Milano, il Pd boccia Sala sulla movida pressappochista e senza visione

• Pubblicato il • 4 min
Milano, il Pd boccia Sala sulla movida pressappochista e senza visione

Il nodo della sicurezza in città e la gestione della vita notturna torna al centro delle tensioni politiche a Milano, con nuove frizioni che investono la maggioranza e, in particolare, le proposte attribuite al sindaco Beppe Sala. Le ricette sulla movida vengono contestate dal Pd con valutazioni che richiamano mancanza di visione e un impatto negativo proprio sul tema che si vorrebbe affrontare.

Il contesto è segnato anche da un logoramento che, secondo le ricostruzioni riportate, si alimenta nel tempo: dalla questione legata ai rapporti con Israele fino alle scelte amministrative più recenti. In questa fase, il dibattito si concentra su una delibera presentata in Consiglio comunale, accompagnata da misure con limitazioni stringenti per bar, attività e aree specifiche della città.

delibera movida a milano: nuove restrizioni su orari e aree

In Consiglio comunale la giunta porta una delibera che interviene sulle regole della movida, riprendendo in parte misure già adottate lo scorso anno e aggiungendo ulteriori strette. L’impianto complessivo prevede una calendarizzazione che incide sugli esercizi commerciali e sugli spazi all’aperto, con l’obiettivo dichiarato di contenere criticità legate alla frequentazione serale e notturna.

orari limitati per vendita alcolici, asporto e dehors

Tra le indicazioni principali, fino a novembre il Comune individua 12 quartieri nei quali negozi e distributori automatici non potranno vendere alcolici dalle 22 alle 6. Per bar ed esercizi con servizio da asporto, viene stabilito l’obbligo di fermare l’asporto alle mezzanotte. Anche i dehors vengono interessati: potranno restare aperti fino all’1, mentre nel week end fino alle 2, con l’esigenza riportata di ridurre il livello di rumore e il prolungamento della socialità all’aperto.

zona lazzaretto-melzo: restrizioni più severe su cibo e bevande

Per l’area Lazzaretto-Melzo le limitazioni risultano ancora più rigide. Una delle misure più evidenziate riguarda il divieto di asporto dalle 22 in poi di cibi e bevande, alcoliche e non, estendendo il vincolo a tutte le attività presenti nell’area interessata.

critiche pd: metodo contestato e misure ritenute eccessive

Le reazioni più dure si concentrano sulle motivazioni che portano all’adozione della delibera. Le osservazioni, attribuite a Michele Albani, consigliere comunale dem e presidente della commissione Sicurezza, Coesione sociale e Vita notturna, si sviluppano su due piani: questioni di metodo e questioni di merito.

metodo: ordinanza con zone aggiunte senza osservazioni

Secondo Albani, l’ordinanza entrerebbe in vigore in un fine settimana con zone non presenti nell’avvio del procedimento, quindi non oggetto di osservazioni da parte delle categorie interessate. L’aggiunta, nella ricostruzione riportata, viene definita come una modifica intervenuta in un momento successivo, con conseguente scarsa possibilità di confronto.

merito: lazzaretto-melzo oltre quanto necessario

Nel merito, la critica riguarda l’ampiezza delle restrizioni previste nella zona Lazzaretto-Melzo. Viene sostenuto che il divieto di asporto di qualsiasi alimento e bevanda dalle 22, insieme alla chiusura obbligatoria dei plateatici a mezzanotte, colpisca in modo indiscriminato attività ritenute non collegate ai fenomeni che si intende contrastare.

dehors: strumenti di presidio dello spazio pubblico

Ulteriori censure riguardano i dehors. Nella prospettiva espressa, i dehors non verrebbero considerati come un problema, ma come strumenti di presidio dello spazio pubblico, in grado di mantenere ordinati e frequentati contesti urbani. Da qui discenderebbe, sempre secondo Albani, una conseguenza sulla sicurezza descritta come riduzione del presidio informale: con la chiusura anticipata, le strade si svuoterebbero più presto e diminuirebbero gli elementi di controllo spontaneo del territorio.

sicurezza e movida: giudizio generale di Albani sulla gestione

Oltre al provvedimento specifico, il giudizio complessivo del consigliere dem è fortemente critico. Il punto centrale è la qualificazione della gestione come priva di una strategia strutturata: si parla, infatti, di pressappochismo e dell’incapacità di affrontare con serietà la gestione della vita notturna della città. Viene richiamata l’idea di rincorse emergenziali e dell’assenza di un’organizzazione organica, con il risultato che il peso delle decisioni graverebbe ogni volta sulle stesse categorie.

scenario politico a milano: consenso, prossime elezioni e temi sensibili

Il dibattito sulla movida e sulla sicurezza si intreccia con la dimensione politica legata alle prossime elezioni. Milano andrà al voto l’anno prossimo e, pur partendo il centrosinistra da una posizione di vantaggio, viene indicato che la parte finale del mandato rischia di diventare particolarmente contestata. In questa cornice, i temi ritenuti sensibili per i giovani vengono associati a più passaggi: dall’ambientalismo al tema della casa, fino alle inchieste che avrebbero coinvolto manager del Comune e messo in discussione il cosiddetto “modello Milano”.

All’interno dello stesso elenco di criticità viene collocato anche il posizionamento nei confronti di Israele e, in continuità, il caso movida legato alla sicurezza. Sul piano delle candidature, viene citata una possibile sfida tra Pierfrancesco Majorino e Luigi Calabresi.

Figure menzionate nel contesto:

  • Beppe Sala
  • Michele Albani
  • Pierfrancesco Majorino
  • Luigi Calabresi
Nuova stretta sulla movida, a Milano anche il Pd impallina Sala: “Pressappochista e senza visione”
Categorie: PoliticaCronaca

Per te