Riforma rinvio e più magistrati: la resa di nordio dopo il referendum e gli arresti rinviati

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Riforma rinvio e più magistrati: la resa di nordio dopo il referendum e gli arresti rinviati

Dopo la sconfitta al referendum, il ministro della Giustizia Carlo Nordio riconosce un rinvio anche sul nodo dei tre giudici per le richieste di arresto. In un’intervista al Corriere della sera, il Guardasigilli ammette che la norma sul gip collegiale inserita nella riforma del 2024 non potrà entrare in vigore il prossimo 25 agosto come previsto, ma richiederà uno slittamento almeno fino a fine anno, così da evitare il rischio di blocchi nei tribunali.

gip collegiale Nordio: rinvio dell’entrata in vigore almeno fino a fine anno

La linea ufficiale viene presentata come un punto ormai definito sul piano legislativo: la norma viene indicata come legge e non oggetto di discussione. Allo stesso tempo, Nordio richiama l’esigenza di verificare compatibilità con gli organici effettivamente disponibili, sostenendo la necessità di rimandare l’applicazione quando, presumibilmente entro la fine dell’anno, le eventuali criticità potranno essere superate grazie all’arrivo di nuovi magistrati.

La finalità dichiarata è evitare che l’avvio a scadenza possa mandare in tilt i tribunali, considerato che la riforma prevede cambiamenti organizzativi rilevanti per la gestione delle richieste di custodia cautelare in carcere.

tre giudici per la custodia cautelare: impostazione della riforma e contestazioni

La previsione centrale riguarda la decisione sulle richieste di custodia cautelare in carcere. Quando il pm formula la richiesta nei confronti di un indagato, non a decidere non sarebbe più un singolo giudice per le indagini preliminari: la decisione verrebbe affidata a un collegio di tre.

La misura viene descritta come una soluzione garantista, ma oggetto di forte contestazione da parte della magistratura. Le critiche si concentrano sul rischio di paralisi organizzativa: in numerosi piccoli tribunali i gip effettivamente in servizio sarebbero soltanto uno o due, rendendo difficoltoso comporre il collegio senza sottrarre risorse ad altre attività.

organici dei gip: scoperture e difficoltà operative nei tribunali

Il problema è aggravato da un vincolo previsto dalla disciplina: chi decide sulla richiesta di arresto diventa per legge incompatibile a occuparsi del successivo processo. Per questo, l’attivazione del gip collegiale richiederebbe una riorganizzazione significativa del lavoro giudiziario, con conseguenze soprattutto dove la presenza di giudici è limitata.

Per affrontare queste criticità, la legge Nordio del 2024 aveva previsto un rinvio di due anni dell’entrata in vigore, spostandola originariamente a fine agosto 2026. Nel frattempo, l’impianto prevedeva un potenziamento dell’organico dei magistrati con l’obiettivo di aggiungere 250 unità.

stato degli organici a giugno 2025: dati su gip in servizio e in pianta organica

I numeri disponibili fotografano un quadro ancora lontano dall’obiettivo. A giugno 2025 in tutta Italia risultavano 680 gip in servizio effettivo a fronte di 803 in pianta organica. Le maggiori scoperture sarebbero concentrate nelle grandi città, con esempi citati: a Roma 34 su 43, a Milano 31 su 41, a Palermo 20 su 28.

spinte di magistratura e avvocatura: tavolo Csm-ministero e possibile sospensione

Subito dopo la vittoria del No al referendum, l’Associazione nazionale magistrati aveva avviato una nuova iniziativa per ottenere la sospensione della riforma, chiedendo al governo una riflessione urgente con l’obiettivo di non paralizzare il lavoro nei tribunali italiani. Nordio aveva risposto annunciando un cronoprogramma di realizzazione in confronto con il Consiglio superiore della magistratura.

La settimana scorsa si è riunito il tavolo paritetico tra Csm e ministero della Giustizia. In quell’occasione il nuovo capo gabinetto di via Arenula, Antonio Mura, avrebbe indicato decisioni a breve, lasciando intendere una probabilità di sospensione.

annuncio Nordio e prossimi passaggi: incontri ANM e Consiglio nazionale forense

La dichiarazione del ministro viene interpretata come un passaggio di fatto verso l’esito richiesto. I dettagli potrebbero emergere mercoledì, quando la giunta dell’ANM, guidata dal neo-presidente Giuseppe Tango, incontrerà il ministro in via Arenula insieme a una delegazione del Consiglio nazionale forense, l’organo di rappresentanza dell’avvocatura.

Il gip collegiale è indicato come il primo punto portato al tavolo: la richiesta dei magistrati prevede l’abrogazione della norma, mentre la sospensione viene considerata il risultato minimo. Al momento, il quadro delineato appare orientato proprio verso questo scenario.

figuras citate nei passaggi sul gip collegiale

Giudici e istituzioni coinvolti nei riferimenti riportati:

  • Carlo Nordio
  • Antonio Mura
  • Giuseppe Tango
  • Associazione nazionale magistrati (Anm)
  • Consiglio superiore della magistratura (Csm)
  • Consiglio nazionale forense
Tre gip per gli arresti, la resa di Nordio dopo il referendum: “Rinvieremo la riforma, serve assumere più magistrati”
Categorie: PoliticaCronaca

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