Padova 630 milioni per il tram con PNRR a rischio perché i treni non arrivano
La città di Padova è nel pieno di una trasformazione annunciata come decisiva, ma scandita da rallentamenti, contestazioni e interrogativi sul futuro del trasporto pubblico. Mentre la scadenza del PNRR si avvicina, il progetto tramviario più consistente finanziato dall’Europa non risulta ancora pronto, con un quadro economico rilevante e una catena di passaggi tecnici e contrattuali che ha generato attriti, dubbi e verifiche richieste da più fronti.
padova e il progetto tramviario da 530 milioni: il nodo pnrr
La nuova rete tramviaria nasce con risorse significative: 530 milioni (con altri circa 100 milioni provenienti dall’Italia). L’investimento rientra nella più grande opera europea legata al trasporto pubblico, ma viene messo sotto pressione dalla scadenza PNRR imminente. Padova, inoltre, viene inserita in una più ampia dinamica infrastrutturale che coinvolge anche altre vicende del territorio veneto.
Nel contesto cittadino emergono elementi ricorrenti: appalti rilevanti, ricorsi e un intreccio che richiama questioni di natura politica ed economica. Sullo sfondo compaiono anche riferimenti a passaggi giudiziari di vecchia data, con rimandi a contesti veneziani e a figure già associate a scenari di scandalo precedenti.
sir1 sir2 sir3: come nasce la nuova rete e perché divide
Il progetto prende forma nel 2021, quando la giunta comunale di Padova sceglie di puntare sulla nuova rete tramviaria cittadina. La linea Sir1, lunga 10,5 km, già esistente, viene affiancata dalla Sir2 con 17,5 km e dalla Sir3 per altri 5,5 km.
La decisione viene descritta come una scelta che, da un lato, promette benefici per ambiente e trasporto pubblico più pulito; dall’altro lato, viene collegata a criticità legate ai cantieri in un centro storico delicato e ai disagi accumulati per anni di lavori.
Nel 2022 arriva un finanziamento complessivo di 621 milioni, con una parte specifica destinata al tram: 530 milioni, tra cui oltre 120 milioni riservati alle sole vetture. Il dato viene ricondotto a un calcolo pro capite che viene presentato come record italiano, ottenuto dividendo per i 207mila abitanti.
scelta del sistema lohr: costi più alti e produzione bloccata
Le polemiche emergono rapidamente. Secondo le ricostruzioni di un tecnico già coinvolto in passato nei lavori della prima linea, la scelta sarebbe stata di adottare lo stesso “sistema Lohr” basato su un unico binario-guida della vecchia Sir1. La conseguenza indicata è una soluzione considerata obsoleta, con costi più elevati rispetto a alternative più moderne.
Viene inoltre sottolineato un problema di filiera: non essendo più presente un produttore in grado di realizzare quel tipo di tram, si sarebbe dovuto ricorrere a Alstom, che avrebbe acquistato e inglobato la precedente ditta francese legata al sistema Lohr. Da qui, secondo le critiche riportate, si intrecciano complicazioni tecniche e finanziarie, culminando in contestazioni sul rispetto delle condizioni previste nel contratto.
Tra le criticità sollevate compare anche la questione di un anticipo superiore ai 40 milioni versato alla società realizzatrice dei vagoni. Le contestazioni includono la percezione di un ritardo nella consegna e nell’adeguamento del cronoprogramma.
ritardi dei convogli: “treni fantasma” e difficoltà di consegna
Il rallentamento viene descritto come progressivo: dalla sede dell’azienda produttrice in Alsazia, non arrivano i mezzi attesi secondo un cronoprogramma definito. Le testimonianze richiamano un punto fermo: l’attesa, dopo tre anni e mezzo, sarebbe stata quella di veder arrivare almeno una ventina di convogli, ma lo stato dei fatti si discosterebbe da quel livello.
La situazione avrebbe alimentato preoccupazione in città. In risposta, il sindaco Giordani e i vertici di Aps avrebbero svolto una trasferta nel ottobre 2025 nello stabilimento francese per valutare lo stato dei lavori e la consegna dei mezzi.
Dopo ulteriori mesi, le informazioni disponibili in città restano incerte. Si parla di un numero ridotto di convogli pronti, con una stima che sarebbe crollata rispetto alle necessità per rispettare la scadenza PNRR. Le ricostruzioni riferiscono che, nel migliore dei casi, ne mancherebbero ancora 23 a poche settimane dalla scadenza.
Il quadro viene collegato anche alle dichiarazioni del nuovo CEO di Alstom, Martin Sion, che avrebbe definito la situazione tra le più difficili e annunciato un piano di ristrutturazione.
opposizione e timori sui tempi: “un tram in quattro anni”
Le contestazioni politiche diventano più dirette. L’opposizione attacca facendo riferimento a un ritmo di realizzazione giudicato insufficiente: in quattro anni sarebbe stato messo in campo un solo tram, circostanza che viene collegata alle dichiarazioni del sindaco rese il 25 marzo in risposta a un’interrogazione.
Nel racconto dell’opposizione viene menzionata anche la disponibilità a organizzare verifiche autonome presso lo stabilimento produttivo, poi non realizzate, con un riferimento alla scelta dell’assessore ai Trasporti, Andrea Ragona, di recarsi da solo.
