicato dal Comitato è di non rifornire la grande distribuzione finché non arriveranno impegni formali da parte del Governo. Il punto centrale resta l’aumento del costo del gasolio, collegato anche al conflitto in Iran.
Secondo le dichiarazioni di Bella, nell’ultimo mese le polizze di imbarco sarebbero cresciute di altri 160 euro a tratta.
ets e richiesta di impiego fondi per contributo biglietto nave
Nel quadro dei costi viene citata anche l’Ets, presentata come una tassa imposta dall’Unione europea per i trasporti più inquinanti. Il Comitato chiede che le quote Ets accantonate al ministero dell’Economia, indicate in quasi 500 milioni di euro, vengano utilizzate come contributo per il biglietto della nave.
La misura, secondo quanto riportato, consentirebbe uno storno di almeno il 30%. Bella precisa anche che il Marebonus potrebbe essere potenziato: si tratta di un incentivo per favorire lo sviluppo del trasporto tra mare e strada, con un’attesa per l’erogazione prevista a dicembre 2025 ma ancora non avvenuta, indicata come mancante a aprile.
figure citate nel contesto della protesta e dei tavoli istituzionali
Nel racconto della mobilitazione compaiono i rappresentanti coinvolti nei confronti con le istituzioni e nelle valutazioni sulla tenuta dei rifornimenti.
- Renato Schifani
- Matteo Salvini
- Edoardo Rixi
- Salvatore Bella
- Giovanni Arena
