Maldive, direttore mare: montefalcone bravissima, crociera per studenti già organizzata

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Maldive, direttore mare: montefalcone bravissima, crociera per studenti già organizzata

L’incidente avvenuto nelle acque delle Maldive ha coinvolto una docente dell’Università di Genova, la figlia e altri membri dell’equipe di immersione impegnata nello studio degli ecosistemi tropicali. Le parole del professore Paolo Galli dell’Università Bicocca ricostruiscono contesto, contatti scientifici e regole operative che caratterizzano da anni il centro MaRhe (Marine Research and Higher Education) sull’isola di Magoodhoo, nell’atollo di Faafu.

maRhe alle maldive e ricerca sugli ecosistemi tropicali

Il centro MaRhe, diretto dal professore Paolo Galli, rappresenta una struttura di ricerca e alta formazione aperta nel 2009 alle Maldive. La sede è sull’isola di Magoodhoo, nell’atollo di Faafu, luogo descritto come una roccaforte per lo studio degli ecosistemi tropicali e della barriera corallina.

Secondo quanto riportato, la realtà ospita centinaia di studenti e ricercatori ogni anno, con arrivi da tutto il mondo. L’attività comprende anche l’osservazione di ambienti meno conosciuti, come le grotte subacquee, considerate aree che richiedono specifiche competenze e studi dedicati.

paolo galli: contatti con monica montefalcone e programma di attività

Il professore Paolo Galli racconta un legame scientifico con la professoressa Monica Montefalcone, docente che non risulta presente alle Maldive. I due accademici, entrambi esperti dei reef maldiviani, erano comunque in contatto, anche in relazione a iniziative formative.

Galli afferma che Montefalcone aveva tenuto una lezione alla Bicocca. Proprio in quei giorni era stata avviata l’organizzazione di una crociera alle Maldive con studenti prevista per settembre, progetto che non avrebbe avuto seguito dopo l’incidente.

incidente alle maldive: ipotesi, profondità e fattori meteo

Il professore descrive l’evento come una situazione assurda e impossibile da commentare con precisione prima che le indagini chiariscano cosa sia andato storto. Nel frattempo emerge l’idea che le condizioni meteorologiche non siano verosimilmente la causa principale, perché l’evento avrebbe avuto conseguenze a cinquanta metri di profondità.

Galli precisa che, sebbene possano esistere correnti, queste sono un elemento presente anche in condizioni normali. Inoltre, il suo lavoro con gli studenti non prevede immersioni a tali profondità e non include l’esplorazione in grotta, indicata come attività ritenuta troppo pericolosa per i partecipanti e legata a brevetti specifici.

La descrizione riguarda anche la dimensione scientifica dell’ambiente: le Maldive vengono definite uniche e le grotte sono considerate realtà ancora poco conosciute, da studiare con attenzione. Nella fonte viene citato che, sebbene quasi tutti i coralli preferiscano la luce, esistono coralli capaci di vivere al buio; per questo, secondo Galli, i sub italiani deceduti potrebbero essere stati in quelle aree per cercare tali organismi.

recupero dei corpi e continuità dell’attività scientifica

La speranza espressa riguarda la possibilità di recuperare tutti i corpi in un’area descritta come piena di squali. Nella fonte viene segnalato che la tragedia avviene nell’anno in cui l’Ambasciata italiana a Malé festeggia il sessantesimo anniversario, e che lo stesso stato insulare registra un record di vittime in un’immersione.

Nonostante il dramma, viene ribadita l’intenzione di non interrompere l’attività: Paolo Galli assicura che il centro non mollerà e che ripartirà per le Maldive nei giorni seguenti, con un’accoglienza annuale di studenti provenienti da diverse aree del mondo.

sicurezza, regole operative e gestione dei gruppi

Il direttore di MaRhe indica che il centro può accogliere fino a quaranta studenti alla volta. La gestione delle attività, secondo la fonte, sarebbe basata su procedure consolidate: dal 2009 sarebbero arrivati molti partecipanti e l’assetto organizzativo viene descritto come in ordine, con attrezzatura revisionata e particolare aderenza alle norme.

Tra le misure citate, non sono consentite immersioni al buio. Prima della partenza viene effettuata una visita dal medico del lavoro e, per i partecipanti, viene richiesto non il visto turistico ma quello di lavoro. In aggiunta, la fonte menziona la visione di un video sulla sicurezza, con una sottolineatura sul fatto che, rispetto ad altri mari, il Mediterraneo viene descritto come più “gentile”, pur restando fondamentale la sicurezza anche durante le attività subacquee.

persone coinvolte nell’incidente alle maldive

  • Giorgia Sommacal
  • Muriel Oddenino
  • Federico Gualtieri
  • Gianluca Benedetti
  • Monica Montefalcone
  • Paolo Galli
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