Allevamento crudele e gabbie: la proposta di legge sostenuta lucarelli ed essere animali
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La sigla DOP in etichetta è spesso percepita come un sinonimo di garanzia, soprattutto quando riguarda prodotti di origine animale come salumi e affettati. Nel caso in cui il disciplinare non preveda un divieto specifico, però, la provenienza può includere allevamenti in cui gli animali trascorrono parte o l’intera vita in gabbia. A riportare la questione sono le iniziative di documentazione e denuncia dell’associazione Essere Animali, che nelle scorse settimane ha diffuso materiali relativi a una struttura di allevamento in provincia di Treviso.
denominazione dop e allevamenti in gabbia: cosa emerge dai video
Il 28 maggio Essere Animali, in collaborazione con Selvaggia Lucarelli, ha diffuso video inediti consegnati all’associazione da un ex dipendente dell’azienda. Nei filmati venivano documentate gravi violenze nei confronti degli animali, con responsabilità attribuite all’allevatore e ad altri operai. Le immagini riportate riguardano anche mutilazioni dolorose per i suinetti maschi, la presenza di centinaia di cuccioli senza vita nelle gabbie parto e l’utilizzo massiccio di farmaci.
Nei video vengono segnalate inoltre decine di carcasse abbandonate all’esterno dell’allevamento e l’adozione di gabbie parto fatiscenti e descritte come pericolose per gli animali. I materiali avrebbero raggiunto milioni di persone, suscitando indignazione per le condizioni dell’impianto.
documentazione successiva: normalità delle criticità e condizioni sanitarie
Il 5 giugno, Essere Animali ha pubblicato ulteriori filmati inediti raccolti a maggio dello stesso anno, presentati come conferma della persistenza di problematiche già descritte. Anche in questa seconda fase, le immagini riportate dall’associazione riguardano centinaia di cuccioli morti nelle gabbie, con segnalazioni di carcasse abbandonate all’esterno della struttura.
La documentazione indica anche scaffali e frigoriferi ricolmi di farmaci, collegati al trattamento di infezioni batteriche, insieme a problemi respiratori e infestazioni parassitarie. Un ulteriore elemento evidenziato è la presenza diffusa di topi in tutte le aree dell’allevamento, fino a essere segnalati anche nelle mangiatoie.
Attraverso questa attività, l’associazione dichiara di voler denunciare sia irregolarità e maltrattamenti, sia una crudeltà ancora legale in Italia: l’allevamento in gabbia. Secondo i numeri riportati, nel Paese sarebbero coinvolte circa 600mila scrofe, insieme a 17 milioni di galline ovaiole, 13 milioni di conigli, 1,5 milioni di vitelli e 8 milioni di quaglie.
proposta di legge per il divieto delle gabbie: campagna e sostegni
Per affrontare la pratica dell’allevamento in gabbia, il 12 marzo Essere Animali avrebbe depositato una proposta di legge d’iniziativa popolare con l’obiettivo di introdurre il divieto dell’utilizzo di gabbie per tutte le specie allevate. L’iniziativa viene collegata anche alle indicazioni dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che avrebbe chiarito come questi sistemi impediscano comportamenti considerati fondamentali, come camminare, girarsi, esplorare l’ambiente e socializzare, con conseguenti sofferenze per gli animali.
La proposta di legge rientra nella campagna Gabbie Vuote. Il supporto riportato supera le 42mila persone che avrebbero firmato sulla pagina dedicata del Ministero della Giustizia. La campagna includerebbe anche personalità come Selvaggia Lucarelli, la cheffe Chiara Pavan, la fumettista Zuzu e il maratoneta ex atleta olimpionico Riccardo Bugari.
iniziative europee e mancato avanzamento promesso
Nel 2021 la Commissione Europea avrebbe accolto l’Iniziativa dei Cittadini Europei “End the Cage Age”, firmata da oltre 1,4 milioni di cittadini e sostenuta da più di 170 organizzazioni, tra cui Essere Animali. Secondo quanto riportato, la Commissione si sarebbe impegnata a presentare entro il 2023 una proposta per l’eliminazione graduale dell’allevamento in gabbia. La promessa viene descritta come non mantenuta, con riferimento alle aspettative di milioni di persone.
precedenti in europa e orientamento dell’opinione pubblica in italia
La situazione sarebbe già cambiata in diversi Paesi europei, dove avrebbero trovato spazio divieti o forti limitazioni all’uso delle gabbie negli allevamenti intensivi. Nel testo viene sostenuta la necessità di un analogo intervento anche in Italia, richiamando i dati dell’ultimo Eurobarometro, secondo cui oltre 9 italiani su 10 risulterebbero favorevoli a un divieto.
personalità e sostenitori citati
- Selvaggia Lucarelli
- Chiara Pavan
- Zuzu
- Riccardo Bugari


