Ucraina, crosetto: la russia perde 30mila uomini al mese tra morti e feriti

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Ucraina, crosetto: la russia perde 30mila uomini al mese tra morti e feriti

La prospettiva di un tavolo negoziale torna al centro del dibattito sulla guerra in Ucraina, con posizioni nette che intrecciano analisi del conflitto, tempi di possibile svolta e ipotesi di mediazione. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenendo a margine della festa della Verità, collega la capacità dell’Europa a un passaggio diplomatico ritenuto necessario, mentre sul versante russo Serghei Lavrov ridimensiona le aspettative riposte in un ruolo occidentale come mediatore.

guido crosetto: posizione europea e necessità di negoziato

Guido Crosetto sostiene che, per assumere un ruolo comparabile a quello dell’Europa, serva una figura dotata del peso politico di 27 nazioni e l’apertura di un tavolo di trattativa. Secondo la lettura del ministro, le soluzioni delle guerre risultano sempre diplomatiche, con l’idea che l’esito del conflitto non equivalga a una vittoria netta per una delle parti.

i costi del conflitto e i tempi per le aree del donbass

Crosetto ricorda che all’inizio del conflitto “qualcuno pensava” che la Russia potesse ottenere risultati in una settimana, mentre oggi la situazione avrebbe un costo giudicato elevatissimo. Il ministro parla di una Russia che “paga un prezzo spaventoso” e indica numeri relativi a oltre 30mila morti e feriti russi ogni mese, con un picco stimato intorno a 36mila tra morti e feriti russi a marzo.

Con questi ritmi, il titolare della Difesa afferma che per conquistare ciò che resta delle province contese del Donbass sarebbero necessari più di 12 anni. In parallelo, la proiezione associata al costo umano porterebbe a oltre due milioni di morti russi, rendendo, nella sua impostazione, indispensabile un passaggio negoziale.

crosetto sulla pace: tavolo, condizioni e scelta del mediatore

Per Crosetto la conclusione del percorso richiede “prima o poi” un tavolo di pace. In un’indicazione rivolta all’Europa, il ministro afferma di voler vedere un confronto con Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, lasciando che siano le due parti a scegliere “l’europeo” da coinvolgere: “Non mi interessa se sia francese, tedesco, italiano. Scegliete uno”.

Interpellato sull’ipotesi di un ruolo da mediatore per Mario Draghi, Crosetto afferma che, se la scelta fosse gradita alle parti interessate, non risulterebbero ostacoli da parte dell’Italia.

la lettura russa: impossibilità della conquista e spazio per una pace possibile

Il ministro sintetizza il punto di arrivo della sua linea sostenendo che la Russia avrebbe compreso di non poter conquistare l’Ucraina. Allo stesso tempo, secondo Crosetto, sarebbe stata riconosciuta l’eccessiva entità del sacrificio richiesto dal proseguimento del conflitto. In quest’ottica, “si arriva a un tavolo” e si creano le condizioni per una pace ritenuta possibile e in grado di accontentare entrambi.

serghei lavrov: obiettivi del conflitto e sfiducia verso l’ovest come mediatore

Nelle stesse ore, Serghei Lavrov, citato dall’agenzia Interfax, afferma che la Russia sarebbe concentrata sul raggiungimento degli obiettivi nel conflitto in Ucraina. Sul tema della mediazione, Lavrov dichiara che le speranze nell’Occidente come mediatore onesto siano fallite da tempo.

usa e alleati: distanza dal ruolo di mediazione imparziale

Lavrov sostiene che non sarebbe necessario prendere sul serio l’ipotesi di un intervento occidentale come mediatore. Nella sua ricostruzione, anche gli Stati Uniti si starebbero allontanando dal rivendicare il ruolo di mediatore imparziale, seguendo invece la linea di rafforzare la pressione sanzionatoria sulla Russia. Il capo della diplomazia di Mosca ribadisce la stessa impostazione, collegando l’evoluzione delle politiche statunitensi a una direzione centrata sulla pressione.

alaska 2025: la lunga durata della pace viene “dimenticata”

Quanto al vertice in Alaska tra Trump e Putin (Ferragosto 2025), Lavrov afferma che la dichiarazione di Trump secondo cui servirebbe una “pace di lunga durata” invece di una tregua di due anni sarebbe stata “dimenticata”.

Il ministro degli Esteri russo aggiunge inoltre che non intende neppure insinuare che l’Alaska, come le azioni europee, fosse pensata per guadagnare tempo per il riarmo del regime di Kiev. La conclusione formulata da Lavrov è che è andata come è andata.

personaggi citati

  • Guido Crosetto
  • Vladimir Putin
  • Volodymyr Zelensky
  • Mario Draghi
  • Serghei Lavrov
  • Donald Trump

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