Cellule staminali e calo di 38 chili: come costantino vitagliano ha raccontato la sua battaglia contro la malattia
Costantino Vitagliano è tornato a parlare delle proprie condizioni di salute a La Volta Buona, il programma di Rai 1 condotto da Caterina Balivo. Durante l’intervista ha raccontato come una rara malattia autoimmune abbia inciso in modo profondo sul suo corpo e sul suo quotidiano, portandolo a perdere rapidamente peso. Al centro del racconto anche la transizione dalle cure ospedaliere basate sul cortisone verso una nuova terapia con cellule staminali, pensata per contrastare gli effetti collaterali che avevano bloccato l’appetito.
costantino vitagliano e la terapia con cellule staminali
Vitagliano ha spiegato che, prima di presentarsi in studio, si è portato dietro una siringa di cellule staminali, indicandola come un supporto importante nel suo percorso. Nel racconto ha sottolineato come il trattamento sia stato pensato per sostituire il cortisone, assunto per un periodo lungo: ha richiamato la necessità di una terapia antinfiammatoria e ha descritto il suo impatto sullo stomaco, legato anche a una chiusura dell’appetito.
Nel dettaglio, ha collegato la fase ospedaliera a una cura intensiva e agli esami necessari, poi al cambiamento arrivato dopo l’intervento terapeutico. Ha riferito che, nella fase successiva alla terapia, per un periodo di 40 giorni ha avuto una perdita di peso molto consistente, quantificata in circa 38 kg.
dal cortisone all’effetto sul peso
Il passaggio terapeutico è stato descritto come decisivo anche per gli effetti collaterali. Vitagliano ha associato il cortisone a una condizione in cui l’appetito veniva meno, affermando che il cortisone non consente di mangiare e che, nel suo caso, rappresentava l’unico antinfiammatorio in grado di rallentare il problema autoimmune. Proprio l’impostazione delle cure e le conseguenze sullo stomaco hanno, secondo quanto riportato, contribuito alla perdita rapida di peso.
lo shock del ritorno a casa dopo le dimissioni
Un momento centrale dell’intervista riguarda il confronto con la propria immagine una volta tornato a casa. Vitagliano ha raccontato che, osservandosi allo specchio dopo le dimissioni, ha avvertito una sorpresa netta: ha descritto la sensazione di trovarsi davanti a una persona diversa, sottolineando come l’esperienza in ospedale fosse stata diversa per via dell’assenza di uno specchio e del modo in cui il tempo veniva scandito tra visite, terapie ed esami.
Ha anche spiegato il motivo per cui i vestiti non gli calzavano più come in precedenza: l’esigenza era legata a una forma corporea mutata e alla necessità di riempire i capi con strati aggiuntivi per riuscire a indossarli. La trasformazione veniva richiamata non solo dal punto di vista fisico, ma anche dalla dimensione mentale legata al rientro nella quotidianità.
l’assenza di specchio e la percezione del cambiamento
Vitagliano ha specificato che, durante la permanenza in ospedale, la visione di sé era più limitata rispetto a quella domestica: si guardava principalmente il viso, mentre l’attenzione mentale era spostata su altro. Con il rientro a casa, invece, lo specchio ha reso immediato il confronto con la nuova immagine, fino alla reazione riportata: “Oh, e quello chi è?”
la ripresa dopo la terapia e il ritorno in palestra
Il recupero ha avuto un punto di partenza preciso: l’interruzione del cortisone. Vitagliano ha indicato che la nuova terapia, oltre a sostituire il farmaco, ha inciso anche sui ritmi personali, in particolare sul sonno. Ha descritto come la fase in cui non riusciva a dormire avesse un impatto diretto sulla fame, rendendo complicata la ripartenza dell’alimentazione.
Nel racconto ha aggiunto che le passeggiate aiutano nel processo, ma per riprendere la massa muscolare diventa necessario mangiare e allenarsi in modo coerente. A partire da circa tre mesi, ha riferito di aver ripreso l’attività in palestra grazie al supporto di persone vicine, citando anche il ruolo di Elia come contributo concreto in quella fase.
recupero del peso e della massa muscolare
Vitagliano ha precisato di non poter garantire un ritorno immediato alle condizioni precedenti, ma ha affermato che, con l’impostazione attuale e l’alimentazione ripresa, è riuscito a recuperare una parte rilevante del peso, quantificata in 30 kg. Ha inoltre ribadito la ripartenza del comportamento alimentare come passaggio fondamentale.
forma fisica attuale e battuta finale
La conversazione si è chiusa con una battuta di Vitagliano sulla propria forma fisica. Ha ricordato di aver partecipato a una pubblicità in cui si trovava a petto nudo, dichiarando di avere messo in evidenza la presenza della pancetta. Il commento di Caterina Balivo, che ha richiamato la normalità della situazione a 50 anni, ha ricevuto una risposta di Vitagliano orientata al confronto con il passato: la differenza con l’abitudine ad avere gli addominali.
riequilibrio tra aspettative e realtà
La battuta finale ha rafforzato il filo conduttore dell’intervista: il cambiamento fisico e mentale legato alla malattia e alle terapie, fino alla ricomposizione graduale della forma. La presenza di pancetta viene così riportata come effetto del percorso in atto, con un riferimento chiaro allo stile fisico precedente.


