Tinto brass lettera a mattarella libertà di muoversi e curarsi fuori casa, strada e dignità
Una situazione di emergenza che si trascina da mesi, con conseguenze sociali, economiche e sanitarie per un’intera comunità. Tinto Brass ha scritto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla frana di Isola Farnese, località fuori Roma, dove l’instabilità del terreno impedisce agli abitanti di spostarsi oltre le vie del borgo.
tinto brass e la lettera al presidente mattarella
Tinto Brass, regista e residente a Isola Farnese da oltre mezzo secolo, indirizza la propria richiesta al Presidente della Repubblica. Nella comunicazione specifica che le sue condizioni di salute non gli consentono di occuparsi direttamente di quanto necessario e che per questo affida le parole alla moglie, Caterina.
Brass presenta la vicenda come problema collettivo e personale: il borgo non rappresenta soltanto un luogo in cui vive, ma è anche “il luogo in cui ho amato, lavorato e dato forma alla mia opera”, con riferimento all’attività di scrittura e montaggio dei film.
frana di isola farnese: isolamento del borgo e blocchi degli accessi
Secondo quanto riportato, Isola Farnese è stata colpita due volte da eventi franosi nel gennaio scorso. Gli episodi hanno sbriciolato il costone su cui sorge il Castello Farnese, interrompendo per quattro mesi ogni possibile via d’accesso al borgo e lasciando la popolazione isolata.
La condizione descritta configura una crisi profonda: sociale, economica e sanitaria. Nel periodo di maggiore difficoltà, Brass sottolinea che persino i bambini sono stati privati della scuola, perché ogni necessità quotidiana era costretta a concentrarsi su un unico passaggio.
scalinata di 141 gradini come percorso obbligato
Brass evidenzia che durante la crisi l’unica via percorribile era una scalinata di 141 gradini. Il tragitto risultava accessibile soltanto attraverso la proprietà privata del Castello, con conseguenze rilevanti per categorie fragili: anziani, persone con disabilità, donne in attesa e chiunque versi in condizioni di vulnerabilità.
Le difficoltà non si limitano al periodo iniziale. Il problema continua a presentarsi anche dopo mesi, con la persistenza di ostacoli agli spostamenti.
chiusure automatiche con meteo giallo e sensori di allarme
La lettera richiama anche il funzionamento della soluzione provvisoria: l’arteria principale, riaperta in via temporanea, viene indicata come nuovamente e sistematicamente chiusa in automatico ogni volta che scatta un’allerta meteo di livello giallo o l’attivarsi dei sensori d’allarme. In questo scenario, anche un semplice temporale di passaggio riporterebbe il borgo allo stato di isolamento.
In tali condizioni, la scalinata di 141 gradini rimane l’unico percorso disponibile, rendendo gli spostamenti ancora più difficili per via delle temperature elevate e del caldo estivo, che rendono il tragitto descritto “impervio” e complesso.
richiesta di una soluzione definitiva per la messa in sicurezza
Arrivando al punto centrale della richiesta, Tinto Brass chiede al Presidente Mattarella una soluzione urgente e definitiva per la messa in sicurezza della strada necessaria agli spostamenti da Isola Farnese.
Il regista lega la questione a diritti fondamentali: il diritto a curarsi, la possibilità di muoversi liberamente, il mantenimento dei legami con gli affetti, oltre alla possibilità di continuare lavoro, studio e anche la fede religiosa.
sicurezza come libertà e dignità, non come chiusura
Nel testo emerge una richiesta di impostazione diversa rispetto alla sola gestione del rischio tramite blocchi. Brass sostiene che la vera sicurezza non nasca da transenne e chiusure, ma da lungimiranza, da responsabilità e dall’azione di chi governa il bene comune. L’obiettivo indicato è proteggere i cittadini restituendo loro la strada, la libertà e la dignità, evitando di ridurre la tutela a un rinvio o a un confinamento.
figure citate nella lettera
- Sergio Mattarella
- Tinto Brass
- Caterina


