Zuckerberg vuole una sua AI per parlare con i dipendenti e gestire i licenziamenti

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Zuckerberg vuole una sua AI per parlare con i dipendenti e gestire i licenziamenti

Ev itare interazioni dirette con colleghi, capi e sottoposti può sembrare fantascienza, ma per Meta il confine tra lavoro e automazione si sta spostando in modo rapido. L’idea descritta dai media riguarda un’intelligenza artificiale modellata sulla persona stessa: una sorta di “versione” con volto tridimensionale e alto realismo in grado di comunicare e interagire in tempo reale al posto dell’interessato.

La prospettiva viene collegata al patron di Meta, Mark Zuckerberg, indicato come protagonista di un progetto incentrato su una superintelligenza personale, pensata per gestire conversazioni e scambi interni in modo artificiale, riducendo la necessità di presenza e partecipazione diretta ai flussi di lavoro.

zuckerberg e l’intelligenza artificiale personale per parlare al posto suo

Le ricostruzioni riportate da fonti giornalistiche si basano su dichiarazioni di insider e su una prima rivelazione di un quotidiano statunitense. Al centro dell’attenzione c’è un “personaggio ispirato” a Zuckerberg, con un sistema descritto come impiegato nella comunicazione con i dipendenti.

Secondo quanto riportato, il Ceo di Meta sarebbe direttamente coinvolto in formazione e collaudo dell’intelligenza artificiale animata, istruendola con discorsi, riflessioni sul futuro aziendale, indicazioni su modi di fare e sul tono da utilizzare nelle comunicazioni interne. L’obiettivo viene inquadrato dentro un lavoro più ampio per sviluppare una “superintelligenza personale”, in parallelo con la competizione tecnologica per recuperare terreno nello sviluppo dell’AI.

superintelligenza personale e ottimizzazione interna: meno conversazioni, più responsabilità

La direzione del progetto viene letta anche alla luce del quadro di ottimizzazione interna. In questo contesto rientra il licenziamento di 600 dipendenti annunciato per i Superintelligence Labs, collegato all’arrivo di Alexandr Wang come responsabile dell’intelligenza artificiale.

Le informazioni attribuite a Wang fanno riferimento a un promemoria interno in cui viene indicato che la riduzione delle dimensioni del team comporta meno conversazioni per arrivare a decisioni operative. Il cambiamento viene descritto come una redistribuzione della responsabilità: ogni singola persona avrebbe maggiore “portata” e un impatto più ampio.

In tale cornice, le conversazioni residue potrebbero avvenire tramite un’interposta personalità artificiale, con l’intelligenza artificiale impiegata per sostituire parte degli scambi e delle attività comunicative richieste dall’organizzazione del lavoro.

meta spinge sull’uso dell’AI e annuncia licenziamenti nel 2026

Parallelamente all’uso di sistemi avanzati, Meta sarebbe orientata a spingere i dipendenti a ricorrere il più possibile agli strumenti di intelligenza artificiale per svolgere il lavoro, anche in presenza di dati ritenuti poco rassicuranti. In questo scenario l’automazione non agirebbe soltanto come supporto tecnico, ma anche come mezzo per rendere più rapide le decisioni e contenere i passaggi interni.

Un ulteriore passaggio riguarda le stime sui licenziamenti: per il 2026 verrebbe prospettato un round da 15 mila tagli. In parallelo, sarebbero previsti investimenti per oltre 115 miliardi di dollari destinati all’intelligenza artificiale.

investimenti e acquisizioni collegate agli agenti AI

La spinta finanziaria si collega anche a operazioni recenti attribuite a Zuckerberg. Nel periodo considerato, sarebbero state effettuate acquisizioni: Moltbook, descritto come un social network per agenti di intelligenza artificiale che interagiscono tra loro, e la startup singaporiana Manus, indicata per il suo agent AI altamente reattivo. Le operazioni sarebbero state valutate complessivamente attorno a 2 miliardi di dollari.

meta AI: dall’espansione su facebook e whatsapp alle funzioni sanitarie

La rincorsa di Meta a queste tecnologie viene fatta risalire a circa tre anni fa. L’attenzione avrebbe riguardato il lancio di Meta AI su Facebook e WhatsApp, accompagnato da un avvio di “AI Studio” con cui gli utenti possono generare personaggi e creare versioni AI di sé stessi. Il percorso si inserisce, secondo quanto riportato, in un’espansione progressiva della presenza dell’AI nei prodotti dell’azienda.

La fase più recente include Muse Spark, una componente descritta come un piccolo modello chiuso. La funzione dichiarata è essere progettato per operare in tutti i prodotti Meta e per superare criticità riscontrate nelle performance del modello predecessore indicato come Llama.

muse spark e la percezione multimodale per informazioni sulla salute

La descrizione della piattaforma attribuisce a Muse Spark due elementi centrali. Da un lato, l’AI dovrebbe fornire risposte e contenuti raccogliendo informazioni da post condivisi dagli utenti sulle piattaforme Meta. Dall’altro, viene posto un focus specifico: le funzioni sarebbero orientate alle informazioni sanitarie.

Meta afferma che la percezione multimodale risulterebbe particolarmente preziosa in ambito sanitario. Con Muse Spark, Meta AI sarebbe in grado di supportare richieste legate alla salute con informazioni più dettagliate, anche attraverso immagini e grafici. La motivazione viene ricondotta al fatto che la salute costituisce uno dei principali motivi per cui le persone si rivolgono all’intelligenza artificiale.

personaggi coinvolti nelle ricostruzioni

Le informazioni citate includono nominativi riferiti a leadership aziendale e a figure interne collegate ai progetti menzionati:

  • Mark Zuckerberg
  • Alexandr Wang
Zuckerberg vuole una sua versione elaborata con l’AI per interagire con i dipendenti (parte dei quali saranno licenziati)

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