Governo decreti sull ai piantedosi supporto alla polizia senza rischio grande fratello
Il Consiglio dei ministri ha dato via libera a due decreti legislativi dedicati all’intelligenza artificiale, con un’attenzione specifica al suo impiego anche nelle attività delle forze di polizia. Nel commentare la decisione, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito il perimetro entro cui l’AI può essere utilizzata, escludendo l’adozione di scenari automatizzati e sottolineando che ogni passaggio mantiene un ruolo centrale per le decisioni umane e per le garanzie previste.
intelligenza artificiale e forze di polizia: via libera ai decreti
Il provvedimento approvato dal Cdm riguarda due decreti legislativi in materia di intelligenza artificiale, destinati a definire regole e modalità d’impiego anche nel contesto della sicurezza. Il ministro ha evidenziato che l’uso dell’AI non mira a creare un sistema indistinto e generalizzato, ma a introdurre strumenti che possano supportare l’azione degli operatori.
no a banche dati biometriche generalizzate dal web
Un punto qualificante riguarda l’esclusione di un utilizzo collegato all’idea di un “controllo totalizzante”. Piantedosi ha chiarito che non è previsto alcun impiego configurabile come Grande Fratello generalizzato, poiché risulta vietato l’utilizzo di banche dati biometriche ottenute tramite raccolta massiva e generalizzata di dati dal web, non mirata. L’assetto normativo indicato dal ministro pone quindi l’accento su un perimetro d’uso non esteso indiscriminatamente.
supporto operativo, decisioni umane e regole stringenti
Nel dettagliare l’impostazione dei decreti, il ministro ha affermato che l’intelligenza artificiale rappresenta un supporto e non un “poliziotto automatizzato”. Il principio centrale indicato è che le decisioni restano umane, inserite dentro un quadro di controlli e responsabilità che continua a gravare sugli organi competenti.
finalità di polizia: identificazione biometrica solo in casi eccezionali
Per l’identificazione biometrica in tempo reale a finalità di polizia, il ministro ha richiamato la presenza di regole stringenti. L’uso in tempo reale, secondo quanto riportato, è ammesso solo in casi eccezionali. La possibilità può riguardare anche situazioni in cui l’intervento avviene prima della commissione di reati, in presenza di specifiche condizioni.
condizioni per l’uso in tempo reale
Piantedosi ha indicato che l’impiego può avvenire nei casi di pericolo e di minacce gravi specifiche, richiamando esempi come finalità di terrorismo o altri reati di particolare allarme sociale. Ulteriori ipotesi menzionate riguardano la ricerca di persone scomparse e di vittime di tratta, oltre a fattispecie connesse a sequestro e sfruttamento sessuale.
richiesta del questore, autorizzazione giudiziaria e controlli sui diritti
Le modalità operative descritte dal ministro prevedono un passaggio amministrativo e uno giudiziario. L’uso dell’AI in questi contesti, secondo le indicazioni fornite, richiede la richiesta del questore, vale a dire dell’autorità di pubblica sicurezza. Tale richiesta deve essere indirizzata al procuratore della Repubblica e quindi necessita di una autorizzazione da parte dell’autorità giudiziaria.
valutazioni d’impatto e notifica al garante della privacy
Nel quadro delineato, prima dell’impiego sono previsti strumenti di garanzia: sono indicate valutazioni di impatto sui diritti fondamentali prima dell’uso dell’intelligenza artificiale. È inoltre prevista la presenza di meccanismi di notifica al garante della privacy circa le condizioni di utilizzo.
innovazione come strumento di supporto in ambienti controllati
Il ministro ha collegato i decreti alla possibilità di rendere disponibili tecnologie avanzate alle funzioni di polizia, mantenendo però un’impostazione orientata alla tutela dei diritti e al controllo umano. Sono previsti elementi di informazione specifica per gli operatori di polizia e anche la facoltà di sperimentare nuove soluzioni di intelligenza artificiale.
sperimentazioni in ambienti protetti e ad alto rischio
Nel perimetro indicato, le sperimentazioni possono avvenire in ambienti protetti, in particolare ad alto rischio e in ambienti controllati. L’obiettivo è fornire strumenti che migliorino l’attività dell’operatore, senza sostituire la componente decisionale umana.
principi di proporzionalità, revisione e sorveglianza umana qualificata
Il ministro ha rimarcato che l’intelligenza artificiale, nel quadro previsto, è uno strumento innovativo di supporto dell’operatore di polizia e non un sostituto delle decisioni umane. L’impostazione descritta include la necessità di considerare ogni utilizzo come proporzionato, sottoposto a revisione e a sorveglianza umana qualificata. È stato inoltre richiamato il rispetto delle regole sulla protezione dei dati personali, con particolare riferimento ai dati sensibili.
Personaggi citati:
- Matteo Piantedosi