Bambini palestinesi presi di mira genocidio le nuove accuse della commissione d inchiesta onu
Due mesi dopo il cessate il fuoco a Gaza, il 10 dicembre 2025, un ragazzo di 16 anni del campo di Jabalia viene ucciso da colpi d’arma da fuoco. Successivamente, un carro armato israeliano passa sopra il suo corpo mutilandolo. Il caso rientra tra quelli descritti nell’ultimo dossier della Commissione indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite, che accusa nuovamente Israele di genocidio e di crimini contro l’umanità e crimini di guerra nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.
commissione indipendente onu e accuse su genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità
Secondo gli investigatori, l’esercito israeliano avrebbe agito con bersagliamento deliberato dei bambini palestinesi. Nel documento viene evidenziato che l’uccisione e il ferimento di minori non si sono interrotte nei mesi successivi alla tregua di ottobre, ma hanno continuato a verificarsi anche dopo la sospensione delle ostilità.
infanzia cancellata: tortura, trattamenti inumani e violenza durante detenzione e arresti
Il report descrive un’analisi dettagliata dell’uso della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti nei confronti dei bambini palestinesi, includendo la violenza sessuale e quella legata a genere e sesso. Le condotte indicate riguardano soprattutto la fase di arresti di massa e la detenzione.
attacchi a infrastrutture e conseguenze su salute, nascita e sviluppo
Nel dossier viene preso in esame anche un modello di azioni che colpirebbe infrastrutture considerate essenziali per l’infanzia, come le strutture sanitarie. Il documento collega tali impatti a conseguenze a breve e lungo termine e valuta l’effetto della violenza riproduttiva sui neonati, con ricadute indicate come cattiva salute neonatale e esiti negativi del parto.
orfanotrofi, scuole e interruzione dell’istruzione
La Commissione menziona anche attacchi contro orfanotrofi e scuole. Tali eventi avrebbero causato perdita di assistenza per i bambini non accompagnati e, sul piano educativo, interruzione delle attività scolastiche con danni all’apprendimento.
condizioni di vita e mortalità infantile, traumi e disabilità
Il rapporto considera inoltre le condizioni di vita imposte a Gaza, indicate come fattori collegati a mortalità infantile. Viene associato un impatto rilevante anche sotto il profilo psicologico e fisico: gravi traumi e una vita segnata da disabilità.
conclusioni della commissione: genocidio continuato e ruolo centrale del bersagliamento dei minori
La Commissione giunge alla conclusione che le autorità e le forze di sicurezza israeliane hanno continuato a commettere il crimine di genocidio a Gaza. Tra i fattori ritenuti cruciali per l’intento genocidiario viene indicato il deliberato bersagliamento dei bambini. Nel documento viene affermato che, anche qualora “le bombe e le armi dovessero tacere”, i minori palestinesi non si riprenderebbero rapidamente, poiché distruzione della salute, dell’istruzione e dello sviluppo viene descritta come irreversibile.
La Commissione chiede quindi a Israele di cessare la commissione di violazioni e crimini che colpiscono i bambini palestinesi.
precedente studio onu sulla convenzione sul genocidio e continuità delle accuse
Già a settembre dell’anno precedente, la medesima Commissione aveva pubblicato uno studio con titolo “Analisi legale della condotta di Israele a Gaza ai sensi della Convenzione sul genocidio”. In quel lavoro veniva sostenuto che le strategie militari dell’esercito israeliano mirassero a uccidere il maggior numero possibile di palestinesi, anche mediante la distruzione della capacità riproduttiva. Da tale impianto era derivata la conclusione che Israele avesse commesso genocidio nei confronti dei palestinesi della Striscia.
risposta di Israele: rapporto definito diffamatorio e accuse respinte
Israele, da tempo critico verso l’organismo, ha definito il rapporto “diffamatorio” e una “farsa calunniosa”. In un comunicato diffuso dalla rappresentanza diplomatica di Israele all’Onu di Ginevra, viene sostenuto che l’azione della Commissione avrebbe finalità volte a isolare e diffamare Israele invece di ricercare la verità.
Il testo israeliano afferma inoltre che la Commissione userebbe accuse infondate e che nasconderebbe prove relative ad atrocità attribuite a organizzazioni terroristiche. Nello stesso comunicato si sostiene che vengano ignorati i bambini israeliani assassinati, rapiti e colpiti in azioni attribuite a Hamas, mentre Hamas impiegherebbe bambini palestinesi come scudi umani e pedine di guerra.
La rappresentanza diplomatica conclude dichiarando che la Commissione sarebbe priva di un meccanismo di verifica credibile e che Israele respinge categoricamente questa “farsa diffamatoria” e tutti gli altri rapporti della Commissione.
srinivasan muralidhar e figure citate nel dossier
Tra le voci richiamate nel testo della Commissione compare il presidente Srinivasan Muralidhar.
- Srinivasan Muralidhar
