Infermieri anni presenza essenziale celebrazione di bernini

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Infermieri  anni presenza essenziale celebrazione di bernini

La Giornata internazionale dell’infermiere torna a mettere al centro il valore della professione con un messaggio che unisce visione formativa e significato umano. In occasione delle celebrazioni in corso presso l’Auditorium Antonianum di Roma, il ministro dell’Università e della Ricerca ha inviato un videomessaggio alla presidente della Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche (Fnopi), sottolineando come un secolo di sapere infermieristico rappresenti una presenza continua, essenziale per la sicurezza delle persone.

Anna Maria Bernini: infermiere come soglia tra tecnica e ascolto

Nel videomessaggio inviato da Anna Maria Bernini, il focus principale è sul ruolo dell’infermiere nel rapporto con chi riceve cure. L’infermiere viene descritto come “la soglia”, un punto di equilibrio tra tecnica e ascolto. La missione viene collegata alla differenza tra essere semplicemente curati e sentirsi davvero al sicuro, richiamando l’idea che la professionalità si manifesti in un modo di stare accanto alle persone.

Bernini evidenzia inoltre la natura relazionale della medicina, definendo l’infermieristica come una funzione capace di tradurre la complessità della scienza in qualcosa che un paziente possa capire, sentire e dunque affrontare. In questo quadro, l’assistenza è presentata non come semplice risposta clinica, ma come orientamento nei momenti più fragili della vita.

responsabilità professionale e riconoscimento

La responsabilità dell’infermiere viene indicata come in crescita: diventa più nitida, più forte e maggiormente riconosciuta. Il messaggio richiama l’importanza del contributo professionale nel sostenere la continuità delle cure e nel dare forma a percorsi che tengano insieme competenze e dimensione umana.

nuove lauree magistrali specialistiche e autonomia dell’infermieristica

Un passaggio centrale riguarda le nuove lauree magistrali specialistiche. Secondo quanto espresso dal ministro, tali percorsi hanno ampliato l’infermieristica con l’obiettivo di dare più competenze, più autonomia e maggiore capacità di incidere concretamente nei percorsi di cura.

Il modello formativo viene collegato a una dimensione ampia di applicazione: dal sostegno in famiglia fino all’emergenza, passando per specializzazioni avanzate. In quest’impostazione, la costruzione del sistema mira a non inseguire soltanto i bisogni, ma a anticiparli, trasformando il sapere in risposte operative.

sapere che si trasforma in risposte

Il messaggio descrive il sapere non come un accumulo statico, bensì come una risorsa che si trasforma in soluzioni. La sanità viene inoltre misurata non soltanto tramite elementi strutturali come posti letto o nuove tecnologie, ma attraverso la presenza, intesa come qualità dell’accompagnamento e come capacità di sostenere la persona lungo il percorso assistenziale.

cent’anni di sapere infermieristico: presenza e continuità

L’intervento collega il senso di cent’anni di sapere infermieristico a una continuità reale: non una semplice sequenza storica, ma una presenza che resta. La presenza dell’infermiere viene indicata come elemento decisivo nel distinguere tra solitudine della persona e un funzionamento concreto del sistema.

La chiusura del videomessaggio richiama un punto preciso: quando “tutto vacilla”, emerge sempre qualcuno capace di restare. In tale prospettiva, il messaggio attribuisce agli infermieri un ruolo determinante, legato a professionalità e a un’umanità che viene descritta come non insegnabile e non improvvisabile.

ospiti e figure citate nel messaggio

Nel videomessaggio risultano richiamate specifiche figure istituzionali legate al settore infermieristico e alla guida della federazione di riferimento:

  • Anna Maria Bernini
  • Barbara Mangiacavalli
Categorie: Salute

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