Fine vita: costa fi chiede una legge e no al caos normativo, boccia pd verso il voto in aula
Il confronto politico sul fine vita torna al centro dell’agenda istituzionale con una richiesta precisa: sbloccare il disegno di legge sul suicidio assistito fermo nelle commissioni e riportarlo in discussione in Aula. Le posizioni emerse delineano un braccio di ferro tra la necessità di superare il vuoto legislativo e le contestazioni su come la materia verrebbe disciplinata, con riflessi diretti su procedure, competenze e ruolo del Servizio sanitario nazionale.
fine vita e vuoto legislativo: forzа italia chiede un percorso verso la legge nazionale
Secondo Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera, sul tema del fine vita esisterebbe un vuoto legislativo che non sarebbe colmabile attraverso una pluralità di norme regionali differenti. La linea indicata è quella di arrivare a una legge nazionale, tramite un iter parlamentare strutturato: voto degli emendamenti in commissione e successivo esame in Aula.
In un’intervista a Repubblica, Costa afferma che la richiesta riguarda la decisione degli azzurri, già oggetto di confronto martedì in conferenza dei capigruppo al Senato. L’obiettivo sarebbe collegato alla domanda del Partito Democratico di portare in Aula il disegno di legge sul suicidio assistito, fermo nelle commissioni Giustizia e Affari sociali dopo l’approvazione del testo base avvenuta lo scorso luglio.
iter bloccato e contestazioni: presidenza del consiglio e opposizioni
Dopo l’approvazione del testo base, l’iter viene descritto come bloccato dal veto della presidenza del Consiglio. Costa sottolinea poi che la proposta non riscuote apprezzamento neppure da parte delle opposizioni, che contestano due aspetti principali: l’esclusione del Servizio sanitario nazionale dalle procedure e l’affidamento a un comitato di nomina governativa della valutazione sulla sussistenza dei requisiti indicati dalla Consulta.
nuovo corso in forzа italia e richiesta di calendarizzazione
Nel quadro indicato come un “nuovo corso” attribuito a Marina Berlusconi, Forza Italia sostiene l’esigenza di riportare il tema all’ordine del giorno. Costa afferma che ogni partito dovrebbe rinunciare a qualcosa per arrivare a un risultato, spiegando anche l’esistenza di posizioni interne differenti: da un lato chi ritiene che non serva alcuna legge, dall’altro chi frenerebbe perché considererebbe la norma insufficiente.
Il passaggio centrale riguarda il rischio di caos normativo: una materia così delicata, secondo Costa, non può essere lasciata a una gestione frammentata. Da qui l’affermazione che non decidere significherebbe accettare la situazione, richiamando anche le leggi regionali di Toscana e Sardegna. La fonte riferisce che la legge toscana è stata giudicata legittima dalla Corte costituzionale.
pd: responsabilità politica e difesa del ruolo del servizio sanitario nazionale
La risposta alle posizioni di Forza Italia arriva da Francesco Boccia, capogruppo del Pd al Senato. Boccia sfida Forza Italia a votare insieme alle opposizioni per sbloccare il disegno di legge, presentando la questione come una responsabilità della politica rispetto a quanto richiesto dalla Corte costituzionale.
sentenza della corte costituzionale e necessità di legiferare
Nella nota attribuita a Boccia, si afferma che la politica debba rispondere alla sentenza della Corte costituzionale, che avrebbe chiesto al Parlamento di legiferare. Boccia ricostruisce poi la dinamica parlamentare: alla Camera, sostiene, il testo sarebbe stato approvato nella precedente legislatura all’unanimità, indicandone il nome come testo Bazoli. Al Senato, invece, secondo la sua ricostruzione, la maggioranza non avrebbe voluto votare quel testo.
testo considerato peggiorativo e nodo centrale delle procedure
Secondo Boccia, la discussione in commissione si sarebbe arenata attorno a un testo considerato peggiorativo rispetto al Bazoli, perché esclude il Servizio sanitario nazionale. Per il Pd questa sarebbe una questione dirimente, legata alla necessità di fornire risposte ai cittadini.
Il capogruppo Pd incalza poi su un punto operativo: sostiene che non sia più possibile lasciare senza risposte la sofferenza di persone che chiedono allo Stato indicazioni chiare. Il passaggio finale della nota collega la richiesta alla conferenza dei capigruppo di palazzo Madama: se Forza Italia intende davvero arrivare a una legge, secondo Boccia, deve sostenere la calendarizzazione in Aula del provvedimento sul fine vita, così da consentire un confronto “alla luce del sole”.
posizioni a confronto: responsabilità, responsabilità politica e richiesta di sblocco in aula
Nel quadro descritto dalla fonte, il nodo principale resta lo sblocco del disegno di legge sul suicidio assistito, con una contrapposizione tra chi ritiene necessario un percorso verso la legge nazionale e chi considera indispensabile una risposta immediata alla sentenza della Corte costituzionale. Sullo sfondo persistono le contestazioni su esclusione del Servizio sanitario nazionale e sulla valutazione dei requisiti affidata a un comitato di nomina governativa, elementi che alimentano il dissenso e rallentano l’iter.
Boccia chiude chiedendo una presa di responsabilità: a suo avviso, non sarebbe accettabile che a un anno dalla fine della legislatura si continui a rinviare il varo di una legge richiesta anche dal mondo cattolico, secondo quanto riportato nella nota, richiamando l’esigenza di riconoscere dignità a scelte dolorose.
Personaggi citati:
- Enrico Costa
- Francesco Boccia
- Marina Berlusconi
