41% rischio di peggioramento dello scompenso

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41% rischio di peggioramento dello scompenso

Durante il congresso Heart Failure 2026 della European Society of Cardiology, svoltosi a Barcellona, Bayer ha presentato nuovi risultati di analisi collegati allo studio di fase 3 ATTRibute-Cm. Al centro dell’intervento è acoramidis nella cardiomiopatia amiloide da transtiretina (Attr-Cm), con particolare attenzione al significato prognostico del peggioramento dello scompenso cardiaco in regime ambulatoriale e al potenziale beneficio rispetto al placebo.

acoramdidis e Attr-Cm: peggioramento ambulatoriale dello scompenso e rischio di outcome

Un’analisi esplorativa post-hoc dello studio ATTRibute-Cm ha valutato il legame tra il peggioramento dello scompenso cardiaco in ambito ambulatoriale e la successiva evoluzione clinica nei pazienti con Attr-Cm, oltre alla possibile efficacia di acoramidis. I dati hanno indicato che il peggioramento ambulatoriale dello scompenso è associato a un aumento del rischio di molteplici outcome clinici avversi fino a 30 mesi.

Tra gli eventi considerati figurano mortalità per tutte le cause, mortalità cardiovascolare e ospedalizzazione per cause cardiovascolari.

risultati su acoramidis vs placebo: riduzione del rischio e persistenza del beneficio

Nell’analisi, acoramidis è stato associato a una riduzione del 41% del rischio di peggioramento dello scompenso cardiaco in regime ambulatoriale rispetto al placebo, con valori 40,83% contro 59,41%. Il beneficio è emerso in modo precoce, raggiungendo la prima significatività statistica nominale al giorno 30.

Il risultato è stato inoltre mantenuto: dal giorno 134 fino a 30 mesi, con un andamento che ha supportato l’ipotesi di un effetto sostenuto nel tempo.

meccanismo di azione di acoramidis: stabilizzazione della ttr con impatto sulla causa della malattia

Acoramidis è una piccola molecola selettiva somministrata per via orale. Agisce come stabilizzatore della proteina transtiretina (ttr) con un livello di stabilizzazione quasi completo (≥ 90%).

Il razionale descritto collega l’effetto a una stabilizzazione del tetramero della ttr, con una modalità che mima una “mutazione protettiva” naturale del gene ttr (T119M). L’obiettivo è intervenire sul meccanismo alla base della Attr-Cm: la destabilizzazione del tetramero nativo della ttr.

Attr-Cm e quadro clinico: progressione, diagnosi tardiva e sopravvivenza

La cardiomiopatia amiloide da transtiretina (Attr-Cm) è descritta come una condizione progressiva e letale, legata all’accumulo di proteine anomale nel muscolo cardiaco. La malattia si sviluppa quando la transtiretina, una proteina tetramerica, diventa instabile per effetto di una mutazione genetica ereditaria o dei processi di invecchiamento, dissociandosi nei suoi monomeri.

I monomeri si ripiegano in modo anomalo, si aggregano e formano fibrille amiloidi che si depositano nel cuore, determinando insufficienza cardiaca. Viene inoltre riportato che spesso la diagnosi avviene in stadi avanzati, quando l’accumulo di amiloide è già presente e iniziano a comparire i primi sintomi.

Il percorso diagnostico è frequentemente ostacolato da ritardi: i pazienti con Attr-Cm incontrano in media 17 interazioni con le strutture ospedaliere nei tre anni precedenti la diagnosi. Dopo la diagnosi, in assenza di trattamento, la sopravvivenza media a cinque anni è di circa 35%. Nel testo è riportata anche una sopravvivenza media di 3–5 anni senza trattamento.

studio ATTRibute-Cm: efficacia e sicurezza di acoramidis su endpoint clinici

Lo studio clinico di fase 3 ATTRibute-Cm ha valutato efficacia e sicurezza di acoramidis, somministrato due volte al giorno, rispetto al placebo, in pazienti con Attr-Cm. Fino al mese 30, acoramidis è risultato superiore al placebo nel raggiungimento dell’endpoint composito costituito da mortalità per tutte le cause (Acm) e ospedalizzazione di origine cardiovascolare (Cvh).

Nel riassunto dei risultati emergono le seguenti riduzioni:

  • beneficio statisticamente significativo sull’endpoint primario (composito di Acm e prima Cvh), prevalentemente guidato da Cvh;
  • riduzione del 36% del rischio dell’endpoint composito di Acm o prima ospedalizzazione cardiovascolare a 30 mesi rilevata mediante modello di regressione di Cox in un’analisi post-hoc esplorativa;
  • riduzione relativa del 42% dell’endpoint combinato di Acm o Cvh ricorrente rispetto al placebo a 30 mesi;
  • riduzione relativa del 50% delle ospitalizzazioni cardiovascolari cumulative annualizzate rispetto al placebo a 30 mesi.

È indicato inoltre che acoramidis è risultato generalmente ben tollerato.

sviluppo e autorizzazioni: acoramidis tra FDA e Commissione europea

Secondo quanto riportato, acoramdidis è stato sviluppato da BridgeBio. L’approvazione negli Stati Uniti è attribuita alla Food and Drug Administration (FDA) nel 2024 e all’inizio del 2025 risulta l’autorizzazione da parte della Commissione europea.

L’indicazione citata specifica la stabilizzazione quasi completa della ttr. Per la commercializzazione, Bayer detiene i diritti esclusivi in Europa, mentre BridgeBio detiene i diritti di commercializzazione di acoramdidis negli Stati Uniti e in altre regioni.

Dal marzo 2024, Bayer e BridgeBio hanno avviato una collaborazione per acoramdidis in Europa, valorizzando esperienza e infrastrutture europee di Bayer insieme alla leadership di BridgeBio nel settore emergente dell’Attr-Cm.

affermazione aziendale di Bayer su acoramidis e dati clinici

Nel corso della comunicazione, Simona Gatti, direttore Medico di Bayer Italia, ha evidenziato che l’analisi presentata rafforza il ruolo di acoramidis nella Attr-Cm, in particolare rispetto a outcome clinici rilevanti come peggioramento dello scompenso cardiaco e ospedalizzazioni. Il messaggio aziendale ha richiamato l’impegno a portare terapie innovative e a generare dati solidi per supportare le decisioni cliniche.

personaggi e figure citate

  • Simona Gatti (direttore Medico, Bayer Italia)
Categorie: NewsSalute

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