Petrolio crolla del 10% dopo la riapertura dello stretto di hormuz
La percepita distensione sul fronte mediorientale ha portato un netto sollievo sui mercati globali. Le dichiarazioni del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, con l’annuncio della riapertura del traffico commerciale nello Stretto di Hormuz “in linea con il cessate il fuoco in Libano”, hanno innescato un forte ricalcolo delle aspettative legate alle rotte energetiche. L’effetto si è riflesso immediatamente sui prezzi del petrolio, con movimenti decisi sia sul comparto statunitense sia su quello europeo.
riapertura di hormuz e calo del petrolio
Secondo quanto indicato da Teheran, il passaggio di tutte le navi commerciali risulta completamente aperto per la restante durata del cessate il fuoco, lungo una rotta già coordinata con l’Organizzazione portuale e marittima della Repubblica islamica. Questa cornice ha ridimensionato i timori di possibili interruzioni nelle forniture energetiche lungo uno dei principali colli di bottiglia globali, attraversato da circa un quinto del petrolio mondiale.
Nel mercato del greggio, la reazione ha avuto un impatto quantitativo: il Wti ha registrato una perdita dell’11,7%, scendendo a 83,6 dollari; il Brent ha ceduto il 10,8% attestandosi a 88,6 dollari.
segnali operativi: spedizioni nonostante il blocco usa
Un primo riscontro operativo della riapertura è arrivato già mercoledì. Anche con un quadro politico complesso, dove il presidente Usa Donald Trump ha fatto sapere che il blocco per le navi di Teheran resta in vigore, risultano tuttavia avviate alcune movimentazioni: tre petroliere iraniane hanno attraversato Hormuz con circa 5 milioni di barili di greggio, indicate come prime spedizioni dall’inizio del blocco statunitense, sulla base dei dati della società di monitoraggio Kpler.
rialzo delle borse europee sostenuto dal miglior sentiment
Il calo del petrolio e il progressivo allentamento delle tensioni hanno migliorato rapidamente il sentiment sui mercati azionari europei. Le Borse del Vecchio Continente hanno chiuso in deciso rialzo in tutti i principali listini.
performance dei principali indici in europa
A Milano il listino principale avanza dell’1,9%, tornando sui massimi dal 2000. A seguire, Francoforte registra un incremento del 2%, mentre Parigi vede il Cac 40 salire dell’1,7%.
L’indice paneuropeo Stoxx Europe 600 avanza dell’1,2%, sostenuto dagli acquisti su tecnologici, industriali e titoli legati ai beni di consumo, cioè i comparti più sensibili al ciclo economico.
energia in calo e prospettive macro per le politiche monetarie
Sullo sfondo, la flessione dell’energia alimenta aspettative di minori pressioni inflattive. Questo scenario lascia intravedere margini più ampi per politiche monetarie meno restrittive, offrendo un ulteriore supporto alle valutazioni azionarie.
figure citate nel contesto di mercato
Il quadro descritto include i seguenti nominativi:
- Abbas Araghchi
- Donald Trump
- Kpler
