Moglie di mattarella roggero chiede la grazia e dice non è pericoloso
La questione della richiesta di grazia per Mario Roggero riaccende la tensione tra governo e Colle, mentre anche la famiglia continua a cercare uno spazio di clemenza per evitare che la pena inflitta arrivi a pieno compimento. Condannato a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori, il gioielliere, all’età di 72 anni, è al centro di nuove iniziative che puntano a far valutare aspetti legati all’età, ai traumi e alla presunta assenza di pericolo sociale.
richiesta di clemenza per mario roggero e appello al capo dello stato
In parallelo alle dinamiche istituzionali, i familiari di Mario Roggero hanno deciso di rivolgersi al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con l’obiettivo di ottenere un atto di clemenza che consenta di rimodulare la condanna. La famiglia sostiene di voler evitare l’esecuzione integrale della pena dopo la pronuncia della Cassazione, intervenendo con argomentazioni che guardano oltre i soli esiti processuali.
intervista della moglie mariangela sandrone a la stampa
La posizione familiare trova spazio in un’intervista rilasciata dalla moglie, Mariangela Sandrone, al quotidiano La Stampa. Rivolgendosi a Mattarella “come moglie e come madre”, la donna chiede di considerare la situazione umana dell’uomo: età, traumi subiti e il fatto che, secondo quanto riferito, non sarebbe un pericolo per la società. L’istanza viene formulata in termini di umanità per consentire a Roggero di trascorrere gli ultimi anni della vita insieme alla famiglia.
Nel racconto emerge anche la sofferenza personale: la moglie descrive una condizione di profondo turbamento, parlando di una casa “incredibilmente silenziosa” e di un dolore che definisce “inesprimibile”. Secondo la narrazione familiare, la detenzione a 72 anni, dopo una vita di lavoro, rappresenta un “pezzo” strappato alla sua vita.
replica alle accuse: l’idea di “giustiziere” respinta dalla famiglia
Alla lettura che definisce Roggero come un giustiziere, la moglie risponde contestando l’impostazione complessiva. Viene sottolineata la dimensione familiare e personale dell’imputato: Roggero sarebbe legato alla propria famiglia, descritto come lavoratore instancabile, marito e nonno premuroso. Nella ricostruzione offerta, il gesto avrebbe avuto come priorità la protezione dei cari, e l’uomo risulterebbe segnato e traumatizzato da quella giornata, non riconducibile alla figura delineata da alcuni commenti.
facebook e precedente del 2005: minacce con un’arma durante una lite
La posizione della famiglia viene ribadita anche tramite un lungo post su Facebook. Nel testo, oltre a richiamare l’istanza di clemenza, si affronta un precedente del 2005 che viene presentato come un fatto già noto e non collegato alle condotte oggetto della condanna odierna.
lite nel 2005 e episodio con pistola al fidanzato
La famiglia ricorda che, nel 2005, durante una lite con il fidanzato di una delle figlie, Roggero avrebbe estratto un’arma da fuoco, arrivando a minacciare anche i genitori del giovane. Per quel quadro si sarebbe arrivati a un patteggiamento nel 2007. Questo passaggio viene utilizzato dai familiari per sostenere che, secondo quanto emerso, il precedente non avrebbe inciso in modo determinante sulla condanna successiva.
contesto temporale e collegamenti contestati dalla famiglia
Nel post la famiglia riporta alcune argomentazioni centrate su quattro punti. Viene indicato che il fatto del 2005 sarebbe avvenuto 21 anni fa e quindi 16 anni prima dei fatti processati che hanno portato alla condanna. Si afferma inoltre che l’episodio non avrebbe alcun collegamento con quelli alla base della condanna attuale.
Un ulteriore riferimento riguarda la trattazione nel processo: la famiglia sostiene che quel precedente fosse già stato oggetto di attenzione nel giudizio di primo grado, davanti alla Corte d’assise d’appello, definendo la questione già “perfettamente nota”. Di conseguenza, nel testo viene denunciato un clamore mediatico recente e viene contestata l’idea che Mario debba subire un’ulteriore “gogna mediatica” per un fatto descritto come isolato e distante nel tempo.
ricostruzione dell’episodio: scuse del “semplice litigio” contestate
All’interno del post, la famiglia aggiunge una specifica ricostruzione dell’episodio del 2005, sostenendo che la versione disponibile non dovrebbe essere ridotta a un semplice litigio tra giovani. Viene indicato che, quella notte, il ragazzo fidanzato della figlia di Roggero non avrebbe soltanto dato qualche schiaffo: sarebbe arrivato a colpire con pugni, causando lesioni. Secondo quanto riportato, l’episodio sarebbe stato accompagnato da un duplice tentativo di investimento con l’auto, seguito dall’abbandono della ragazza in una strada isolata, al buio.
Il punto centrale, così come formulato dai familiari, è che un evento simile non potrebbe essere ricondotto a un confronto limitato e privo di conseguenze, mentre la narrazione mira a interpretare la reazione come istinto di protezione paterna.
figure coinvolte: familiari che parlano dell’appello
Nel racconto risultano protagonisti diretti i membri della famiglia che hanno avviato la comunicazione pubblica e hanno formulato richieste di clemenza:
- Mariangela Sandrone
- Mario Roggero
- Sergio Mattarella
