Gaza e ucraina: dieci sul doppio standard occidentale

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Gaza e ucraina: dieci  sul doppio standard occidentale

Dopo 1000 giorni di genocidio a Gaza e dopo tre recenti report che indicano chiaramente i bambini tra i bersagli prioritari dell’IOF (esercito di occupazione israeliana), cresce la necessità di rispondere a obiezioni ricorrenti. Le domande più frequenti ruotano attorno a due punti: perché Gaza, quando nel mondo esistono altre guerre; e perché Israele, pur essendo presenti altri aggressori.

Per chiarire l’intreccio tra solidarietà e responsabilità, il confronto viene proposto tramite indicatori quantitativi. L’obiettivo non è stabilire graduatorie del dolore, né ridimensionare la solidarietà verso altre crisi, ma mettere a fuoco la portata dell’obiezione e il modo in cui le risposte politiche e mediatiche si differenziano.

confronto tra genocidio a gaza e crisi umanitaria in ucraina: 10 motivi basati su dati

La questione viene affrontata con elementi misurabili, orientati a evidenziare differenze sostanziali tra le due situazioni e tra l’intensità dell’impatto sui civili.

mortalità e impatto sui civili: quando i numeri distinguono una guerra da un genocidio

rapporto tra vittime civili

Un report della brown university descrive che, in Ucraina, 4 vittime su 100 sono civili, mentre a gaza 80 su 100 risultano civili. La distinzione viene presentata come elemento capace di separare la dimensione di una guerra dalla categoria di genocidio. Il dato è citato come indicatore centrale per comprendere l’asimmetria dell’orrore riportato.

crollo dell’aspettativa di vita

Secondo quanto evidenziato dalla rivista the lancet, a Gaza l’aspettativa di vita alla nascita è scesa di 35 anni dopo un anno di genocidio, in un risultato ritenuto peggiore di quanto vissuto in Ruanda durante il genocidio del 1994. In Ucraina, invece, l’aspettativa di vita alla nascita viene indicata in calo di 5-7 anni dall’inizio dell’invasione.

vite spezzate: bambini, giornalisti e operatori sanitari in cifre

vittime tra bambini

Incrociando dati ufficiali di unicef e onu, emerge che in Ucraina sono stati uccisi circa 700 bambini in oltre 3 anni di attacchi, includendo anche quelli morti in Russia e nel Donbass. A Gaza, invece, i dati riportano la morte di 18.457 bambini in meno di 3 anni.

morte di giornalisti

I dati ufficiali indicano che in Ucraina sono stati uccisi 21 giornalisti, mentre a Gaza il numero riportato sale a 260.

operatori sanitari e personale che non può essere considerato “danno collaterale”

Per gli operatori sanitari, in Ucraina risultano 359 morti in più di 4 anni di invasione. A Gaza, il numero viene indicato come oltre 1700 in meno di 3 anni.

Per quanto riguarda gli operatori umanitari, dal 2022 al 2024 si riportano 25 decessi in Ucraina, includendo personale delle nazioni unite; a Gaza invece sarebbero 560.

popolazione e disuguaglianze: perché i confronti diventano ancora più severi

Gli elementi numerici descritti vengono presentati come sufficienti a mostrare una situazione più gravosa a Gaza rispetto all’Ucraina. Il confronto viene ulteriormente rafforzato considerando la dimensione della popolazione: 39,5 milioni contro 2,1. Di conseguenza, per paragonare le due crisi, i morti a Gaza dovrebbero essere moltiplicati per 18,8 (calcolo 39,5/2,1), rendendo la sproporzione ancora più evidente.

insicurezza alimentare e differenze nella risposta internazionale

livelli catastrofici di insicurezza alimentare

Secondo il rapporto globale sulle crisi alimentari, nell’agosto 2025 a Gaza la percentuale di popolazione con livello 5 (catastrofico) di insicurezza alimentare sarebbe del 32%. Per l’Ucraina, il dato indicato è dello 0%; in Sudan, dell’1%.

doppio standard: aiuti e sanzioni trattati in modo differente

Le due crisi vengono descritte come caratterizzate non solo da indicatori diversi, ma anche da un doppio standard morale e geopolitico nell’applicazione di aiuti e sanzioni internazionali. A livello temporale, viene riportato che poche settimane dopo l’invasione dell’Ucraina sono state boicottate istituzioni russe e imposto oltre 16.000 sanzioni. Nei confronti di Israele, dopo tre anni di genocidio, il testo segnala un intervento limitato o sostanzialmente insufficiente.

armi e responsabilità: la frattura più evidente

Il punto di contrasto più marcato viene espresso attraverso la direzione dei flussi di armamenti. In Ucraina, viene riportato che sono state inviate armi a un Paese vittima di un’aggressione. A Gaza, invece, vengono indicate spedizioni di armi all’aggressore. La formulazione finale del confronto sostiene che le armi siano arrivate a un Paese descritto come perpetratore di genocidio.

solidarietà universale e domanda politica inevitabile

Il testo afferma che ogni vita umana conta più di qualsiasi statistica. I dati non vengono presentati come strumento per ridurre la solidarietà verso l’Ucraina o verso altre popolazioni colpite dalla guerra. Al contrario, i numeri vengono indicati come base per una domanda difficile ma necessaria: perché crisi umanitarie con portata così differente ricevano risposte politiche, mediatiche e istituzionali tanto dissimili.

La domanda viene collegata alla credibilità dei principi universali di uguaglianza, diritti umani e dignità della persona, valori che vengono affermati come difesi.

Personaggi menzionati:

  • Roberto De Vogli
  • Jonathan Montomoli
  • Francesco Tommasi
  • Alessandro Ferretti
“Perché parlate di Gaza e non di Ucraina?”. Dieci dati che rivelano il doppio standard occidentale

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