Attivisti italiani tra roma e milano: flotilla e le parole di delia sulle violenze e i trattamenti abominevoli

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Attivisti italiani tra roma e milano: flotilla e le parole di delia sulle violenze e i trattamenti abominevoli

Il rientro degli attivisti della Global Sumud Flotilla per Gaza dall’estero verso l’Italia ha preso forma nelle ore serali e notturne, con arrivi progressivi all’aeroporto di Roma Fiumicino e successivamente a Malpensa. Dopo lo sbarco del gruppo a Istanbul, i partecipanti hanno proseguito tramite voli charter e, all’atterraggio, hanno trovato ad attenderli familiari, amici e simpatizzanti. Le testimonianze raccolte al momento del rientro descrivono un’esperienza segnata da maltrattamenti, violenza e abusi, con riferimenti anche a pratiche riportate come estremamente traumatiche.

arrivi degli attivisti global sumud flotilla per gaza tra roma fiumicino e malpensa

Una parte degli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla per Gaza, rilasciati dalle autorità israeliane, è giunta poco dopo le 23.00 di giovedì all’aeroporto di Roma Fiumicino provenendo da Istanbul; gli ultimi partecipanti si sono invece diretti su Malpensa. Prima della ripartenza verso l’Italia, nella città turca gli attivisti erano arrivati nel tardo pomeriggio a bordo di uno dei tre voli charter della Turkish, decollati da Eilat, con tutti gli altri attivisti di vari Paesi che avevano preso parte alla Flotilla.

All’arrivo a Roma, per i 16 attivisti, ad attendere il gruppo c’era un insieme di parenti e amici con bandiere della Palestina. Dopo la mezzanotte, invece, a Malpensa sono arrivati altri due attivisti italiani.

testimonianze degli attivisti italiani: violenze, umiliazioni e abusi riportati

Le persone rientrate hanno riferito dettagli di quanto avrebbero subito durante la detenzione. Maria Elena Delia, portavoce della Global Sumud Flotilla, ha dichiarato che gli attivisti raccontano di essere stati trattati in modo definito abominevole e di avere assistito al trattamento atroce di donne, con riferimenti a pesantissime violenze e molestie sessuali. Nel resoconto rientrano anche segnalazioni sull’uso di taser e proiettili di gomma, accompagnate dall’indicazione che gli attivisti apparivano molto provati.

Secondo le dichiarazioni riportate, gli attivisti descrivono un periodo di 48 ore vissuto in un campo di concentramento, con violenze sia fisiche sia psicologiche. Il quadro testimoniale include anche la dimensione dell’umiliazione e della coercizione, con racconti relativi alle modalità con cui sarebbero stati condotti e tenuti sotto controllo.

racconti sulle condizioni di detenzione: gabbia di ferro e paura esterna

Antonella Mundu, indicata come toscana, riferisce che per essere condotti al porto sarebbero stati chiusi in una gabbia di ferro di un metro, senza visuale, mentre all’esterno sarebbero presenti cani che avrebbero abbaiato e graffiato il ferro. La stessa testimonianza sottolinea l’elemento della degradazione subita: il ritorno viene descritto come un’esperienza in cui l’uscita dalla detenzione non avrebbe significato il superamento completo della ferita emotiva.

descrizioni di violenze fisiche e controllo coercitivo

Le testimonianze riportano anche episodi di violenza diretta. Luca Poggi, di 28 anni, viene riportato con un commento sintetico in cui viene descritto il ritorno “con le ossa rotte”. Marco Montenovi, di 43 anni e di Ancona, aggiunge dettagli sul modo in cui sarebbe stato aggredito: botte in un numero indicato come “in quattro”, l’uso di fascette sulle mani con successivo distacco, e tentativi descritti come volti a far uscire la spalla. Montenovi riferisce anche che sarebbero stati messi in atto comportamenti umilianti, come l’atto di prenderlo per i capelli e alzarlo “come trofeo”.

accoglienza a roma e malpensa: parenti, amici e manifestazioni di solidarietà

Attorno agli attivisti che rientrano in Italia, viene segnalata la presenza di circa un centinaio tra simpatizzanti, amici e parenti. L’accoglienza si è svolta con slogan e applausi, in un contesto pensato per accompagnare il ritorno a casa dei partecipanti. Le modalità di arrivo e l’organizzazione delle presenze mostrano un’attenzione collettiva al rientro del gruppo, mentre le dichiarazioni raccolte mettono al centro l’impatto dell’esperienza vissuta.

figure citate nel resoconto

Maria Elena Delia, Antonella Mundu, Luca Poggi, Marco Montenovi.

Categorie: Cronaca

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