Caro carburanti taglio accise allungato: cosa cambia per benzina e diesel

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Caro carburanti taglio accise allungato: cosa cambia per benzina e diesel

Il costo dei carburanti resta al centro delle misure per contenere l’impatto del caro petrolio legato al conflitto contro l’Iran. Il quadro degli interventi prevede una nuova proroga del taglio delle accise fino al 3 luglio, con indicazioni precise sugli sconti applicati alla benzina e al gasolio. Il sostegno economico complessivo del quarto ciclo di interventi arriva da risorse finanziate tramite extra-gettito Iva generato dai rincari.

proroga del taglio delle accise fino al 3 luglio

Un decreto ministeriale pubblicato in Gazzetta ufficiale stabilisce la continuità del provvedimento, lasciando invariato lo sconto previsto sulla benzina. La misura prolunga quindi l’effetto delle riduzioni fino al 3 luglio, mantenendo una linea già definita nel precedente ciclo di interventi.

La norma conferma 5 centesimi di sconto sulla benzina e riduce ulteriormente lo sconto sul gasolio portandolo a 5 centesimi.

finanziamento del quarto round per il caro petrolio

Il quarto round di iniziative pensate per rispondere al caro petrolio causato dalla guerra contro l’Iran è sostenuto da 149,4 milioni di euro di extra-gettito Iva. La cifra deriva dall’andamento dei prezzi, connesso ai rincari che hanno alimentato le entrate Iva.

nuove misure per famiglie e imprese e vincoli europei

Secondo quanto emerge, in una seconda fase il governo potrebbe attivare misure mirate per famiglie e imprese. L’impostazione seguirebbe la nuova flessibilità Ue legata all’energia, che libererebbe risorse fino al 2028.

Le risorse complessive indicate ammontano a circa 14 mld di euro nel periodo fino al 2028, con la possibilità di spendere quasi 7 mld già nell’anno corrente.

paletti sui destinatari e divieti sui fossili

La prospettiva di impiego delle risorse include vincoli specifici: i finanziamenti sarebbero destinati soltanto a interventi collegati alla sostenibilità e alla resilienza energetica. Resta esclusa la possibilità di usare tali misure per includere interventi sui fossili, quindi non per rifinanziare eventuali nuovi tagli delle accise.

procedura Ue sui conti e impatto sul disavanzo

In aggiunta ai limiti operativi, viene segnalato un aspetto contabile legato alla procedura Ue sui conti. Se l’Italia non dovesse uscire da tale percorso, le spese verrebbero contabilizzate nel disavanzo.

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