Tumore gastroesofageo her2+ risultati positivi con tislelizumab e zanidatamab più chemioterapia
Un nuovo passo avanti per il trattamento di prima linea del carcinoma gastroesofageo Her2-positivo arriva dai risultati dello studio Herizon-Gea-01, presentati in occasione dell’Annual Meeting dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) a Chicago. La combinazione che include tislelizumab con zanidatamab e chemioterapia ha mostrato un beneficio statisticamente significativo in sopravvivenza globale, con un miglioramento di 7 mesi rispetto al braccio di controllo. Il dato si distingue per la coerenza dei risultati anche indipendentemente dallo stato Pd-l1, includendo i pazienti con Pd-l1 <1%.
combinazione tislelizumab + zanidatamab + chemioterapia: beneficio in sopravvivenza globale
I risultati dello studio di fase 3 Herizon-Gea-01, pubblicati su The New England Journal of Medicine e discussi in una presentazione orale (Rapid Oral Abstract: 4010) all’Asco, indicano che l’associazione terapeutica ha determinato un progresso rilevante negli outcome del Gea Her2-positivo avanzato/metastatico.
esito principale: os e incremento di mesi nel trattamento di prima linea
Il confronto ha valutato zanidatamab con e senza tislelizumab insieme alla chemioterapia, rispetto al braccio di controllo basato su trastuzumab più chemioterapia, come trattamento di prima linea.
Nel dettaglio, sono stati riportati:
- sopravvivenza globale (Os) mediana pari a 26,4 mesi con zanidatamab + tislelizumab + chemioterapia
- Os mediana di 24,4 mesi con zanidatamab + chemioterapia
- Os mediana di 19,2 mesi nel braccio di controllo
L’aumento della Os si traduce in un vantaggio complessivo di 7 mesi per il regime che include tislelizumab.
pfs, dor e miglioramenti clinicamente rilevanti in entrambi i bracci con zanidatamab
Lo studio ha evidenziato un miglioramento statisticamente significativo anche della sopravvivenza libera da progressione (Pfs) in entrambi i bracci contenenti zanidatamab, con una Pfs mediana di 12,4 mesi.
La durata della risposta (DoR) mediana è risultata:
- 20,7 mesi con zanidatamab + tislelizumab + chemioterapia
- 14,3 mesi con zanidatamab + chemioterapia
- 8,3 mesi nel braccio di controllo
beneficio indipendente da pd-l1: risultati coerenti nei sottogruppi
Nel corso della presentazione all’Asco sono emersi benefici svincolati dallo stato Pd-l1. I vantaggi osservati sono stati riportati nei pazienti Pd-l1 positivi e Pd-l1 negativi rispetto al braccio di controllo, mantenendo coerenza tra le valutazioni di tumor area positivity (Tap) e combined positive score (Cps).
pfs e os a 18 e 24 mesi per tap pd-l1
Nei pazienti con:
- Pd-l1 Tap <1%, la Pfs a 18 mesi è risultata 50,3% e la Os a 24 mesi 63,7% con tislelizumab
- Pd-l1 Tap ≥1%, la Pfs a 18 mesi è risultata 42,6% e la Os a 24 mesi 53,5% con tislelizumab
os mediana nei pazienti pd-l1 tap <1% e tap ≥1%
Per quanto riguarda l’Os mediana:
- nei pazienti Pd-l1 negativi (Tap <1%) è risultata 29,7 mesi con l’aggiunta di tislelizumab rispetto a 15,8 mesi nel braccio di controllo
- nei pazienti Pd-l1 positivi (Tap ≥1%) è risultata 26,4 mesi con tislelizumab rispetto a 21,2 mesi nel braccio di controllo
I risultati sono risultati coerenti attraverso diversi metodi di valutazione del Pd-l1.
m-pfs in tap pd-l1: vantaggio sia sotto che sopra la soglia
La mPfs riportata nei pazienti con:
- Tap <1% è stata 18,5 mesi con zanidatamab + tislelizumab + chemioterapia contro 7,9 mesi nel braccio di controllo
- Tap ≥1% è stata 11,3 mesi contro 8,3 mesi nel braccio di controllo
contesto clinico: adenocarcinoma gastroesofageo, her2 e ruolo dei farmaci
L’adenocarcinoma gastroesofageo comprende i tumori dello stomaco, della giunzione gastroesofagea e dell’esofago. È indicato come il quinto tumore più comune a livello mondiale e circa il 20% dei pazienti presenta malattia Her2+.
La prognosi complessiva è descritta come sfavorevole, con un tasso globale di sopravvivenza a 5 anni inferiore al 30% per il tumore gastrico e pari a circa 19% per il Gea.
Dal punto di vista biologico:
- zanidatamab è un anticorpo bispecifico diretto contro Her2, che si lega a due siti extracellulari del recettore e contribuisce a ridurne l’espressione sulla superficie delle cellule tumorali
- tislelizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato anti-Pd-1 (IgG4), progettato per legarsi con elevata affinità e specificità a Pd-1, minimizzando il legame con i recettori Fc-gamma sui macrofagi e supportando il riconoscimento e il contrasto delle cellule tumorali da parte del sistema immunitario
safety e aspetti regolatori: diarrea e avanzamenti di approvazione
I dati di sicurezza per il braccio zanidatamab + tislelizumab + chemioterapia sono stati descritti come generalmente coerenti con gli effetti attesi dell’anti-Her2 e dell’immunoterapia, senza identificare nuovi segnali di sicurezza.
evento avverso più frequente di grado ≥3: diarrea
La diarrea è risultata l’evento avverso correlato al trattamento più comune di grado ≥3:
- 24,5% con zanidatamab + tislelizumab + chemioterapia
- 20,0% con zanidatamab + chemioterapia
- 12,9% con trastuzumab + chemioterapia
La durata mediana del trattamento è risultata più lunga nel braccio tripletto, pari a 43,1 settimane, rispetto a 31,0 settimane con zanidatamab + chemioterapia e a 30,0 settimane nel braccio di controllo. Durante il primo ciclo è stata introdotta una profilassi antidiarroica obbligatoria e i tassi di interruzione dovuti a diarrea correlata al farmaco sono risultati relativamente bassi, rispettivamente 4,1%, 1,3% e 0% dei pazienti. La maggioranza degli episodi di diarrea si è concentrata nelle fasi iniziali dello studio.
fda e nmpa: accettazione di sBla e priority review
Nel fronte regolatorio, l’Fda ha accettato una supplemental Biologics License Application (sBla) per tislelizumab e ha concesso una priority review. Anche la Nmpa cinese ha accettato le sBla per zanidatamab e per tislelizumab nel trattamento di prima linea del Gea Her2+ avanzato/metastatico. BeOne detiene i diritti per zanidatamab in Asia (con esclusione di India e Giappone), Australia e Nuova Zelanda e intende collaborare con le autorità dei mercati indicati per accelerare le sottomissioni regolatorie.
voci cliniche e mediche: commenti sui risultati
All’interno delle comunicazioni legate ai risultati dello studio, è stato evidenziato che i dati pubblicati e presentati all’Asco offrono nuove informazioni sul regime tislelizumab aggiunto a zanidatamab più chemioterapia, con miglioramenti osservati anche indipendentemente da Pd-l1 <1%. È stata inoltre sottolineata la rilevanza dei risultati nel dimostrare un beneficio sostenuto e statisticamente significativo in sopravvivenza globale, con una Os mediana superiore a 26 mesi.
Persone citate:
- Filippo Pietrantonio
- Mark Lanasa