Uk scandalo epstein mandelson caso travolge il governo starmer
Una nuova bufera politica investe il Regno Unito dopo l’emersione di criticità nel processo di verifica di sicurezza legato all’incarico di ambasciatore degli Stati Uniti. La vicenda coinvolge Lord Mandelson, nominativo associato allo scandalo Epstein, e si intreccia con la tenuta dei rapporti di fiducia tra i vertici di governo e i funzionari chiamati a gestire le procedure interne. Sullo sfondo, il focus cade su controlli di massimo livello, chiamati a stabilire l’accesso a informazioni e ambienti sensibili.
dimissioni di sir olly robbins dopo il mancato aggiornamento su mandelson
Sir Olly Robbins, indicato come il più alto funzionario del Ministero degli Esteri, ha rassegnato le dimissioni dopo che è emerso che il suo dipartimento non ha informato il Primo Ministro Keir Starmer del fatto che Lord Mandelson non aveva superato i controlli di sicurezza necessari per assumere il ruolo di ambasciatore negli Stati Uniti. Secondo quanto riportato dalla BBC, Starmer e la Ministra degli Esteri Yvette Cooper hanno perso la fiducia in Robbins, che di fatto risulta rimosso dall’incarico.
Prima dell’annuncio, Downing Street ha replicato alle ultime rivelazioni sostenendo che Starmer non sarebbe venuto a conoscenza fino a martedì scorso del mancato nulla osta sulla sicurezza per Mandelson. La ricostruzione segue un precedente emerso dal Guardian, relativo al mancato superamento del developed vetting, descritto come la procedura di controlli più avanzata richiesta per incarichi in grado di consentire accesso a informazioni classificate e contiguità operative con agenzie d’intelligence.
developed vetting e controlli di sicurezza a più livelli
Il developed vetting viene presentato come un processo caratterizzato da verifiche approfondite e articolate in più fasi. L’iter include questionari dettagliati, interviste personali e approfondite e indagini su finanze, relazioni e stile di vita. Lo scopo è stabilire l’idoneità alla sicurezza nazionale del Regno Unito, con particolare rilievo per chi, nel contesto della mansione, potrebbe accedere a dati “Top Secret” o operare in ambiti di intelligence.
downing street: starmer incarica verifiche e aggiornamenti al parlamento
Un portavoce di Downing Street ha dichiarato che, una volta appresa la situazione, Starmer — descritto come “furioso” secondo quanto riportato dalla BBC — avrebbe immediatamente ordinato ai funzionari di accertare i fatti relativi alle motivazioni per cui sarebbe stato concesso il nulla osta. L’obiettivo indicato è mettere in atto piani per aggiornare la Camera dei Comuni.
Secondo le informazioni disponibili, Starmer dovrebbe rilasciare una dichiarazione alla Camera dei Comuni lunedì. Dal canto suo, il Ministero degli Esteri avrebbe comunicato di lavorare con urgenza per soddisfare la richiesta del Primo Ministro di chiarire la ricostruzione dei fatti.
reazioni parlamentari e accuse di inganno e violazione del codice
Emily Thornberry, deputata laburista e presidente della Commissione Affari Esteri della Camera dei Comuni, ha affermato di essersi sentita “ingannata”. Nelle dichiarazioni, viene richiamato il ruolo di Robbins come già sottosegretario permanente agli Esteri e capo del servizio diplomatico, con un riferimento alla testimonianza resa davanti alla commissione a novembre, quando era stato descritto il processo di verifica relativo a Mandelson.
Sul piano politico, la leader Tory Kemi Badenoch ha sostenuto che tutte le strade portano alle dimissioni di Keir Starmer. Secondo Badenoch, il codice di governo prevede che, quando un esponente del governo scopre che il Parlamento è stato inavvertitamente male informato, debba correggere l’informazione nel più breve tempo possibile. La leader Tory ha indicato come prima occasione quella della sessione di domande al Premier di mercoledì mattina, ritenendo che Starmer non avrebbe risposto in modo adeguato e non avrebbe dichiarato che il Parlamento stava venendo a conoscenza di una violazione del codice.
kemi badenoch: versione incoerente e “disonestà deliberata”
Badenoch ha aggiunto che il fatto di sostenere che un processo sarebbe stato seguito quando non lo è stato rappresenterebbe un’ulteriore infrazione, con la conseguenza di aver male informato il Parlamento. Nella stessa ricostruzione, è stata contestata la coerenza tra le versioni fornite, con l’argomentazione che le due spiegazioni non potrebbero risultare entrambe vere. La leader Tory ha concluso parlando di “disonestà deliberata” collegata alle modalità con cui la questione sarebbe stata presentata.
personalità coinvolte nella vicenda di sicurezza e nelle comunicazioni istituzionali
- Sir Olly Robbins
- Keir Starmer
- Yvette Cooper
- Lord Mandelson
- Emily Thornberry
- Kemi Badenoch