Stalking al giornalista Iurillo condannato Langellotto a 2 anni e 8 mesi
Una sentenza che chiude mesi di procedimento e mette un punto fermo su atti persecutori e lesioni contestati a un imprenditore legato a contesti criminali. Il Tribunale di Torre Annunziata ha condannato Salvatore Langellotto, ritenuto responsabile di comportamenti rivolti contro il cronista Vincenzo Iurillo e contro l’ambientalista Wwf Claudio d’Esposito, con pene che uniscono i capi d’imputazione e con ulteriori determinazioni destinate a essere completate nelle sedi competenti.
condanna Langellotto: due anni e otto mesi per atti persecutori e lesioni
Salvatore Langellotto, descritto come imprenditore pregiudicato di camorra, è stato condannato a due anni e otto mesi. La decisione riguarda atti persecutori ai danni di Vincenzo Iurillo e lesioni in relazione al fatto che l’ambientalista Wwf Claudio d’Esposito sarebbe stato mandato in ospedale, con una prognosi indicata in 40 giorni.
La sentenza integra i reati con il vincolo della continuazione. Le motivazioni saranno rese note entro 90 giorni. La procura di Torre Annunziata, guidata da Nunzio Fragliasso, aveva chiesto una condanna a cinque anni.
sentenza emessa a Torre Annunziata: tempi e risarcimenti
La decisione del giudice di Torre Annunziata, Adele Marano, è arrivata alle 18.15. Il processo ha preso forma circa tre anni dopo i fatti, avvenuti a Sant’Agnello tra aprile 2023 e gennaio 2024. Il giudice ha stabilito anche il risarcimento delle spese legali e dei danni alle parti offese, con quantificazione prevista in sede civile.
Nel procedimento si sono costituiti: Vincenzo Iurillo, rappresentato dall’avvocato Salvatore Pinto; Claudio d’Esposito, assistito dall’avvocato Gianni Pane. Parte civile risulta essersi costituita anche Seif, tramite l’avvocato Angela De Rosa, in qualità di società editrice del giornale per la tutela del giornalista e della testata.
relazione commissione d’accesso di Sorrento: infiltrazioni e documenti sui fatti
Le vicende richiamate in aula risultano presenti nei documenti della relazione della commissione d’accesso di Sorrento, composta da 177 pagine. La commissione ha proposto lo scioglimento dell’Ente per possibili infiltrazioni malavitose.
Nei documenti compaiono riferimenti a botte e minacce rivolte a d’Esposito e Iurillo, collegati alle denunce e alla narrazione di quanto riguardava il fondo Vico III Rota a Sorrento. In quella vicenda l’imprenditore avrebbe voluto realizzare 252 box interrati con licenze ritenute illegittime
