In carcere per responsabilità non sue: la pagina acquistata per difendere moretti
Una pagina a pagamento su un quotidiano nazionale ha riacceso il dibattito sulla condanna legata alla strage ferroviaria di Viareggio del 2009, con un messaggio di solidarietà verso un ex dirigente, indicato come destinatario di una condanna definitiva per cinque anni. L’iniziativa, acquistata dal gruppo WeBuild tramite la società controllata Partecipazioni Italia, si inserisce in un contesto in cui viene sostenuto con forza un principio cardine: la responsabilità penale deve rimanere ancorata ai fatti individuali e alle condotte concretamente attribuite.
pagina a pagamento e appello sulla responsabilità penale personale
La comunicazione pubblica porta come titolo “La responsabilità penale è personale” ed è corredata da firme di oltre 250 persone. Tra i sottoscrittori compaiono figure di spicco dell’area imprenditoriale e istituzionale: vengono citati Pietro Salini (amministratore delegato di WeBuild), Emanuele Orsini (leader di Confindustria), Luciano Violante (ex presidente della Camera), Paola Severino (ex ministra della Giustizia), Renato Brunetta (presidente del Cnel), Paolo Scaroni (presidente di Enel) e l’archistar Massimiliano Fuksas.
Nel testo dell’appello si legge che le tragedie che hanno segnato il Paese meritano rispetto, memoria e giustizia. Il passaggio centrale riguarda però il modo in cui la giustizia deve orientarsi: l’accertamento della responsabilità, secondo i firmatari, deve basarsi su principi dello Stato di diritto, con riferimento a responsabilità individuale, poteri effettivamente esercitati e nesso causale tra condotte e conseguenze. Il rischio segnalato è quello di introdurre, nei fatti, una forma di responsabilità oggettiva ritenuta incompatibile con i principi dell’ordinamento.
tesi sul “colpevole simbolico” e risposta basata sugli atti processuali
Secondo una linea interpretativa circolata negli ultimi giorni, la condanna sarebbe stata collegata a un’esigenza di individuare un responsabile in senso simbolico, non a una colpa reale. Questa tesi è stata rilanciata anche sui social, riportando un passaggio attribuito al ministro della Difesa Guido Crosetto, secondo cui la punizione sarebbe stata necessaria perché serviva un colpevole rappresentativo.
La ricostruzione viene contestata con un richiamo diretto agli atti del processo. In particolare, viene indicato che la condanna non sarebbe stata fondata sul ruolo apicale in quanto tale, ma su scelte aziendali precise definitivamente attribuite all’ex manager, collocate nel periodo in cui era alla guida di Rfi e di Ferrovie dello Stato.
responsabilità legata a scelte di gestione della sicurezza e manutenzione
La contestazione ruota attorno a elementi richiamati nella ricostruzione processuale: in base a quanto riportato, Ferrovie avrebbe rinunciato ai controlli di sicurezza sui carri destinati al trasporto di merci pericolose, carri noleggiati da imprese estere. La critica formulata è che tali soggetti non avrebbero avuto conoscenza delle condizioni dei carri, presentati come equiparabili a contenitori ad alto rischio, con conseguenze potenzialmente gravissime all’interno delle aree urbane.
La responsabilità viene collegata anche a quanto emerge dalla sentenza della Cassazione del 2021, che viene descritta come determinante nel riconoscere la responsabilità del manager pur facendo cadere l’aggravante relativa alla violazione della normativa di sicurezza sul lavoro. Nella sintesi riportata, la decisione afferma che l’imputato, consapevole delle criticità connesse alla circolazione di rotabili che trasportavano merci pericolose, avrebbe deciso e avallato un’interpretazione di comodo. Tale interpretazione, secondo quanto richiamato, avrebbe consentito di saltare ogni controllo documentale sulla verifica della storia manutentiva del materiale noleggiato.
i firmatari della pagina di solidarietà
La comunicazione risulta sottoscritta da oltre 250 persone e include esponenti di rilievo, tra cui:
- Pietro Salini
- Emanuele Orsini
- Luciano Violante
- Paola Severino
- Renato Brunetta
- Paolo Scaroni
- Massimiliano Fuksas
