Sostenibilità e ponti confindustria Italia leader della circolarità serve una politica industriale
La spinta verso un’economia circolare più matura e strutturata si intreccia con la necessità di decisioni industriali capaci di tradursi in impatti concreti. A Roma, durante l’ottava edizione della Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare, Lara Ponti ha evidenziato un passaggio di fase: dal consolidamento delle competenze tecniche verso una politica industriale sostenibile in grado di sostenere la leadership del Paese nel contesto europeo.
economia circolare e leadership industriale: il punto di Lara Ponti
Secondo Lara Ponti, l’Italia ha già realizzato progressi significativi nell’economia circolare, posizionandosi tra i Paesi europei più avanzati sulla circolarità industriale. Le imprese hanno effettuato investimenti rilevanti e diversi indicatori mostrano performance superiori rispetto alla media dell’Unione europea.
Il quadro complessivo, però, richiede un’evoluzione: servirebbe un salto da una gestione prevalentemente tecnica a una visione strategica di politica industriale, con obiettivi chiari per mantenere la competitività e la leadership.
quadro normativo: regole certe e capacità di attuazione
Tra i nodi prioritari, Ponti indica il tema del quadro normativo. È necessaria una regolazione chiara e stabile, affiancata da una capacità concreta di attuazione. In Italia, secondo la vicepresidente di Confindustria, la piena operatività delle misure resta un aspetto decisivo.
La richiesta è rivolta a strategie realmente funzionali allo sviluppo dell’economia circolare: l’obiettivo è rendere le regole effettive, evitando che restino solo sulla carta.
domanda green: pubblica amministrazione e incentivi per la circolarità
Un secondo elemento riguarda il rafforzamento della domanda di prodotti e servizi sostenibili. In questo contesto, il settore pubblico viene descritto come un possibile volano di mercato, capace di orientare investimenti e scelte produttive.
Nel dettaglio, vengono proposti due strumenti: nei bandi e appalti pubblici dovrebbero essere previste modalità per premiare le imprese che investono in circolarità; inoltre sarebbero necessari incentivi fiscali capaci di sostenere la trasformazione in corso.
innovazione e sperimentazione: ridurre i tempi burocratici
Un altro passaggio centrale riguarda il ruolo di innovazione e sperimentazione. L’economia circolare viene presentata come una frontiera industriale avanzata, che richiede condizioni per testare, innovare e anche correggere rapidamente gli approcci.
Il punto critico segnalato da Ponti è l’incompatibilità tra sperimentazione e tempi burocratici troppo lunghi. Anche i vincoli pensati per impianti già a regime vengono indicati come elementi che possono limitare la capacità di procedere con progetti in fase iniziale.
visione e realizzazione: ecosistema favorevole agli investimenti
Le conclusioni convergono sulla necessità di creare un ecosistema in grado di rendere sostenuti gli investimenti. Serve una visione chiara su dove il Paese intende arrivare, insieme a una altrettanto chiara capacità di realizzazione degli obiettivi.