Sanzioni ai coloni israeliani: colpito anche smotrich paesi
Sei Paesi hanno avviato una risposta sanzionatoria coordinata contro persone e organizzazioni collegate agli insediamenti israeliani illegali nei Territori Occupati. La decisione è stata motivata dal raggiungimento di un livello record dell’espansione delle colonie e dal conseguente incremento delle violenze contro la popolazione palestinese.
sei Paesi annunciano sanzioni per espansione delle colonie e violenze
Regno Unito, Australia, Canada, Francia, Nuova Zelanda e Norvegia hanno comunicato un’azione congiunta volta a colpire individui e gruppi coinvolti nelle dinamiche legate agli insediamenti. La misura trova fondamento nell’esigenza di reagire a un’espansione indicata come senza precedenti e accompagnata da un aumento degli scontri e delle aggressioni contro i palestinesi.
Tra i soggetti interessati compare anche Bezalel Smotrich, indicato come ministro estremista delle Finanze tra i nominativi che subiranno le conseguenze delle sanzioni.
regno unito: stop ai flussi finanziari e contrasto dell’agire “nell’impunità”
Il Regno Unito ha spiegato che le misure mirano a interrompere i flussi finanziari che avrebbero consentito a gruppi di coloni estremisti di operare senza restrizioni, con un’azione descritta come realizzata “nell’impunità”.
La ministra degli Esteri Yvette Cooper ha inoltre collegato la violenza dei coloni e l’espansione degli insediamenti alla loro illegalità e alla capacità di compromettere la soluzione dei due Stati, con effetti negativi su pace e sicurezza nel lungo periodo per palestinesi e israeliani.
organizzazioni e individui indicati tra i soggetti colpiti
Le sanzioni riguardano varie organizzazioni, tra cui The Farms Association, Ahavat Gilad, Artzenu e Shivat Zion Lerigvey Admata, oltre a diversi individui menzionati tra i beneficiari delle conseguenze previste dalla decisione congiunta.
reazione di israele: misure “vergognose” e tentativo di imporre una linea politica
Il governo israeliano ha risposto con una nota del Ministero degli Esteri in cui le misure vengono definite “vergognose”. Secondo Tel Aviv, l’iniziativa costituirebbe un tentativo di imporre una posizione politica sul conflitto israelo-palestinese e sul diritto degli ebrei a vivere nella Terra d’Israele, descritto come un tema “mascherato” dietro una narrazione centrata sulla lotta alla violenza.
Nel quadro delle contestazioni, il governo israeliano ha inoltre accusato i Paesi coinvolti di alimentare l’antisemitismo attraverso politiche anti-israeliane e di ignorare, a suo avviso, quelle che sarebbero le vere cause della violenza. Tra gli elementi citati da Tel Aviv compare in particolare il controverso sistema di sussidi dell’Autorità nazionale palestinese, destinati a detenuti e familiari di persone coinvolte in attacchi contro Israele.
esortazione del regno unito e richieste a tel aviv su colonie e responsabili
Oltre alle misure sanzionatorie, Londra ha rivolto al governo israeliano un invito a fermarsi l’espansione delle colonie, a contrastare le violenze e a perseguire i responsabili. È stato indicato anche che potrebbero essere adottate ulteriori misure nel caso in cui non si registrassero cambiamenti.
francia: divieto d’ingresso per smotrich e ulteriori figure legate alle organizzazioni dei coloni
Anche la Francia si è allineata alle posizioni di Regno Unito e altri Paesi. Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha annunciato il divieto d’ingresso nel Paese per Smotrich, dichiarato persona non grata. La misura riguarda anche quattro leader di organizzazioni di coloni e 21 coloni descritti come “violenti”.
persone e ruoli citati tra i soggetti coinvolti
Tra i nominativi menzionati nelle comunicazioni, rientra in modo esplicito:
- Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze
- Yvette Cooper, ministra degli Esteri del Regno Unito
- Jean-Noël Barrot, ministro degli Esteri della Francia
