Zurigo morti sospette in cardiochirurgia indagine penale aperta

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Zurigo morti sospette in cardiochirurgia indagine penale aperta

Quattro pm con competenze mediche si stanno concentrando su un caso delicato legato a morti sospette nel reparto di cardiochirurgia dell’Ospedale Universitario di Zurigo. La Procura del Cantone ha avviato un’indagine penale: al momento non risultano persone indagate. L’attività investigativa prende avvio da elementi documentali e da una ricostruzione che mette al centro possibili criticità cliniche, organizzative e legate all’impiego di un dispositivo innovativo.

indagine penale sulle morti sospette in cardiochirurgia a zurigo

La Procura del Cantone di Zurigo ha reso noto di aver avviato un procedimento investigativo relativo a decessi avvenuti nel reparto di cardiochirurgia dell’Ospedale Universitario. Il fascicolo risulta aperto e le autorità elvetiche hanno indicato che sono state presentate tre denunce. Al momento le ipotesi di reato formulate riguardano omicidio colposo, lesioni personali colpose gravi e falsificazione di documenti. Le ricerche sono condotte a carico di ignoti, secondo quanto comunicato dagli uffici competenti.

dossier universitario: eccesso di mortalità 2016-2020

La vicenda penale trae origine da un dossier di 216 pagine commissionato dall’Università di Zurigo a un gruppo di esperti indipendenti. Nel documento si parla di un eccesso di mortalità quantificato in 68-74 decessi nel reparto di cardiochirurgia nel periodo 2016-2020. Il dossier riporta anche un dettaglio specifico: undici decessi classificati come “inattesi” su 307 esaminati.

dispositivo innovativo e ipotesi di uso improprio

Tra gli aspetti evidenziati nella ricostruzione rientra l’utilizzo di un presidio medico innovativo impiegato per trattare disturbi legati alle valvole cardiache. Il dispositivo viene descritto come prodotto da una società in cui il professor Francesco Maisano avrebbe ricoperto in passato il ruolo di chief medical officer. Secondo quanto riportato, tale presidio non viene più utilizzato.

Nel quadro delle verifiche in corso, l’ipotesi al vaglio della Procura è che il dispositivo possa essere stato utilizzato quando non era necessario, elemento che collega la dimensione clinica alle possibili responsabilità oggetto di accertamento.

whistleblower e segnalazioni sulla gestione del reparto

La causa si è sviluppata anche a partire da denunce reiterate provenienti da uno whistleblower. Il dottor citato è Andre Plass, che all’epoca delle segnalazioni lavorava presso l’ospedale universitario, mentre oggi non lavora più nell’istituzione.

mea culpa dell’ospedale e passaggio degli atti alla procura

L’Ospedale Universitario aveva espresso un mea culpa, rivolto soprattutto a pazienti e famiglie. Nella ricostruzione comunicata, l’ospedale aveva però indicato la presenza di criticità legate alla gestione del reparto. In particolare, era stato annunciato il trasferimento degli atti all’autorità cantonale.

Secondo quanto riferito, le cause degli incidenti sarebbero state ricondotte principalmente a una nomina affrettata dell’allora primario del reparto di cardiochirurgia nel 2015, associata a una mancanza di capacità di leadership e a conflitti di interesse preesistenti. Nel quadro della valutazione, rientrerebbe anche una gestione inadeguata del reparto stesso.

pm specializzati e consulenze tecniche per le valutazioni mediche

La Procura ha comunicato che, oltre al lavoro dei pm specializzati in materia sanitaria e degli investigatori, intende avvalersi della consulenza di esperti del settore. L’obiettivo è sostenere l’analisi dei fatti con competenze specifiche, in un procedimento che include verifiche di natura clinica e documentale.

francesco maisano: risposta formale alle accuse

Nel periodo dei fatti, la guida del reparto di cardiochirurgia era attribuita al professor Francesco Maisano, oggi attivo al San Raffaele di Milano. Dopo l’avvio delle contestazioni, il professor Maisano non avrebbe parlato direttamente con il cronista, ma avrebbe risposto con un comunicato scritto respingendo ogni addebito.

Secondo quanto riportato nel comunicato, Maisano afferma di essere stato chiamato a Zurigo nel 2014 come primario, per un contesto che richiedeva un profilo scientifico internazionale. Nel testo vengono descritte difficoltà iniziali riconducibili a resistenze culturali e istituzionali, con riferimento a un ambiente svizzero-tedesco che, secondo la ricostruzione fornita, non avrebbe accettato il ruolo di primario da parte di un clinico italiano.

La risposta include anche una contestazione al contenuto del rapporto: il dossier, nella versione riportata, smentirebbe le accuse sostenendo che la sovra-mortalità sarebbe attribuibile a interventi chirurgici convenzionali (a cuore aperto), e non a procedure innovative descritte come arrivate al cuore attraverso le arterie. Nel comunicato viene inoltre indicata la non attribuzione al Cardioband e alle tecniche transcatetere, citando le procedure Tavi.

figure citate nel contesto dell’indagine

Le persone menzionate nel quadro del procedimento e delle relative segnalazioni includono:

  • Francesco Maisano
  • Andre Plass
Zurigo, morti sospette dei pazienti di cardiochirurgia: la Procura indaga per omicidio colposo, lesioni e falsificazione di documenti

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