Trump piano per la distruzione dell iran e ultimatum: ora tutto dipende
Un’ora e 39 minuti dal podio della James Brady Briefing Room della Casa Bianca, il presidente statunitense Donald Trump ha rilanciato con toni ancora più duri la linea su Iran, infrastrutture e tempistiche dell’ultimatum, sostenendo la capacità degli Stati Uniti di mettere in atto interventi decisivi e rapidi. Nel corso del discorso, oltre alle minacce, è rimasta aperta la possibilità di negoziati con Teheran, che il presidente ha descritto come in un percorso favorevole.
donald trump e la minaccia sui tempi: ponti e centrali elettriche in poche ore
Trump ha sostenuto che tutto il Paese potrebbe essere eliminato in una sola notte, arrivando a fissare l’orizzonte entro cui, dopo la scadenza dell’ultimatum, potrebbero verificarsi conseguenze estese. Il presidente ha inoltre affermato che esiste un interlocutore attivo e disponibile dall’altra parte, pur senza voler entrare nei dettagli su un cessate il fuoco.
Ripetendo che la scadenza indicata resta quella dell’ultimatum di martedì sera alle 20 (le due di notte di mercoledì in Italia), Trump ha confermato l’intenzione di colpire ponti e centrali energetiche iraniane nel caso in cui non arrivi un accordo in tempo. Afferma di avere un piano, sostenendo che tutte le infrastrutture iraniane potrebbero essere distrutte in meno di quattro ore dopo la scadenza.
ultimatum iran: demolizione totale e conseguenze sulle infrastrutture
Il presidente ha descritto in modo dettagliato la portata delle azioni prospettate, indicando un arco temporale ristretto. Secondo le sue parole, ogni ponte in Iran sarebbe decimato entro la mezzanotte di domani, mentre ogni centrale elettrica verrebbe resa fuori uso, con incendi, esplosioni e perdita di utilizzabilità. Trump ha quindi parlato di demolizione totale entro la mezzanotte, con tutto il processo che avverrebbe nell’arco di quattro ore, specificando che l’azione non sarebbe desiderata.
Nel messaggio ha inserito anche un’escalation legata allo Stretto di Hormuz. Trump ha collegato le minacce alla mancata riapertura dello stretto, sostenendo che, se gli attacchi avessero luogo, Teheran impiegherebbe cent’anni per ricostruire tutto.
recupero dei due avieri dispersi in iran: operazione definita storica
Accanto al segretario alla Difesa Pete Hegseth, all’inviato speciale Steve Witkoff, al capo degli Stati maggior riuniti Dan Caine e al direttore della Cia John Ratcliffe, Trump ha dedicato tempo alla missione di recupero dei due avieri dispersi in Iran. Il presidente l’ha definita una delle operazioni più complesse nella storia degli Stati Uniti.
Trump ha richiamato il ruolo della Cia, descrivendo l’attività come una ricerca difficilissima, paragonata a trovare un ago in un pagliaio. Ha poi spiegato che il salvataggio “storico” ha coinvolto oltre 170 aerei, con 155 utilizzati per il secondo salvataggio, oltre a centinaia di persone. Il presidente ha aggiunto che una parte significativa dell’operazione sarebbe stata uno stratagemma per allontanare le forze iraniane dal pilota.
In tema operativo, Trump ha inoltre affermato che un F-15E dell’Aeronautica militare statunitense sarebbe stato abbattuto venerdì scorso da un singolo missile.
hormuz tra negoziati e priorità: libero transito per petrolio e merci
Nel corso della conferenza stampa, Trump ha ribadito l’importanza di riaprire lo Stretto di Hormuz, definendola una priorità molto grande. Il presidente ha scartato l’ipotesi di pedaggi imposti da Teheran alle navi che attraversano la via marittima, affermando un preferenza speculare: far pagare i pedaggi agli Stati Uniti. Ha collegato questa scelta al fatto che, a suo dire, gli Stati Uniti avrebbero la posizione vincente.
Trump ha indicato che ogni accordo deve includere la riapertura dello stretto. In giornata, durante un evento alla Casa Bianca, aveva anche valutato una proposta di cessate il fuoco di 45 giorni avanzata da altri Paesi, citando il Pakistan. Secondo le sue parole, quella proposta rappresenta un passo, ma non risulta sufficiente. L’accordo dovrebbe includere la richiesta di libero transito per il petrolio e per ogni altra cosa.
critiche alla nato e accuse agli alleati: “tigera di carta” e delusione
Trump ha rilanciato una critica durissima verso gli alleati statunitensi, accusandoli di non aver fornito aiuti nella guerra, con riferimento particolare ai Paesi del Golfo Persico. Nella conferenza, ha nominato a più riprese diverse nazioni: Giappone, Australia, Corea del Sud e la Nato, affermando che anche quest’ultima non avrebbe aiutato.
Parlando dell’Alleanza atlantica, il presidente ha espresso delusione e ha collegato il peggioramento dei rapporti al momento in cui avrebbe proposto l’acquisizione della Groenlandia. Trump ha affermato che, in vista di contatti futuri e di promesse degli interlocutori, l’invio di materiale sarebbe stato percepito come tardivo.
Trump ha poi dichiarato che la Nato sarebbe una “tigre di carta”, liquidando l’ipotesi che gli Stati Uniti rinuncino al loro ruolo di leadership. Nella stessa sequenza ha sostenuto che Putin non avrebbe paura della Nato, ma avrebbe paura degli Stati Uniti.
crimini di guerra e arma nucleare: priorità fissata sulla prevenzione
Alla domanda sulla possibilità di commettere crimini di guerra, in violazione della Convenzione di Ginevra colpendo infrastrutture civili iraniane, Trump ha risposto di non essere preoccupato. La priorità indicata dal presidente riguarda impedire che Teheran ottenga un’arma nucleare. Trump ha ribadito che non consentirebbe il conseguimento di un ordigno nucleare, anche in riferimento alle domande e alle preoccupazioni riportate dalla stampa.
In chiusura della conferenza, il presidente ha definito il momento critico e ha legato l’esito alla risposta iraniana, affermando che sarebbe possibile bombardare senza pietà. Pur mantenendo l’idea che un accordo possa arrivare nelle prossime ore, Trump ha dichiarato di ritenere che l’Iran possa scegliere di evitare il peggio, aggiungendo considerazioni religiose sul sostegno alle azioni statunitensi e sottolineando al tempo stesso la difficoltà nel vedere persone uccise.
famiglia trump presente alla conferenza stampa
- Tiffany Trump
- Eric Trump