Il timore principale, secondo la ricostruzione, riguarda una doppia incognita: da un lato la scadenza del PNRR, dall’altro la possibilità che le linee possano diventare pronte mentre i treni resterebbero in ritardo. Secondo la lettura critica, sarebbe complicato sostituire l’azienda in difficoltà, perché la produzione di quel tipo di tram richiederebbe un processo non paragonabile alla catena di montaggio standard, con la necessità di costruire i mezzi “a mano” uno per uno.
In parallelo, viene annunciata la presentazione di esposti alle autorità competenti da parte dell’avvocato Fabio Targa, presidente del movimento Prometeo.
risposte dell’assessore Andrea ragona: prove, consegne e interventi sulle linee
L’assessore Andrea Ragona presenta una linea più ottimista. Nella ricostruzione riportata, la preoccupazione sarebbe limitata: sulla linea 3 sarebbero già in corso prove con un convoglio, in attesa del giudizio di Ansfisa. Viene inoltre richiamato un confronto con altre città citate come non ancora servite dai tram.
Riguardo al cronoprogramma, viene indicato che sarebbe stato rinegoziato e che la produzione risulterebbe in corso. Il ritmo di consegna viene presentato come scaglionato: un tram ogni tre settimane.
Se i mezzi mancanti fossero 25, il conteggio porterebbe a 75 settimane, equivalenti a oltre un anno e mezzo. L’assessore aggiunge inoltre un elemento operativo: anche nel caso in cui i mezzi arrivassero tutti, non sarebbe chiaro dove collocarli, mantenendo comunque l’obiettivo indicato per la linea 3.
Secondo la dichiarazione riportata, la linea 3 potrebbe diventare operativa con i passeggeri entro l’anno, con l’affermazione che si stia realizzando in meno di tre anni ciò che ne avrebbe richiesti dieci.
Per la linea 2 viene fornita una previsione più lunga: non prima del 2027. La piattaforma sul lato est risulterebbe completata, mentre sul lato ovest verso Rubano sarebbe all’80%. Si parla poi della posa dei binari, descritta come un intervento affidato a 4-5 squadre capaci di posare 400-400 metri al giorno, e dell’installazione della linea elettrica tramite montaggio di pali e installazione in una notte di un chilometro di fili.
repliche del consiglio comunale: sir3 nel 2027 e manutenzioni come criticità
La replica di Eleonora Mosco, consigliere comunale e regionale della Lega, porta un’interpretazione più prudente. La previsione attribuita è che la Sir 3 possa entrare in esercizio nel 2027. Sul completamento della Sir 2 viene indicato un intervallo: 18/24 mesi prima di poterla considerare pienamente in funzione.
Viene inoltre richiamata l’assenza di riscontri precisi rispetto a richieste di dati dettagliati. Sul numero di tram già conclusi, viene indicato che uno sarebbe finito e che, al momento, forse due nuovi tram sarebbero in fase di conclusione.
Le criticità includono anche un riferimento al fatto che il sistema citato sarebbe “vecchio” e abbandonato dall’azienda che lo ha inventato, con la conseguenza che mancherebbero pezzi di ricambio.
La contestazione elenca altri aspetti: un sistema considerato rigido che, con l’ostacolo di un’auto mal parcheggiata, potrebbe fermare l’intera soluzione; inoltre, si ipotizza un mese ogni anno dedicato a manutenzioni con arresto dell’intera linea. Viene anche segnalato un rischio per le biciclette, con riferimenti a feriti sulla Sir1 a Padova e a eventi mortali a Venezia-Mestre, collegati alle dinamiche tramviarie.
Secondo la ricostruzione, per tamponare la carenza di mezzi, sarebbe stata realizzata una piccola integrazione comprando 8 tram usati da Latina, dove il vecchio sistema sarebbe ormai dismesso.
pnrr e chiarezze ancora aperte: lavori, autorità e interventi di controllo
L’incubo PNRR viene presentato come elemento determinante, legato alla possibilità di non rispettare i tempi e alla conseguente incertezza sulla continuità dei finanziamenti. In occasione di un evento organizzato dal Comune in via Morgagni per illustrare la nuova linea, emergono nuove perplessità.
Viene sollevato il tema della necessità di completare i lavori prima del termine fissato dall’Europa. La contestazione si estende anche ai punti ritenuti non chiariti, con richieste di spiegazioni indirizzate al Comune e alla controllata Aps. Nel quadro descritto compaiono sia comitati locali sia verifiche riferite a Autorità Nazionale Anti Corruzione (Anac) e Corte dei Conti.
appalti sir3 e famiglia baita: consorzio, presidenza e contestazioni
La vicenda viene ulteriormente articolata sul fronte degli appalti. La Sir3, indicata come avviata prima rispetto alla Sir2, sarebbe stata affidata a un consorzio guidato da Ferrari Ing Ferruccio. In questa ricostruzione, come presidente del consorzio viene indicato Giacomo Baita, figlio di Piergiorgio.
Il racconto richiama l’esistenza di polemiche anche su questa fase. Viene citata la presentazione di iniziative collegate all’ex deputato Raphael Raduzzi del Movimento 5 Stelle.
Personaggi citati:
- Sergio Giordani
- Leonardo Cetera
- Liliana Gori
- Martin Sion
- Ubaldo Lonardi
- Andrea Ragona
- Eleonora Mosco
- Fabio Targa
- Giacomo Baita
- Piergiorgio Baita
- Ferrari Ing Ferruccio
- Raphael Raduzzi
