Milano cortina 2026 buco milioni e un miliardo di debiti
Il bilancio di Fondazione Milano Cortina 2026 continua a far emergere numeri critici: nel 2025 il deficit di esercizio è cresciuto di altri 39 milioni di euro, arrivando a un totale di 176,5 milioni, mentre restano indicati debiti per un miliardo di euro. I dati, secondo quanto riportato, risultano presenti nel bilancio approvato il 30 giugno, acquisito dalla Procura regionale della Corte dei Conti del Veneto e illustrato nella relazione di parifica relativa alla Regione Veneto.
deficit Fondazione Milano Cortina 2026: 176,5 milioni nel 2025 e debiti complessivi
La cornice finanziaria descritta evidenzia una dinamica di perdite in aumento. Le perdite di esercizio registrate nel 2025, pari a oltre 39 milioni di euro, portano il deficit totale a 176,5 milioni, considerando anche gli esercizi precedenti. Nel documento richiamato viene inoltre segnalata l’esistenza di oltre un miliardo di debiti in capo alla Fondazione, con attività indicata in chiusura al 31 dicembre 2026.
Viene esplicitamente richiamata la smentita di un’idea secondo cui i Giochi sarebbero a costo zero, alla luce dei saldi economici e delle passività riportate.
corte dei conti e procuratore paolo crea: rischio di ricadute su enti pubblici
Il procuratore Paolo Crea ha presentato i dati nella relazione di parifica del bilancio della Regione Veneto, confermando un allarme già evidenziato sulla gestione finanziaria della Fondazione. Il magistrato ha riconosciuto che le Olimpiadi rappresentano un’“esperienza di prestigio istituzionale”, ma ha richiamato l’attenzione sui debiti che, in caso di mancato soddisfacimento entro la liquidazione, potrebbero ricadere su soggetti pubblici.
debiti insoluti e ripartizione delle responsabilità
Nel quadro descritto, l’eventuale permanenza di debiti insoluti alla data di liquidazione comporterebbe effetti sul lo Stato, sulle Regioni Lombardia e Veneto e su una parte degli enti locali che hanno partecipato all’organizzazione delle gare. La documentazione ricorda anche gli accantonamenti già effettuati: la Lombardia avrebbe accantonato 199 milioni di euro e il Veneto 99,4 milioni di euro, in via precauzionale, connessi alla possibile partecipazione alla distribuzione dei passivi.
modello economico dei grandi eventi olimpici e condizioni da verificare
Secondo la lettura del procuratore, le cifre vanno interpretate considerando la specificità del modello economico dei grandi eventi olimpici, fondato su anticipazione dei costi e differimento dei ricavi. Resta però indicata l’impossibilità di una valutazione definitiva del progetto se non a conclusione dell’orizzonte economico delineato, collegato all’approvazione del bilancio 2026.
Nel ragionamento richiamato vengono inoltre sottolineati rischi legati a tempistiche degli incassi programmati, alla chiusura dei rapporti contrattuali e alle attività post-evento. Questi elementi determinerebbero la possibile necessità per gli enti pubblici coinvolti di far fronte sia al deficit dell’Ente sia ad ulteriori impegni finanziari assunti nei suoi confronti.
relazione di gestione e numeri su sponsorizzazioni e biglietti
Nel contesto delle informazioni riportate, la relazione di gestione dell’amministratore delegato Andrea Vernier descriverebbe il perimetro dei flussi commerciali raggiunti. I contratti di sponsorizzazione avrebbero raggiunto 460 milioni di euro, con la sottoscrizione di oltre 30 accordi di licensing, mentre la vendita di biglietti avrebbe assicurato un incasso di 133 milioni di euro.
sezione regionale di controllo: perdita netta 39.094.782 euro e saldo negativo della gestione
Le medesime linee interpretative sarebbero state ribadite nella relazione della Sezione regionale di controllo, presieduta da Francesco Uccello. Nel testo richiamato viene indicato che nel 2025 la Fondazione avrebbe registrato una perdita netta pari a 39.094.782 euro, portando a un deficit patrimoniale al 31 dicembre 2025 pari a 176.455.559 euro.
Viene inoltre specificato che la gestione caratteristica (differenza tra valore e costi della produzione) avrebbe un saldo negativo di 36.859.196 euro. L’incidenza della gestione finanziaria sul risultato finale d’esercizio sarebbe negativa per 2.235.586 euro.
previsioni per il 2026 e documentazione non presentata
La Fondazione si sarebbe giustificata rimandando i calcoli alla fine della gestione, senza mostrare ai magistrati contabili le previsioni contenute nel “Lifetime budget G+1”, approvato dal consiglio di amministrazione il 9 aprile 2026. Di conseguenza, sarebbe indicata l’impossibilità di fornire elementi relativi all’esercizio 2026. Dalla lettura dei dati disponibili risulterebbe comunque una situazione di deficitarietà in incremento nel tempo.
impegni finanziari del veneto: accantonamenti e stanziamenti fino al 2026
La sezione di controllo riporta anche gli impegni finanziari collegati al bilancio regionale del Veneto. Sono indicati stanziamenti già previsti pari a 19,7 milioni di euro per ciascuno degli esercizi 2024, 2025 e 2026. Accanto a questo, vengono richiamate quote accantonate nel risultato di amministrazione: un fondo definito “per il concorso della Regione del Veneto alla copertura dell’eventuale deficit del Comitato organizzatore dei Giochi Olimpici”, che nel 2025 ammonta a 115,9 milioni di euro.
È presente anche un accantonamento per rischi collegato a una lettera di patronage al Comitato organizzatore dei Giochi Olimpici, pari a 27,5 milioni di euro.
corte costituzionale e natura privatistica: decisione di inammissibilità del ricorso
Le relazioni della Corte dei Conti riportate nel quadro descritto avvengono nello stesso giorno in cui la Corte Costituzionale avrebbe dichiarato inammissibile un ricorso presentato dal gip di Milano contro la natura privatistica di Fondazione Milano Cortina 2026. Secondo quanto richiamato, la Consulta avrebbe posto l’accento sulla sovranità legislativa del Parlamento, che avrebbe deciso di non assoggettare l’organizzazione dei Giochi al regime degli appalti pubblici.
La decisione citata spiegherebbe l’intento di rendere più agevole e celere l’operato della Fondazione, sottraendola al regime di evidenza pubblica delle gare necessarie per procurarsi sul mercato beni e servizi.
figure citate nelle relazioni e nelle ricostruzioni finanziarie
- Paolo Crea
- Andrea Vernier
- Francesco Uccello
