Adam back nega di essere satoshi nakamoto: non sono io l inventore del bitcoin
Per oltre diciassette anni l’identità di Satoshi Nakamoto ha mantenuto un’aura di mistero che ha acceso discussioni in tutto il mondo. Dietro lo pseudonimo si sarebbe celata la mente che, nel 2008, ha pubblicato il documento fondativo del Bitcoin, aprendo la strada alla rivoluzione delle criptovalute. Nel tempo sono emerse numerose ipotesi—da un presunto collettivo di hacker a figure accostate all’ambiente accademico e tecnico—ma nessuna traccia si è rivelata convincente. Ora, un’indiscrezione attribuisce la paternità di Satoshi a un nome specifico, accendendo un confronto immediato tra prove tecniche, ricostruzioni e smentite.
chi sarebbe Satoshi Nakamoto: Adam Back secondo il New York Times
Secondo quanto riportato dal New York Times, la “nebbia” attorno a Satoshi Nakamoto sarebbe stata dissipata indicando Adam Back, un britannico di 55 anni, specialista di crittografia e amministratore delegato di Blockstream. La ricostruzione non nasce da un’intuizione isolata: il quotidiano sostiene di aver condotto un’indagine articolata, costruita su materiali tecnici e analisi linguistiche.
La risposta del diretto interessato arriva attraverso canali social: Back smentisce categoricamente di essere Satoshi Nakamoto. Allo stesso tempo, ammette di essersi a lungo concentrato sulle implicazioni sociali della moneta elettronica e della privacy online.
un anno di indagine tra archivi web e analisi forense
L’accertamento descritto dal quotidiano sarebbe durato un anno intero. Durante quel periodo i giornalisti avrebbero setacciato migliaia di messaggi, email e archivi storici del web, incrociando i dati tecnici con lo studio dello stile linguistico.
radici nei cypherpunks e affinità tecniche tra Back e Nakamoto
Il punto di partenza dell’inchiesta viene collocato negli anni Novanta, nel contesto del movimento dei “Cypherpunks”. Si trattava di attivisti e informatici che puntavano a usare la crittografia per sottrarre comunicazioni e finanze al controllo governativo. Secondo la ricostruzione, sia Adam Back sia Satoshi Nakamoto avrebbero frequentato ambienti virtuali affini.
In quelle conversazioni, Back avrebbe teorizzato la creazione di un denaro elettronico decentralizzato basato su “nodi”, un modello di architettura che ricalcherebbe quello impiegato in seguito da Nakamoto per il Bitcoin.
hashcash, b-money e il modello teorico collegato al bitcoin
Le corrispondenze tecniche segnalate dall’inchiesta includono diversi elementi. Back possederebbe un dottorato in sistemi informatici distribuiti, disciplina considerata alla base della blockchain. Inoltre, entrambi—sempre secondo la ricostruzione—avrebbero lavorato con lo stesso linguaggio informatico ed entrambi sarebbero stati specialisti di crittografia a chiave pubblica.
Un passaggio considerato cruciale riguarda Hashcash, sistema basato sulla risoluzione di puzzle statistici, originariamente pensato per combattere lo spam via email. L’interesse per lo stesso problema sarebbe stato condiviso anche da Satoshi. Quando Back propose di combinare Hashcash con un’idea di valuta virtuale chiamata “b-money”, la ricostruzione sostiene che venne creato un modello teorico che Nakamoto avrebbe poi trasformato nel codice sorgente del Bitcoin.
tempistiche sospette: la comparsa del white paper e il silenzio di back
L’indagine mette anche in relazione la cronologia della presenza pubblica di Back con le tappe chiave della nascita del Bitcoin. Per oltre dieci anni, infatti, Back sarebbe stato una voce frequente e autorevole nelle discussioni online sul denaro digitale.
La parte più delicata della ricostruzione riguarda il periodo tra il fine 2008 e l’emergere di Satoshi: nel momento in cui un utente chiamato Satoshi Nakamoto pubblica il documento di nove pagine che descrive il funzionamento del Bitcoin, Back sparirebbe improvvisamente dai radar. Il silenzio coinciderebbe con l’ascesa pubblica di Satoshi, che avrebbe collaborato attivamente con altri sviluppatori fino al 2011, quando avrebbe poi interrotto ogni attività in modo definitivo.
Un contributo recente nella ricostruzione viene attribuito al programmatore finlandese Martti Malmi, indicato come uno dei primi collaboratori di Nakamoto. Malmi avrebbe pubblicato un archivio ampio di email scambiate con il fondatore nei primi anni del progetto.
stilometria: la corrispondenza linguistica che collega back e satoshi
Il punto decisivo descritto dal quotidiano è la stilometria, cioè lo studio dello stile linguistico. I giornalisti avrebbero aggregato archivi di tre storiche mailing list frequentate dai Cypherpunks tra la fine del primo periodo di diffusione online e l’inizio del nuovo millennio. Confrontando la scrittura di centinaia di utenti con quella delle email e dei post attribuiti a Satoshi Nakamoto, l’algoritmo avrebbe restituito una sola corrispondenza: Adam Back.
Le affinità segnalate includono tratti condivisi nell’uso dell’ortografia britannica e nell’abitudine di inserire un doppio spazio dopo il punto fermo. Sarebbero presenti anche errori e vezzi grafici particolari: la confusione tra “it’s” e “its”, la chiusura delle frasi con “also” e la scrittura di “bugfix” tutto attaccato.
La ricostruzione menziona inoltre il modo d’uso del trattino in parole composte. Ad esempio, sarebbe indicata la tendenza a scrivere “double-spending” con il trattino anche quando la grammatica non lo richiederebbe, mentre in aggettivi come “file sharing” il trattino risulterebbe omesso, secondo quanto rilevato nell’analisi.
Back, nella smentita, liquiderebbe queste evidenze come una semplice concomitanza di espressioni comuni tra persone con un background simile.
conseguenze dell’identificazione: il patrimonio associato ai wallet di satoshi
La portata dell’ipotesi viene presentata come ampia non solo sul piano dell’enigma informatico, ma anche per l’impatto economico dell’identificazione. Secondo la ricostruzione, riconoscere Satoshi Nakamoto significherebbe dare un volto a una delle persone più ricche del pianeta.
Dal 2010, i portafogli digitali originari attribuiti al fondatore non avrebbero registrato alcun movimento. Le stime richiamate dall’inchiesta, basate su un’analisi della società Arkham, indicano un valore complessivo oggi stimato in 73 miliardi di dollari.
personaggi citati nell’indagine
- Adam Back
- Satoshi Nakamoto
- Martti Malmi


