Perché gli scienziati si ribellano al piano di Trump per il controllo della ricerca

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Perché gli scienziati si ribellano al piano di Trump per il controllo della ricerca

La ricerca scientifica negli Stati Uniti entra in una fase di confronto acceso con l’amministrazione Trump. Dopo tagli ai finanziamenti per la ricerca biomedica, climatica e sanitaria, si apre un nuovo fronte: al centro dello scontro non ci sono soltanto le risorse economiche, ma anche l’autonomia con cui i progetti vengono valutati e sostenuti. A innescare l’allarme è una proposta dell’Office of Management and Budget (OMB), volta a cambiare le regole con cui vengono assegnate le sovvenzioni federali destinate alla ricerca.

proposta omb e nuove regole sulle sovvenzioni federali per la ricerca

La proposta, pubblicata alla fine di maggio dall’Office of Management and Budget, mira a modificare le procedure di assegnazione dei finanziamenti federali. L’obiettivo dichiarato riguarda il miglioramento di trasparenza, responsabilità e supervisione nell’impiego dei fondi pubblici.

Secondo la disciplina prevista, l’entrata in vigore è fissata per il primo ottobre. La novità principale riguarda il ruolo dei funzionari nominati dall’amministrazione, incaricati di svolgere una “revisione preliminare” di tutte le richieste di finanziamento. In questo passaggio, ogni progetto potrebbe essere valutato non solo sul piano scientifico, ma anche sulla sua coerenza con le priorità politiche dell’agenzia coinvolta e con il concetto di “interesse nazionale”.

valutazione scientifica e criteri legati a priorità politiche

Il punto di tensione riguarda l’impostazione della verifica preliminare. La revisione non limiterebbe l’analisi alla qualità della proposta, estendendola anche alla compatibilità con obiettivi e indirizzi politici. Per i critici, questa impostazione rischia di scavalcare il sistema di valutazione tra pari, basato su esperti indipendenti e considerato un pilastro storico della ricerca statunitense.

reazione della comunità scientifica alle modifiche proposte

La risposta della comunità scientifica è stata immediata. Secondo quanto riportato da Nature, in pochi giorni sono arrivate oltre 3.500 osservazioni alla proposta, per la maggior parte contrarie. Tra le critiche più dure emerge la posizione della Società americana di Biologia cellulare, che ha definito la riforma una “enorme minaccia per la scienza americana”.

editoriale di science e appello all’azione

Anche Holden Thorp, direttore ed editor-in-chief di Science, è intervenuto con un editoriale dai toni insoliti. Thorp ha descritto la proposta come un campanello d’allarme per il futuro della ricerca negli Stati Uniti. Nel testo, ha sollecitato università, centri di ricerca e associazioni scientifiche a presentare una risposta coordinata contro un’ingerenza politica che, secondo la sua lettura, sarebbe senza precedenti.

Nel suo appello compare un’immagine destinata a catalizzare l’attenzione: “Il semaforo rosso lampeggia, tutti ai posti di combattimento”. L’intento è spingere il dibattito verso una mobilitazione concreta mentre la proposta avanza nel percorso amministrativo.

contesto: tagli e revisione delle politiche federali per la ricerca

La proposta dell’OMB si inserisce in un momento già complesso per il sistema scientifico statunitense. Negli ultimi mesi l’amministrazione Trump ha avviato una revisione profonda delle politiche federali sulla ricerca, accompagnata da riduzioni di fondi e cancellazioni di programmi che hanno toccato settori strategici. Tra questi vengono citati la lotta contro il cancro, l’area legata all’Alzheimer e la prevenzione delle malattie infettive.

Le misure hanno già alimentato critiche da parte del mondo accademico e sanitario. La fase si colloca inoltre in un periodo caratterizzato dalla diffusione del morbillo in diversi Stati americani e dal monitoraggio dell’influenza aviaria.

due visioni contrapposte sul ruolo del controllo politico

Il confronto attorno alle nuove regole ruota attorno a interpretazioni differenti. Per i sostenitori della riforma, il controllo politico introdurrebbe una allocazione più efficace delle risorse pubbliche e garantirebbe una maggiore coerenza con gli obiettivi nazionali.

Per una parte rilevante della comunità scientifica, invece, l’effetto temuto è che i finanziamenti vengano subordinati a criteri ideologici o politici. In questa prospettiva, la libertà della ricerca risulterebbe compromessa e con essa la capacità degli Stati Uniti di mantenere una leadership scientifica mondiale. Il risultato è uno scontro destinato a continuare nei prossimi mesi e potenzialmente in grado di ridefinire il rapporto tra politica e scienza.

figure citate nella controversia sulle regole di finanziamento

  • Holden Thorp, direttore ed editor-in-chief di Science
  • Società americana di Biologia cellulare
“Allarme rosso per la scienza americana”, Trump mette la ricerca sotto controllo politico, scienziati in rivolta

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