Mondiali: interrogato tutta la notte e poi messo in cella, il sogno che non ha mollato

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Mondiali: interrogato tutta la notte e poi messo in cella, il sogno che non ha mollato

Una carriera costruita tra direttori di gara, riconoscimenti e una possibilità concreta di partecipare ai Mondiali si è infranta davanti a un confine. Omar Abdulkadir Artan, arbitro somalo selezionato per i Mondiali di calcio di questa estate, non potrà prendere parte al torneo dopo il rifiuto d’ingresso negli Stati Uniti al suo arrivo a Miami, su un volo proveniente da Istanbul. La vicenda è stata raccontata nei dettagli tramite il New York Times e collegata al clima di intolleranza segnalato in più occasioni nel corso di questa competizione, tra visti negati e perquisizioni alle squadre nazionali.

omar abdulkadir artan, il diniego all’ingresso a miami e la notte di interrogatorio

Artan ha descritto, al telefono con il New York Times, la convinzione di arrivare negli Stati Uniti con tutto in regola. “Avevo i documenti e tutto il resto in regola”, ha dichiarato, spiegando che una volta sbarcato sarebbe stato condotto in una piccola stanza dell’aeroporto. Qui, secondo il suo racconto, è iniziata una lunga fase di interrogatorio durata per tutta la notte.

Il direttore di gara ha riferito di avere trascorso undici ore in domande rivolte a chiarire il motivo del viaggio negli Stati Uniti e anche aspetti legati alla politica somala. Nel corso della verifica, Artan ha affermato di avere mostrato i documenti della Fifa e alcune foto che documentavano la sua esperienza e la carriera come arbitro.

dal trasferimento in cella al rientro a mogadiscio senza partecipare ai mondiali

Dopo l’interrogatorio, Artan ha raccontato che il percorso è proseguito con un passaggio ulteriore, ancora più complesso. L’arbitro ha riferito di essere stato trasferito in una cella di detenzione, dove sarebbe rimasto per altre ore prima di essere imbarcato su un volo di ritorno verso Istanbul e successivamente rientrare a Mogadiscio.

La delusione espressa al New York Times è stata netta: “Sono molto, molto deluso. Sono semplicemente un arbitro che cerca di vivere il suo sogno, il più grande sogno della mia vita, venire ai Mondiali”.

selezione fifa e mancata partecipazione, il contesto dei requisiti di accesso

Artan avrebbe potuto diventare il primo arbitro somalo a dirigere una partita dei Mondiali. Nel 2025 era stato nominato miglior arbitro maschile dell’Africa e dalla Confederazione Africana di Calcio era stato scelto per partecipare al torneo.

In seguito al respingimento negli Stati Uniti, la Fifa avrebbe confermato l’esclusione del direttore di gara dalla competizione. Secondo quanto dichiarato da Artan, non sarebbe stato informato del motivo preciso per cui gli è stato negato l’ingresso nel Paese.

motivi indicati dalle autorità statunitensi e verifica delle informazioni

La spiegazione ufficiale fornita dalle autorità statunitensi viene descritta come generica. Un portavoce della dogana e protezione delle frontiere, citato dalla CNN, avrebbe riferito che Artan sarebbe stato sottoposto a un controllo aggiuntivo: una procedura presentata come di routine per verificare le informazioni o stabilire l’ammissibilità del viaggiatore.

Al termine dell’ispezione, secondo quanto riportato, Artan sarebbe stato ritenuto inammissibilea causa di problemi di verifica”. Nel commentare la situazione, Artan ha aggiunto: “Penso che abbiano un problema con il mio paese”.

restrizioni di viaggio, protesta della somalia e posizione della fifa

Il caso viene collegato al fatto che la Somalia rientra tra i Paesi colpiti dalle restrizioni di viaggio introdotte nell’ambito della stretta sull’immigrazione dell’amministrazione Trump. La vicenda ha provocato la protesta del governo somalo, che ha chiesto spiegazioni agli Stati Uniti e alla Fifa.

Dal canto suo, la Fifa ha ribadito che non avrebbe competenza diretta sulle procedure migratorie del Paese ospitante. Un portavoce ha dichiarato che la FIFAnon è coinvolta nei processi di immigrazione del Paese ospitante, comprese le procedure di rilascio dei visti”, e che sarebbe stata informata dalle autorità competenti che lo status del signor Artan non subirà modifiche al momento.

persone coinvolte nella vicenda

  • omar abdulkadir artan
  • fifa
  • confederazione africana di calcio
  • new york times
  • cnn
  • governo somalo
  • autorità statunitensi (dogana e protezione delle frontiere)
“Mi hanno interrogato per tutta la notte e poi messo in cella. I Mondiali erano il mio sogno”: il racconto dell’arbitro somalo Artan, sbattuto fuori dagli Usa

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