Sereni (pd) universalismo del ssn in crisi liste d’attesa e rischio iceberg
Le liste d’attesa vengono presentate come il segnale più visibile di un problema strutturale che riguarda il Servizio sanitario nazionale. La responsabile salute e sanità del Partito Democratico, Marina Sereni, descrive un sistema sanitario definito “bello e importante”, assegnando un valore storico all’eredità di Tina Anselmi, ma individuando al contempo segnali di cedimento del principio di universalismo. Nel suo intervento al convegno “Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide”, a Roma, Sereni collega la crescita delle difficoltà non solo alla gestione della malattia grave, bensì soprattutto ai bisogni che caratterizzano la vita quotidiana di cittadini e famiglie.
liste d’attesa e problema strutturale del servizio sanitario nazionale
Secondo Marina Sereni, le liste d’attesa rappresentano “la punta dell’iceberg” di una situazione più ampia. La presa in carico, nel caso di condizioni riconducibili al codice rosso, viene descritta come pienamente garantita dal Ssn, con cure gratuite anche per patologie oncologiche o neurodegenerative. Il punto centrale riguarda ciò che avviene prima del codice rosso: cronicità, prevenzione, generalità dei bisogni di salute e necessità di evitare che un numero eccessivo di persone si ammali.
Sereni mette in evidenza l’emergere di una disuguaglianza crescente con una doppia dimensione: sociale e territoriale. Per questo motivo l’attenzione non viene posta unicamente sulle prestazioni aggiuntive, ma sulla capacità del sistema di affrontare le cause che generano ritardi e squilibri.
come affrontare le liste d’attesa: nodi strutturali
Nel suo ragionamento, la priorità è un approccio che parta dai nodi strutturali. Sereni sottolinea che, se si aumenta la quantità di servizi e prestazioni senza intervenire sulle cause di fondo, le liste d’attesa potrebbero continuare ad allungarsi. Oltre alla necessità di intervenire strutturalmente, viene richiamata anche l’esigenza di trasparenza, con la possibilità di conoscere con precisione cosa sta accadendo nelle regioni.
definanziamento della sanità pubblica e inversione del trend
Tra i nodi strutturali, il primo è il definanziamento. Sereni afferma che non si tratta di una scelta attribuibile esclusivamente alla destra: riconosce che anche governi sostenuti dal Partito Democratico hanno contribuito a definanziare. L’elemento considerato critico è il ritorno a un trend di definanziamento della sanità pubblica rapportato al Pil, con l’obiettivo di invertire la tendenza.
Secondo quanto riportato, il dato scenderebbe al 6,1% sul Pil e, in prospettiva, si andrebbe sotto il 6%, valutando la situazione come negativa. La proposta politica evocata è la creazione, nella legislatura citata, di un’alleanza trasversale per evitare che il trend riprendesse dopo il periodo Covid, ma tale obiettivo non si sarebbe concretizzato.
personale sanitario, sanità di prossimità e medicina territoriale
La seconda priorità indicata è il personale. Sereni sostiene la necessità di un grande investimento su tutte le professioni sanitarie e di un incremento delle risorse umane nel servizio sanitario pubblico. In assenza di questo rafforzamento, viene descritto il rischio di una competizione impropria tra strutture pubbliche e privato.
Per cronicità e prevenzione, viene proposta una maggiore sanità di prossimità. Sereni richiama l’eredità della precedente legislatura relativa al Dm 77, affermando di non esserne certa nell’attuazione, sulla base di segnali di difficoltà nell’utilizzo delle risorse del Pnrr. La preoccupazione riguarda il rischio di inaugurazioni più orientate a “muri” che a un impianto efficace di cura sul territorio.
La direzione indicata è una “piccola grande rivoluzione” della medicina territoriale: trasformare l’architettura della salute, coinvolgendo medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e farmacie dei servizi come fulcro di una nuova impostazione. L’obiettivo è impedire che ciò che non si risolve sul territorio finisca in ospedali e pronto soccorso, con conseguenti costi più elevati.
innovazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale
Accanto a personale e medicina territoriale, viene indicato un grande investimento sull’innovazione. Sereni menziona anche la digitalizzazione, osservando che le risorse del Pnrr avrebbero potuto produrre esiti migliori.
Un’ulteriore componente riguarda l’intelligenza artificiale, che secondo la visione espressa non dovrebbe servire per fare diagnosi, ma per supportare i professionisti nel ridurre la burocrazia e aumentare velocità nell’affrontare problemi, inclusi quelli connessi a bisogni di salute emergenti.
responsabile salute e sanità del partito democratico: marina sereni
Nel corso dell’intervento, Marina Sereni ha delineato un quadro in cui liste d’attesa e difficoltà organizzative vengono collegate a fattori strutturali, con indicazioni su finanziamento, personale, medicina territoriale, innovazione e impiego di strumenti digitali.
- Marina Sereni