Lefebvriani: chi sono e perché hanno creato un scisma

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Lefebvriani: chi sono e perché hanno creato un scisma

Un nuovo passaggio che riaccende le tensioni interne alla Chiesa cattolica: 720 sacerdoti, circa 700 chiese e quasi mezzo milione di fedeli in tutto il mondo si ritrovano oggi al centro di uno strappo che richiama, a distanza di decenni, lo scenario di uno scisma già conosciuto. A Ecône, in Svizzera, la nomina dei nuovi vescovi avviene secondo una linea legata alla liturgia tradizionale del Messale del 1962 e a una formazione sacerdotale precedente al Concilio Vaticano II, ignorando l’appello attribuito a Papa Leone XIV a evitare un’ulteriore frattura. Protagonisti di questo momento sono i lefebvriani, appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, presente in cinque continenti.

fraternità sacerdotale san pio x: dimensioni, presenza mondiale e obiettivi liturgici

La Fraternità, nata e sviluppatasi con un’impostazione legata alla tradizione liturgica preconciliare, oggi raggiunge un’articolazione numerica ampia: circa 733 sacerdoti, 2 vescovi, 145 fratelli professi, 250 suore oblate, 268 seminaristi e circa mezzo milione di fedeli. L’identità del gruppo si collega alla volontà di preservare la messa secondo il Messale del 1962 e di mantenere un percorso formativo anteriore al Concilio Vaticano II.

Nell’attuale configurazione, la Fraternità descrive la propria linea come orientata alla continuità con i continuatori della Chiesa preconciliare. In questo quadro, risulta anche una posizione di opposizione all’ecumenismo e al dialogo interreligioso, elementi richiamati nella dinamica di contrapposizione con le riforme.

ecône e nuove nomine episcopali: il rischio di uno strappo ulteriore

Le nomine dei vescovi avvengono ad Ecône, in Svizzera. La scelta si colloca in un contesto in cui viene segnalato un invito a non procedere verso un nuovo scisma, collegato all’appello attribuito a Papa Leone XIV. Sul piano temporale, l’episodio viene interpretato come un altro strappo a distanza di 38 anni da un episodio precedente.

messale del 1962 e formazione preconciliare come baricentro della controversia

La questione centrale riguarda il mantenimento della liturgia tradizionale e della formazione sacerdotale precedente al Concilio Vaticano II. Questi riferimenti diventano il perno attorno a cui si sviluppa la contrapposizione, che oggi si manifesta anche nella procedura di nomina dei vescovi.

origini della fratermità san pio x: fondazione e deterioramento del rapporto con la santa sede

La Fraternità nasce a Friburgo il 1° novembre 1970 per volontà di monsignor Marcel Lefebvre. La struttura prende forma come società di vita comune senza voti e viene descritta come risposta alle richieste di alcuni giovani che chiedevano una formazione sacerdotale tradizionale.

Tra gli anni ’70 e gli anni ’80 il rapporto con la Santa Sede evolve in senso negativo. Il punto di rottura definitivo arriva nel 1988.

1988: consacrazione di quattro vescovi senza mandato pontificio

Nel 1988 monsignor Lefebvre, figura indicata come grande oppositore del Concilio Vaticano II, decide di consacrare quattro nuovi vescovi senza il mandato pontificio. La scelta viene messa in parallelo con la situazione descritta oggi.

i quattro vescovi consacrati nel 1988

Le persone citate nella decisione del 1988 sono Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta. Vengono indicati come oppositori del Concilio Vaticano II e delle sue riforme, inclusi i temi legati all’ecumenismo, all’apertura ai laici e alla messa in latino sostituita nelle lingue nazionali e popolari.

scomunica e sviluppo della frattura dopo le decisioni del 1988

La decisione di Lefebvre viene segnalata come passata alla storia, a cui Papa san Giovanni Paolo II risponde con la scomunica. Successivamente, monsignor Lefebvre muore nel 1991. Nel frattempo la Fraternità prosegue la propria attività.

riconciliazioni e tentativi di riavvicinamento: il percorso nel tempo

Nel 2007 Papa Benedetto XVI tenta un passo di riconciliazione. L’azione viene collegata alla liberalizzazione della messa tradizionale latina tramite il motu proprio Summorum pontificum. Nel 2009 vengono inoltre rimosse le scomuniche contro i quattro vescovi della Fraternità.

In parallelo emerge un caso internazionale: viene riportato che Williamson, oggi deceduto, sarebbe stato anche un negazionista dell’Olocausto, evento che alimenta critiche verso papa Ratzinger per la decisione assunta.

ecclesia dei e mancata ricomposizione dello scisma

Nonostante il lavoro della Pontificia commissione “Ecclesia Dei”, incaricata di riportare i lefebvriani nella piena comunione con Roma, il periodo del pontificato di Benedetto XVI non porta a una ricomposizione dello scisma.

2019: soppressione di ecclesia dei e passaggio al dicastero della dottrina della fede

La Fraternità rimane a lungo in una condizione descritta come limbo. Nel 2019, prendendo atto della situazione, papa Francesco sopprime “Ecclesia Dei” e trasferisce il dossier al Dicastero della dottrina della Fede (indicato come ex Sant’Uffizio).

Nel quadro della propria visione, viene riportata anche una citazione attribuita a Lefebvre: l’opera non sarebbe nata con l’intento di contestare o opporsi, ma per una necessità di vigilare sulla buona formazione del sacerdote.

direzione della fraternità e leadership attuale

Dopo la morte di Lefebvre, la Fraternità viene a lungo guidata dall’episcopo svizzero Bernard Fellay. Nel testo è indicato anche Giovanni Paolo insieme alla guida, richiamando uno dei quattro sacerdoti ordinati vescovi da Lefebvre.

Nel 11 luglio 2018, durante il IV Capitolo generale, viene nominato nuovo superiore il presbitero italiano Davide Pagliarani.

personalità citate

Marcel Lefebvre, Papa Leone XIV, Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson, Alfonso de Galarreta, Papa san Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI, Papa Francesco, Davide Pagliarani, Richard Williamson.

Chi sono i seguaci ultratradizionalisti di Lefebvre: contrari all’ecumenismo, al dialogo interreligioso e scomunicati da Giovanni Paolo II

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