Giustizia palamara politica fuori magistratura sorteggio per il csm

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Giustizia palamara politica fuori  magistratura sorteggio per il csm

L’intervento Luca Palamara dal palco di Ponza d’autore ha posto al centro un’idea netta: dopo l’esito del referendum, spostare l’azione politica fuori dalla sfera della magistratura. L’ex magistrato, già segretario dell’Anm, ha collegato il risultato referendario a un principio di fondo e ha indicato un passaggio concreto in vista delle prossime elezioni per il Consiglio Superiore della Magistratura, previste il 25 e 26 ottobre.

luca palamara e la proposta: politica fuori dalla magistratura

Secondo Palamara, il referendum ha sancito che la Costituzione non deve essere toccata e che va rispettata la vittoria del no. Da qui, la richiesta diventa operativa: mettere la politica fuori dalla magistratura con un segnale immediato rivolto alle dinamiche di scelta dei componenti.

Il punto centrale riguarda le elezioni del CSM, che si terranno il 25 e 26 ottobre. Palamara ha indicato che lo svolgimento seguirebbe il medesimo meccanismo già utilizzato in precedenza, basato sulla cooptazione da parte dei magistrati.

il meccanismo proposto: sorteggio tra categorie selezionate

Per superare l’idea che la politica possa esercitare un controllo indiretto, Palamara propone un cambio di metodo: far sì che la politica sorteggi chi dovrà andare al Consiglio Superiore della Magistratura. L’estrazione riguarderebbe professori ordinari in materie giuridiche e avvocati iscritti da più di 15 anni nell’albo degli avvocati.

L’obiettivo dichiarato è rendere più chiaro il perimetro: in questo modo, secondo le parole dell’ex magistrato, non si potrà sostenere che la politica controlli la magistratura.

il senso politico della proposta: un percorso e un segnale interno

Palamara ha definito la proposta come l’inizio di un percorso capace di portare la stessa magistratura a trovare una soluzione al proprio interno. Il collegamento con il referendum viene ribadito: la lezione indicata dai cittadini sarebbe quella secondo cui la politica non deve controllare la magistratura.

Nel ragionamento, emerge anche la distinzione tra ruoli e meccanismi. Palamara ha osservato che la politica sceglie i propri rappresentanti, ma ha collegato tale scelta al tema della “correntizzazione” presente nella magistratura. Da questa impostazione nasce l’esigenza di un riavvio: far partire un segnale forte dall’esterno, attraverso il sorteggio indicato.

divisioni nel referendum: dal doppio Csm al sorteggio

Un passaggio ulteriore riguarda le divisioni emerse durante il referendum. Palamara ha indicato che molte spaccature erano legate a separazione delle carriere e dipendenza dal doppio Csm, mentre non avrebbero riguardato il sorteggio. Per questo, ha descritto la possibilità di un momento di ripartenza, utilizzando il sorteggio come elemento su cui ricostruire il confronto.

La conclusione dell’intervento resta aperta su ciò che potrà accadere: il tema diventa un’occasione per verificare come evolveranno gli equilibri interni alla magistratura.

personaggi citati

  • Luca Palamara

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