Dolore acuto al 80% degli italiani: aumento dei disturbi muscoloscheletrici e delle malattie

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Dolore acuto al 80% degli italiani: aumento dei disturbi muscoloscheletrici e delle malattie

Il dolore acuto sta emergendo come una delle principali criticità della salute pubblica in Italia. Dati recenti evidenziano quanto il fenomeno sia diffuso e trasversale: riguarda la quotidianità, incide sulla qualità della vita e attiva un ricorso sempre maggiore a trattamenti, con effetti rilevanti anche sul piano economico e lavorativo. In questo contesto, la combinazione tra crescita dei disturbi, automedicazione e necessità di terapie più mirate rende sempre più centrale l’attenzione all’appropriatezza terapeutica.

dolore acuto in italia: 8 italiani su 10 colpiti nell’ultimo anno

Secondo l’Osservatorio YouGov, 8 italiani su 10 hanno sofferto almeno un episodio di dolore nell’ultimo anno. Le manifestazioni segnalate coprono un ampio spettro: dal dolore muscoloscheletrico al dolore dentale, dal dolore mestruale alla cefalea, fino al dolore connesso a raffreddore e influenza.

disturbi muscoloscheletrici (dms): costi elevati e crescente incidenza

All’interno di questo quadro, i disturbi muscoloscheletrici (Dms) risultano tra le cause più frequenti di dolore nella popolazione adulta. La rilevanza economica del fenomeno è ampia: il Global Health Inclusivity Index (condotto dall’Economist Impact con il contributo del gruppo Haleon) stima che ogni anno, in Italia, i Dms generino oltre 4 miliardi di euro di costi, distribuiti tra spesa sanitaria pubblica e privata, perdita di produttività, assenze, turnover e pensionamenti anticipati. Investire in prevenzione consentirebbe di risparmiare oltre 1,72 miliardi di euro l’anno in Italia.

dms e denunce inail: 71,5% nel 2024, +68% dal 2020

Dalle informazioni Inail emerge che nel 2024 il 71,5% delle denunce di malattie professionali riguarda patologie muscoloscheletriche, valore in aumento rispetto al 68% del 2020. Il dato conferma un trend crescente e collega l’evoluzione dei Dms anche a cambiamenti nell’organizzazione del lavoro.

lavoro da remoto e fattori di rischio quotidiani

Tra i fattori all’origine dei Dms viene indicata l’evoluzione delle abitudini lavorative: il numero di lavoratori da remoto è aumentato di 6,5 volte rispetto al 2019. Questo cambiamento avrebbe portato milioni di persone a utilizzare postazioni non ergonomiche, spesso improvvisate, favorendo tensioni muscolari e la comparsa di dolori cervicali e lombari.

Si aggiunge un ulteriore elemento: 1 italiano su 3 dichiara livelli elevati di stress. Inoltre, il 30% della popolazione ha più di 60 anni, fascia d’età indicata come fisiologicamente più esposta a dolore articolare e perdita di massa muscolare.

Le difficoltà muscoloscheletriche non coinvolgono più soltanto i lavori più fisicamente impegnativi. La fonte specifica che colpiscono anche artigiani, operatori sanitari e lavoratori della logistica, ma anche impiegati e persone che trascorrono molte ore al computer, comprese quelle impegnate in smart working.

prevenzione e empowerment del paziente: approccio informato e consapevole

Nel quadro delineato, la gestione del dolore viene collegata alla necessità di prevenzione e trattamento tempestivo. La fonte riporta una lettura in cui il dolore non viene considerato soltanto un sintomo, ma un fenomeno sociale, economico e lavorativo che coinvolge l’intera popolazione.

il ruolo di movimenti ripetitivi e posture scorrette

Secondo quanto indicato, movimenti ripetitivi e sovraccarichi a carico delle articolazioni contribuiscono alla diffusione dei disturbi di muscoli, tendini e articolazioni. Un ulteriore fattore richiamato è il mantenimento prolungato di posture scorrette durante la giornata lavorativa, reso più frequente dalla trasformazione dei contesti di lavoro.

La fonte descrive l’empowerment del paziente come approccio che prevede coinvolgimento attivo della persona in attività di educazione, prevenzione, esercizio e uso appropriato delle terapie disponibili.

appropratezza terapeutica e ricorso agli analgesici: crescita delle vendite

L’aumento dell’incidenza delle condizioni di dolore acuto e il conseguente ricorso all’automedicazione rendono centrale il tema dell’appropriatezza terapeutica. In un Paese in cui l’uso degli antinfiammatori Fans è molto diffuso e spesso rappresenta la prima risposta immediata al dolore, gli analgesici orali mostrano una crescita: tra 2019 e 2024 è stata registrata un’ulteriore disponibilità di 3 milioni di unità vendute.

innovazione farmacologica e approccio più selettivo

La fonte segnala che l’innovazione farmacologica ha reso disponibili molecole con un approccio più selettivo al trattamento del dolore, caratterizzate da profili farmacologici ottimizzati e da una risposta analgesica rapida.

Tra le opzioni indicate, il dexibuprofene viene presentato come scelta di interesse terapeutico. La disponibilità della sola componente attiva consentirebbe un’azione farmacologica con dosaggi mirati e un metabolismo meno complesso.

dexibuprofene: enantiomero s (+) e sollievo entro 30 minuti

La nota chiarisce che il dexibuprofene è l’enantiomero S (+) farmacologicamente attivo dell’ibuprofene, responsabile dell’effetto analgesico e antinfiammatorio. L’elemento evidenziato è la possibilità di ottenere un effetto efficace con dosi inferiori rispetto alla miscela racemica. La fonte indica anche un metabolismo meno complesso e l’assenza della necessità di conversione metabolica dell’enantiomero inattivo.

Dati clinici citati riguardano ambito odontoiatrico e pazienti con dismenorrea primaria. In questi contesti sarebbe presente un’insorgenza relativamente rapida dell’effetto e un sollievo significativo già entro la prima mezz’ora dopo l’assunzione.

Come per tutti i Fans, l’impiego del dexibuprofene viene descritto come soggetto a uso appropriato e personalizzato, con considerazione del profilo clinico, delle eventuali comorbilità e delle terapie concomitanti.

parole di esperti e obiettivi di gestione del dolore

La fonte riporta un messaggio legato alla necessità di colmare un bisogno insoddisfatto nella gestione del dolore: milioni di persone convivono con episodi di dolore acuto che incidono su qualità della vita, produttività e relazioni sociali. In questo scenario, viene indicato l’impegno a supportare soluzioni basate su evidenze solide e su un uso consapevole dei farmaci, ponendo l’accento su un equilibrio tra efficacia, sicurezza e attenzione alle esigenze reali delle persone.

personaggi citati

Fabrizio Gervasoni (medico fisiatra) e Antonio Limitone (Medical Affairs Lead Southern Europe Haleon).

Categorie: Salute

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